Festival letterario “Brescia da leggere” 2026: il programma completo della quinta edizione

Continua a scorrere la pagina per l’elenco completo delle presentazioni, le sinossi dei libri e le bio dei protagonisti! Per avere maggiori informazioni, per ricevere la cartella stampa o per richiedere un’intervista, non esitare a contattarci attraverso il modulo dedicato!



IL PROGRAMMA

Sabato 9 maggio 2026

Marisa Mazzini, Lorenzo Gafforini e Susanna Danna dialogano con Andrea Franzoni (Brescia si legge) sul tema “Ha senso nel 2026 scrivere ancora libri?”

MARISA MAZZINI è lo pseudonimo di Erika Zini. Nata nel 1995 a Brescia, vive a Cusano Milanino (MI). Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Università Statale di Milano, ha frequentato la Scuola Belleville pubblicando in seguito vari racconti. “Fino al sole fino alla luna” (Another Coffee Stories, 2025) è il suo primo romanzo.

LORENZO GAFFORINI, classe 1996, è laureato in giurisprudenza, ha all’attivo diverse raccolte di poesie e alcuni racconti, collabora con riviste di critica letteraria online e partecipa attivamente a progetti culturali, soprattutto in ambito letterario e cinematografico. Nel 2025 ha curato per Compagnia della Stampa l’edizione italiana di “Franz Kafka. Gli aeroplani a Brescia”, un adattamento in forma di graphic novel dell’omonimo testo di Franz Kafka scritto in occasione della sua partecipazione al circuito aereo di Montichiari.

SUSANNA DANNA è nata a Brescia nel 1996. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze Linguistiche nel 2018, portando come argomento di tesi proprio Luigi Vecchi, protagonista di quella che sarebbe diventata anni dopo la sua prima pubblicazione: “Luigi “Bigì” Vecchi. Regista cinematografico, attore, giornalista e scrittore a Brescia negli anni tra le due Guerre” (Agnetti Editore 2025). Il suo sogno da bambina era quello di fare la scrittrice.

L’incontro si terrà presso l’auditorium del Liceo Leonardo con ingresso aperto alla cittadinanza.

– in collaborazione con la Commissione biblioteca e la Commissione Genitori del Liceo Leonardo

Giulio C. Valcossi presenta “Mecenate e gli inganni di Ermes” (Self Publishing, 2025), in dialogo con Federica Pizzuto.

Roma, dicembre 13 a. C. Durante una gara nel Circo Massimo, Apollo, il più forte e amato conduttore di quadrighe a Roma, si accascia per un improvviso malore. L’intervento tempestivo di Ermocrate non basta a impedirne la morte: Apollo è stato avvelenato. Mecenate è costretto a improvvisare un’indagine in un mondo che non conosce, tra allibratori senza scrupoli e assassini di professione. E per salvare il suo amico Batillo, ma anche il suo nemico Marco Erennio Picente, da un’accusa di omicidio, dovrà scontrarsi con Augusto e dipanare un groviglio di inconfessabili risentimenti familiari.

GIULIO C. VALCOSSI, pseudonimo di Costantino Moro, è autore della serie di romanzi ambientati nella Roma dell’età augustea in cui Gaio Mecenate – noto nella storia come patrono di poeti, in particolare di Virgilio e Orazio – si trova coinvolto in indagini su misteri e delitti nella società romana.


Ida Ferrari, Simona Cremonini e Nicola Cargnoni presentano “Caccia ai tesori. Itinerari insoliti e sconosciuti” (Isenzatregua, 2026), in dialogo con Mara Facchetti.

L’antologia, a cura di Laura Marsadri e Aldo Dalla Vecchia, raccoglie i testi di diversi autori provenienti da tutta Italia. Divisa in 17 tappe, corrispondenti ad altrettanti paesi, quindici della Valle Sabbia e due del Lago di Garda, si propone di delineare un ritratto diverso e inconsueto di un territorio specifico, andando a scoprire luoghi e personaggi poco noti o completamente sconosciuti ai più. 

IDA FERRARI nasce e vive a Brescia. Ha frequentato un corso di tecniche della narrazione alla scuola Holden a Torino. Nel 2012 ha pubblicato il noir “Blackmail” con lo pseudonimo di Carol J Keaton. Ha vinto premi relativi ai suoi racconti che sono stati raccolti nel volume “Torte gemelle” (Delmiglio, 2016). I precedenti romanzi, sempre editi da Golem Edizioni, sono “La Vincita” (2017), “Paris Noir” (2019) e “La scacchiera di ghiaccio” (2024).

SIMONA CREMONINI è autrice di romanzi fantasy e mistery ispirati a leggende di varie tradizioni, nonché di numerosi saggi su folklore, letteratura e storia. Le sue ricerche sulle storie fantastiche e dimenticate delle zone del Benaco, portate avanti dal 1998 e confluite nei suoi numerosi libri, rappresentano terreno fertile per la riscoperta e la narrazione dell’intero territorio del lago di Garda, da Trento a Mantova, da Brescia a Verona.

NICOLA CARGNONI, vestonese, dopo il diploma a Idro si è laureato in Lettere e poi in Scienze Storiche con una tesi in Storia del cinema. Oggi è critico cinematografico e consulente e si occupa della programmazione di un piccolo cinema in provincia di Brescia.

– in collaborazione con Festival Giallo Garda


Vittorio Nichilo presenta “Trapassato prossimo. I nuovi racconti del Maresciallo Manassero (LiberEdizioni, 2025), in dialogo con Francesco Buffoli e Marco Benetti.

Il Maresciallo Filiberto Manassero è nuovamente chiamato a mantenere l’ordine pubblico nelle (all’apparenza) idilliache campagne tra Alessandria e Acqui Terme. Sebbene, in omaggio alle origini piemontesi della nonna, il cuore del libro batta nel Monferrato, le indagini di Manassero si spingono oltre toccando la Baviera, la Liguria, la Sardegna, l’Oltrepò Pavese, fino ad arrivare sulle sponde dorate del Garda bresciano, per la precisione a Gargnano, dove il maresciallo in vacanza si troverà a dover aiutare un collega nel districare un caso legato al mondo degli artisti tedeschi che soggiornano sul lago. Qui la nostra recensione

VITTORIO NICHILO, nato a nel 1974, insegna materie letterarie in una scuola secondaria di primo grado. Allevatore di galline francesi e orticoltore per diletto, è appassionato di Storia, come si evince dalle tante pubblicazioni legate alla storia di piccoli paesi e all’intreccio con quella più grande. Nel 2022, sempre per LiberEdizioni, ha pubblicato “Le storie dietro i racconti del maresciallo Manassero”.

– in collaborazione con l’Associazione Culturale Topi di biblioteca


Simone Civitelli presenta “Trincea domestica (Marco Serra Tarantola, 2025), in dialogo con Roberto Bonzi.

Tra le strade silenziose di una scalcinata periferia sfinita dal calore estivo si allarga a macchia d’olio un cantiere, primo segnale di un progetto che stravolgerà la geografia e l’identità del quartiere. L’anziano signor I, guidato da pensieri ossessivi e da un attaccamento viscerale al luogo dove è nato, cerca di opporsi a questo intervento trasformando la propria casa in una barricata contro il mondo esterno. Una narrazione lucida sulla fragilità della vita di periferia, che indaga le estreme conseguenze dell’isolamento e della resistenza individuale di fronte all’avanzare inesorabile della modernità. Qui la nostra recensione

SIMONE CIVITELLI, nato tra i colli romagnoli e trasferitosi a Brescia in tenera età con la famiglia, interrompe la sua formazione scolastica per disillusione e ribellione al sistema. Autodidatta, affamato di sapere e cultura, gira il mondo accumulando varie e multiformi esperienze lavorative, dal magazziniere in Australia all’albergatore a Panama. Diventato padre, torna in pianta stabile a Brescia; nell’edicola dove lavora prendono forma i suoi grotteschi personaggi, ispirati dal proprio vissuto e da quell’humus antropologico nascosto che vive sotto il cemento del centro cittadino.

– N.B. I posti sono limitati: prenotazione consigliata a questo link, selezionando l’evento “Incontri d’autore” di sabato 9 maggio


Irma Cantoni presenta “Il Rubasogni (Orlotti, 2025), in dialogo con Rachele Anna Manzaro.

15 settembre 2001, sei del pomeriggio: a Brescia si svolge l’interrogatorio di Benedetta Mattevi. La cinquantottenne confessa senza esitazione e inizia a ripercorrere la sua vita. Nata orfana nel Friuli del dopoguerra e cresciuta a Brescia in un istituto religioso, la giovane Benedetta impara l’arte del cucito, ma ben presto si ritrova a lavorare in una fabbrica di pollame, un luogo di crudeltà e alienazione dove scopre le ingiustizie sociali e il duro lavoro operaio. Il sogno di un futuro migliore la spinge a trasferirsi a Roma, dove incontra l’affascinante Edoardo: amore, passione e voglia di riscatto si intrecciano ancora una volta con il destino beffardo e la città eterna si rivela per Benedetta un labirinto di illusioni. Qui la nostra recensione

IRMA CANTONI da più di vent’anni segue il percorso di meditazione della scuola buddhista Karma Kagyu, collaborando alla pubblicazione di vari saggi sulla pratica buddhista, oltre che su naturopatia e bioenergetica. Ha esordito nella narrativa con i racconti lunghi “La regina degli Stati Uniti” (2008) e “Il cartomante”, in cui compare per la prima volta la commissaria Vittoria Troisi, romana trapiantata a Brescia, che sarà protagonista anche della fortunata serie di romanzi successivi: “Il bosco di Mila” (2017), “Il segreto di Palazzo Moresco” (2018) e “La custode degli innocenti” (2022).

Massimo Tedeschi presenta “Tra Bergamo e Brescia alla scoperta dei siti UNESCO” (Enrico Damiani, 2025), in dialogo con Silvia Lorenzini.

Dalle mura di Bergamo a Crespi d’Adda, dal complesso di Santa Giulia alle incisioni della Valle Camonica fino ai siti palafitticoli del lago di Garda. Un viaggio attraverso i secoli per scoprire i siti UNESCO di due province straordinarie.

MASSIMO TEDESCHI, giornalista, è stato inviato del quotidiano Bresciaoggi. Come caporedattore del Corriere della Sera ha fondato e diretto il dorso bresciano del quotidiano di via Solferino. Ha collaborato con diverse testate nazionali e locali, è autore di libri di storia politica, economica, sociale e culturale. Nel 2016 ha creato la figura del commissario Italo Sartori (il capitolo più recente della saga è “Il giardino dei cedri” , La nave di Teseo, 2022). Da ricordare anche la guida “Brescia adagio” (Enrico Damiani, 2022) e il romanzo storico “Morte ignobile di Bruno D.” (La Quadra, 2024).


Nicola Lucchi presenta “Il giardino dei fiori infelici” (Neo Edizioni, 2026), in dialogo con Chiara Massini.

Ha ventidue anni Lucas quando torna a casa in manette, scortato dai carabinieri. L’accusa è già nota, il verdetto già emesso, ma nessuno conosce ancora il movente. Il ragazzo spiegherà perché ha ucciso quei bambini, a una sola condizione: che gli sia concessa una camminata nel bosco insieme a don Raffaele. Il prete se n’è andato dal paese molto tempo prima, e non immagina perché Lucas voglia parlare proprio con lui, ma è un uomo di Dio e non può rifiutare. Ciò che lo aspetta è più di una confessione. È una via crucis. A raccontarla è Olga, la madre del ragazzo, che tutti chiamano “la strega del villaggio”.

NICOLA LUCCHI lavora come sceneggiatore ed è autore di romanzi e saggi. Tra le sue pubblicazioni per ragazzi la trilogia di Daniel Ghost e la dilogia “I guardiani della memoria”, entrambe edite da Gribaudo. Appassionato di storia di Hollywood, scrive di cinema per varie riviste specializzate ed è autore del volume “Il sogno del cinema – La mia vita, un film alla volta”, autobiografia del direttore della fotografia Dante Spinotti edita da La Nave di Teseo nel 2023.


Gianmichele Portieri e Riccardo Contessa presentano “I birrifici artigianali bresciani. La storia, la tecnica, il gusto” (Fondazione Civiltà Bresciana, 2026)

La birra artigianale italiana compie giusto 30 anni e nel bresciano è sbarcata nel 1999, 27 anni fa. La guida I birrifici artigianali bresciani. La storia, la tecnica, il gusto” contiene le descrizioni di 18 birrifici locali, ognuna delle quali accompagnata da una scheda di assaggio di quattro birre. Gli autori svelano poi come trovarle. Sicuramente non in tutti i bar, bensì – potrebbe sembrare banale specificarlo, ma non lo è – semmai nelle birrerie. Parecchi birrifici mandano i loro prodotti comodamente a casa acquistandoli on line, ma il modo migliore (visto che 50 km di area di interesse è il massimo che viene proposto) è andarli a trovare personalmente. Hanno tutti una bella sala di degustazione dove si può anche sgranocchiare qualcosa. E, magari, l’occasione è buona anche per scambiare quattro chiacchiere con il birraio.

GIANMICHELE PORTIERI, giornalista del Giornale di Brescia, è un profondo conoscitore dell’enogastronomia locale, collaborando anche con riviste di settore. Insieme a Laura Cottarelli ha curato “I salumi bresciani La storia, la tecnica, il gusto” (2022).

RICCARDO CONTESSA è sommelier AIS e maestro assaggiatore ONAF.

Sergio Arcai presenta “Nel nome del signore” (Calibano editore, 2026), in dialogo con Francesco Buffoli.

Un ginecologo viene ritrovato barbaramente assassinato alla Poliambulanza di Brescia, ospedale retto dalle Ancelle della Carità. Accusata del delitto è una giovane aspirante suora. A difenderla, nel pieno della pandemia di Covid, è l’avvocato Gregorio Massaro. Tra sospetti, moventi e una caccia serrata al colpevole, l’indagine scava anche nelle sue certezze più intime, mettendo alla prova fede, giustizia e coscienza.

SERGIO ARCAI, classe 1953, ha esercitato per circa quarant’anni l’avvocatura partecipando ad alcuni fra i più importanti processi penali in tutta Italia. La serie di legal thriller con protagonista l’avvocato Massaro comprende “I lupi e l’agnello. Omicidio e processo a Brescia” (Santelli Editore 2024), “La madre dei cretini” e “Non si scherza col fuoco”, entrambi pubblicati con Calibano nel 2025.


Francesca Butti presenta “Come nasce un pensiero” (Brè, 2026), in dialogo con Sara Salvi.

È dal pensiero che nasce tutto: una frase, una storia, un ricordo. Da lì, scaturiscono emozioni, sensazioni e sentimenti, travolgenti ed appaganti, ma anche codardi, crudeli, meschini. E la poesia è pensiero: per il bene, il male, la felicità, le lacrime; ma anche per l’odio, l’amore e la vita. Parole che evaporano da un’essenza sensibile, dispiegando la realtà attraverso uno specchio di espressioni e retoriche dai significati sovrapposti. Riflessioni di attimi, frammenti di istanti infranti in sospiri e lettere, parole che trovano il loro significato dentro alla poesia. Francesca, fra le sue strofe, vuole spiegarci il tutto, analizzandolo in ogni sua sfaccettatura. Parte da un’emozione: la coccola, la culla e la osserva; ma poi la strazia, la distrugge e la maltratta. Ammira il mondo attraverso una lente d’ingrandimento e ne capta ogni minimo particolare, lasciando che speranza, resistenza e rinascita facciano da filo conduttore fra le vicende che legano il suo vissuto. Cerca un perché, fra gli enigmi della bellezza, nei sentimenti inspiegabili e nell’etereo del tutto.

FRANCESCA BUTTI, nata a Brescia nel 2001, gestisce con il padre una storica attività di estetica e acconciatura. Ha fondato nel 2024 il blog “SolAmì” nel quale recensisce libri, racconta di viaggi ed espone curiosità di bellezza. Premiata per le sue poesie al “Brescia Fabbrica Poesia – Premio Internazionale Città di Salò 2025”, collabora anche con riviste letterarie online.

– N.B. I posti sono limitati: prenotazione consigliata a questo link, selezionando l’evento “Incontri d’autore” di sabato 9 maggio


Francesca Ghezzani presenta “Il silenzio dentro” (Swanbook, 2025), in dialogo con Rachele Anna Manzaro.

A metà tra il saggio e la narrativa d’inchiesta, questo libro è un viaggio dentro e fuori i penitenziari per raccogliere, attraverso decine di interviste, le testimonianze di carcerati, ex detenuti oggi reinseriti nel tessuto sociale e nomi autorevoli del panorama istituzionale e associazionistico, esperti di criminologia e psichiatria forense, giornalisti e addetti alla comunicazione, esponenti del clero, sociologi, senza tralasciare i concetti di finanza e imprenditoria sociali, economia carceraria e circolare, upcycling presenti all’interno del sistema penitenziario e il delicato rapporto, sempre più sfidante e attuale, tra giustizia penale e intelligenza artificiale.

FRANCESCA GHEZZANI è una giornalista freelance, autrice e conduttrice radiofonica e televisiva. E’ inoltre tra i soci fondatori dell’Associazione “Constructive Network-APS” per la divulgazione del Giornalismo Costruttivo in Italia.

Nicola Rocchi e Domenico Pedroni presentano “Fondazione Castello di Padernello 2005-2025. Dal castello al borgo” (Grafo, 2025), in dialogo con Candida Bertoli.

I primi vent’anni di storia della Fondazione Castello di Padernello ETS.  Il volume raccoglie le testimonianze dei principali protagonisti che operano all’interno dell’ente che si occupa della gestione del castello e del borgo circostante. Le fotografie di Virginio Gilberti accompagnano i lettori in un “viaggio nella bellezza” in cui cultura, impresa e coesione sociale trovano un originale punto d’incontro.

NICOLA ROCCHI, redattore di Grafo edizioni, è stato direttore della rivista AB Atlante Bresciano dal 2008 al 2025 ed è collaboratore del Giornale di Brescia.

DOMENICO PEDRONI, già dirigente nel settore bancario, è tra i fondatori della Fondazione Castello di Padernello, di cui è stato vicepresidente e, dal 2016, presidente e consigliere delegato per l’amministrazione.


Alessandro Braga presenta “Lungo la strada, una casa abbandonata” (Marco Serra Tarantola, 2025), in dialogo con Manuel Regonini.

Nel cuore della periferia bresciana, una casa abbandonata diventa il centro di un intreccio di voci, ricordi e presenze. Attorno a essa si muovono un corridore solitario, che ogni mattina ne osserva il lento disfacimento, un gatto rosso che la abita come un piccolo regno di libertà, e Marina, la “gattara”, custode silenziosa di ciò che resta. Attraverso le loro prospettive – umane e animali – il romanzo ricompone la memoria dei fratelli Maria, Tommaso e Andrea, cresciuti tra quelle mura, un tempo piene di calore domestico e ora immerse nel vuoto dell’abbandono.
Il tempo scorre in modo frammentato, tra passato e presente, restituendo un ritratto poetico e malinconico della perdita, della persistenza della memoria e della capacità di ritrovare vita anche tra le rovine.

ALESSANDRO BRAGA nasce a Brescia nel 1973. Veterinario di formazione, lavora nel campo farmaceutico a Milano, occupandosi anche di scrittura scientifica. Questo è il suo primo romanzo.


Antonia Buizza, Heiko C. Caimi, Giovanni Peli e Stefano Tevini presentano “Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” (Calibano Editore, 2025)

Il clima cambia, e con esso paesaggi, corpi, comunità, destini. In questi 30 racconti, altrettanti autori e autrici esplorano il futuro che ci insegue, tra distopie e possibilità, disastri e adattamenti. “Trasformazioni” è una mappa narrativa del nostro tempo inquieto: un viaggio nel cuore dell’Antropocene, nel quale immaginare diventa l’unico modo per reagire. 30 racconti sul cambiamento climatico: un viaggio tra crisi, adattamenti e futuri possibili. Qui la recensione

ANTONIA BUIZZA è nata a Brescia nel 1972. Ha trascorso tutta la sua vita a scuola, passando senza interruzioni dal banco alla cattedra. Attualmente insegna lettere in una scuola media della Franciacorta. Divide la sua vita con tre gatti, una bambina e un fotografo. Negli ultimi anni si è accostata alla scrittura frequentando corsi e laboratori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulla rivista Inkroci.

HEIKO C. CAIMI, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, Abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e in diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci.

GIOVANNI PELI, nato a Brescia nel 1978, è scrittore, musicista, bibliotecario, editore. Si ricordano i recenti “Fermate la produzione” (Calibano, 2022 ), “Veranio” (Edikit, 2023) e “L’ultimo irresistibile Mega Evento per super ricchi della storia d’Europa” (Edikit nel 2024), oltre alla raccolta “Poesie 1994-2024” (Calibano, 2024).

STEFANO TEVINI (1981), laureato in Filosofia, si avvicina alla scrittura entrando a far parte del collettivo Anonima Scrittori, con cui inaugura una lunga e feconda collaborazione. Il suo esordio risale al 2013 con “Vampiro Tossico” (La Ponga Edizioni), mentre il suo ultimo romanzo è “White power. La letteratura come strumento di propaganda fascista: il nuovo immaginario del suprematismo bianco americano” (Red Star Press, 2024). Nel 2022 per Calibano ha curato l’antologia “I racconti della leonessa”.


Raffaele Piero Galli presenta “San Francesco D’Assisi e i Malatesta” (Agnetti Editore, 2026), in dialogo con Simone Agnetti.

Un viaggio tra città e paesi d’Italia, dalle Marche alla Lombardia, ci porta a scoprire il forte legame che unisce il poverello San Francesco d’Assisi ai potenti e spietati Malatesta, genti d’arme e di governo, signori e dame, talvolta in odore di santità. La parabola temporale va dal presumibile incontro tra il Santo e i primi esponenti del casato, nella Valmarecchia di inizio Duecento, fino alla vita dell’ultima dei Malatesta, con la quale il glorioso cognome s’estinse, tal Gridonia, che si fece monaca clarissa cappuccina, spegnendosi a Venezia, all’alba del Millesettecento. Il percorso si snoda tra aneddoti biografici, descrizioni di luoghi, architetture ed opere d’arte, sotto l’ala protettiva dell’Ordine serafico. A ottocento anni dalla morte di San Francesco, un punto di vista malatestiano per ricordare il patrono d’Italia. Prefazione di Maurizio Bellavista. Introduzione di Giovanni Rimondini.

RAFFAELE PIERO GALLI, nato a Brescia nel 1976, si diploma al Liceo Artistico Maffeo Olivieri e prosegue gli studi presso il Politecnico di Milano, dove si laurea in Architettura nel 2004. Riprende gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove consegue la Laurea Specialistica nel 2008. Architetto e artista poliedrico, realizza opere ed eventi d’arte in tutto il mondo, spaziando dall’architettura alla scultura, dal cinema al teatro, dalla moda alla fotografia, dalla musica alla pittura. E’ altresì presidente dell’associazione Architetto Italiano e dell’associazione Amici della Fondazione Civiltà Bresciana.

Enrico Mirani presenta “Il Brigadiere del Carmine e la Mille Miglia” (LiberEdizioni, 2026), in dialogo con Sara Chiodi.

La Brescia motoristica si mette in mostra con la I edizione della Mille Miglia nel 1927: fra auto d’epoca e un campionario di varia umanità, il Brigadiere Setti indaga per scoprire gli autori di alcuni efferati delitti.

ENRICO MIRANI è giornalista professionista dal 1992 e ha lavorato per il Giornale di Brescia nei settori Interni/Esteri, Cronaca cittadina e Provincia e infine come Inviato Speciale. È autore di numerosi saggi e volumi di carattere storico su personalità, avvenimenti e luoghi bresciani. La collana di gialli storici dedicata al Brigadiere del Carmine ha avuto inizio nel 2018 con “Delitto di paese. Una strana indagine per il Brigadiere del Carmine”.

Marino Ruzzenenti presenta “La fine dell’Occidente? Cinque secoli di dominio del mondo al capolinea” (AltrEconomia, 2026), in dialogo con Ettore Fermi.

L’autore si interroga sul concetto di Occidente, dalle origini al secolo americano fino alla stretta attualità e al ritorno di un modello aggressivo che non si nasconde più dietro il paravento liberal della open society. Ma come sarà il XXI secolo? Sarà ancora di stampo occidentale o in realtà emergono già ora nuovi baricentri? Meglio disintossicarsi quanto prima dall’unipolarismo – suggerisce Ruzzenenti – e superare anche l’universalismo targato Occidente per aprirsi al multipolarismo. 

MARINO RUZZENENTI, storico, è responsabile del Centro di storia dell’ambiente della Fondazione Luigi Micheletti. Tra i suoi numerosi scritti, legati a importanti temi di attualità, ricordiamo i più recenti “Ecologia e autarchia. 100 anni di genio italiano per la transizione ecologica” (scritto con Giordano Mancini per Libreria Editrice Fiorentina nel 2023) e “La svolta ecologica mancata. Dalla crisi petrolifera al Golfo oggi” (curato insieme a Pietro Zanotti, Jaca Book, 2025).

in collaborazione con Fondazione Micheletti

William Raineri presenta “Giochi nuovi per un vecchio cane” (Les Flâneurs Edizioni, 2026), in dialogo con Simona Duci.

Benito Pietra, ex comandante partigiano segnato nel corpo e nell’anima, si sta reinventando investigatore privato mentre il Paese tenta di riprendersi dalle ferite della guerra. In una torrida estate del 1952, il detective partigiano si trova coinvolto in un intricato caso che intreccia gelosie, tradimenti e faide industriali: l’omicidio del potente barone Oldiferri. È proprio alla sua agenzia investigativa che si rivolge Jolanda Fracassi, la moglie della vittima, una donna bellissima dal fascino ambiguo. Cosa si cela dietro questa scelta? Tra i bassifondi criminali, i segreti di un magnate dell’industria, e le ombre di un passato che non smette di tormentarlo, Benito dovrà affrontare i suoi demoni per ritrovare il coraggio di agire. Un noir ironico e malinconico, che ci racconta un’Italia ruvida e piena di contraddizioni, in cui il riscatto passa per il filo sottile tra giustizia e vendetta.

WILLIAM RAINERI, titolare di un’agenzia di branding, creatività e digital, ha esordito nella narrativa con il giallo storico “Chi porta le ombre” (SEM, 2023), il suo primo romanzo con il Comandante Olmo come protagonista.



Domenica 10 maggio 2026

Gian Luca D’Aguanno presenta “Il confine della giustizia” (Mannarino, 2026), in dialogo con Adriana Bettanini.

Matteo Volpi, ingegnere stimato e irreprensibile, muore sul colpo in un incidente d’auto sulle colline di Parma. Il caso viene archiviato in fretta come una tragica fatalità. Per sua moglie Ilaria Setti, tenente dei carabinieri, è una verità fin troppo comoda per essere accettata e quando tenta di riaprire il caso, si scontra con un muro compatto di silenzi, resistenze e ostilità. Le indagini ufficiali si arrestano prima ancora di cominciare, mentre la sua determinazione viene liquidata come ostinazione e la sua integrità messa in discussione. Tra spionaggio industriale, ambizioni occulte, tradimenti e rancori mai sopiti, Ilaria scava sempre più a fondo, fino comprendere che, per arrivare alla verità, dovrà oltrepassare il limite che ha sempre difeso. Oltre la procedura. Oltre la legge. Oltre se stessa.

GIAN LUCA D’AGUANNO è tenente colonnello dei carabinieri, con un’esperienza pluridecennale nel nucleo investigativo dell’Arma prima a Verona, poi a Brescia, città in cui risiede ormai da trentatré anni. Dalla sua penna è nata la serie di romanzi gialli con protagonista il capitano Roberto Spadafora, tutti editi da Mannarino: “Il terzo vizio” (2022), “Il verso delle parole” (2023) e “La tomba del cane” (2025).


Francesca C. Cominelli e Laura Fiamenghi in dialogo con Alessandra Sottini sul tema “Perché amiamo il genere Romance?”

FRANCESCA C. COMINELLI è nata nel 1993 in un paese del lago di Garda. Autrice di una dozzina di Romance, ha costruito nel tempo una solida community di lettrici affezionate. Nel 2025, per Triskell, ha pubblicato “Un viaggio per innamorarsi”, scritto a quattro mani con Chiara Rametta, di cui “Inciampo d’amore” (Triskell, 2026) è il seguito.

LAURA FIAMENGHI, classe ’85, è autrice di Romance Fantasy e Paranormal Romance. Laureata in Lingue e letterature straniere, scrive anche sotto pseudonimo con il nome di ‘Alma Rose’. Il suo ultimo romanzo,“Plot twist: non di nuovo tu” (Self Publishing, 2026), segue le romantiche vicende di Maggie Whitmore, venticinque anni, editor in una casa editrice le cui frequentazioni amorose non superano mai il fatidico terzo appuntamento. Tutto cambia quando, complice un bicchiere di troppo, Maggie si lancia in un appuntamento al buio con un perfetto sconosciuto.


Benedetta Centovalli presenta “Cantare nel buio” di Maria Corti (La Nave di Teseo, 2025), in dialogo con Andrea Franzoni.

Torna in libreria nella collana La Tartaruga una delle opere più significative di Maria Corti,  filologa e storica della lingua, dantista controcorrente, semiologa, critica e narratrice, protagonista del Novecento italiano. Cantare nel buio, la cui prima stesura risale al 1948 ma che vide la luce solo nel 1991, racconta la vita quotidiana di una piccola comunità di lavoratori pendolari nella Lombardia dell’immediato dopoguerra, costretti a viaggiare in treni fatti di carri bestiame verso la città e la fabbrica nella speranza di un’esistenza migliore. Lo stesso viaggio che l’autrice faceva, negli anni della sua vita di pendolare tra Milano e Chiari, dove era insegnante al ginnasio. Qui la nostra recensione

BENEDETTA CENTOVALLI è fondatrice dell’omonima agenzia letteraria con sede a Milano. Da anni si dedica alla formazione in ambito editoriale e letterario presso Università Statale di Milano e di Milano-Bicocca, nel Master in Editoria di Università di Milano con AIE e FAAM e nel Master del Collegio Universitario Santa Caterina di Pavia. È stata visiting professor a Yale, NYU e Princeton. Specialista di narrativa contemporanea, ha lavorato a lungo come editor in chief per grandi editori italiani e coltivato predilezioni letterarie occupandosi di alcuni scrittori e scrittrici del Novecento italiano (in particolare di Romano Bilenchi, Giorgio Bassani e Giovanni Comisso, di Lalla Romano, Gina Lagorio, Alda Merini, Cristina Campo, Anna Maria Ortese e Elsa Morante).

Tino Bino presenta “Esercizi di memoria” (La Quadra, 2025), in dialogo con Giovanni Fogliata.

Il volume raccoglie quasi 200 mini biografie dedicate a personaggi famosi e cittadini ignoti. Una sorta di spoon river della società bresciana tratta dalle oltre 500 puntate che l’autore ha pubblicato, dal 2012 al 2021, in una rubrica domenicale dall’omonimo titolo sul dorso bresciano del Corriere della Sera. Qui la nostra recensione.

TINO BINO  ha pubblicato saggi, ricerche, racconti ed è una colonna del panorama culturale bresciano. Ha diretto riviste di cultura, collane editoriali e la casa editrice La Quadra. Ha collaborato con quotidiani e settimanali ed è stato editorialista per il Corriere della Sera. È stato docente di economia e organizzazione della cultura presso l’Università Cattolica di Brescia. Assessore alla Cultura del Comune di Brescia in due periodi distinti: dal 1976 al 1981 e dal 1985 al 1987.


Mario Taccolini “Brescia contemporanea” (Morcelliana, 2025), in dialogo con Paolo Terzi.

Tre le sezioni prese in esame in questo libro, che si colloca nell’ambito di studi sul cattolicesimo sociale bresciano avviati già nella seconda metà degli anni Cinquanta: uomini, istituzioni, economia e società. Una connessione, quella tra cultura cattolica e identità bresciana, che si configura non soltanto come un tratto peculiare della vicenda storica locale, ma anche come elemento di specificità nel più ampio panorama nazionale. 

MARIO TACCOLINI, già Professore ordinario di Storia economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, è Coordinatore delle strategie di sviluppo della sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Presidente di Fondazione Poliambulanza. È autore di innumerevoli pubblicazioni di carattere storico-economico-sociale e religioso.

Enrico Giustacchini presenta “Il giudice Albertano e il caso del serpente stravagante” (LiberEdizioni, 2026), in dialogo con Chiara Massini.

La dodicesima indagine della fortunata serie che vede protagonista, nelle vesti di investigatore, la figura storica di Albertano da Brescia (giurista, letterato e notaio vissuto nel 1200, famoso per i suoi trattati di etica ed economia). In questa nuova avventura il giudice bresciano si muove all’interno della comunità di Cemmo, dove accadono fatti strani, fra eventi enigmatici e un delitto dai contorni sfuggenti.

ENRICO GIUSTACCHINI, critico d’arte e giornalista, è autore di svariati libri e innumerevoli studi, saggi e articoli, pubblicati su quotidiani e riviste specializzate. La serie di libri dedicati alle indagini del giudice Albertano inizia nel 2014 con “Il giudice Albertano e il caso della fanciulla che sembrava in croce”; l’ultimo in ordine di tempo, pubblicato nel 2025, è “Il giudice Albertano e il caso degli indizi impossibili”.


Gianluca Delbarba presenta “I semi della ribellione nella terra di Villachiara” (GAM, 2025), in dialogo con Roberto Bonzi.

Il libro racconta la storia di un film, “Il Mondo degli ultimi” di Gian Butturini, girato nella Bassa Bresciana alla fine degli anni Settanta e costruito intorno alla comunità contadina di un piccolo paese della campagna bresciana in cui venne allestito il set. Nel ripercorrerne la storia, le tecniche di realizzazione, i principali tratti che caratterizzano i lavori del regista, l’autore si focalizza in particolare sul significato politico del film, il manifesto dei valori che Butturini intese mettere in mostra con questa opera: il racconto collettivo della propria storia recente, delle proprie origini, delle grandi trasformazioni che hanno segnato il Novecento. Qui la nostra recensione

GIANLUCA DELBARBA, già presidente di Acque Bresciane, è manager pubblico e revisore dei conti. Il lavoro dedicato a “Il mondo degli ultimi”, oggetto anche di una tesi di laurea, è il punto di arrivo di anni di ricerche.

Paolo Barbieri presenta “Emanuele Severino giornalista” (Morcelliana Scholé, 2025), in dialogo con Fabio Farotti.

Emanuele Severino (1929-2020) si convince a impegnarsi nella scrittura giornalistica all’indomani della strage di Piazza della Loggia: il suo primo articolo compare sulle pagine di Bresciaoggi il 1º giugno 1974, anticipando di oltre 40 anni la conclusione del processo ai responsabili fascisti. Nei suoi numerosissimi articoli per quotidiani e riviste anche non scientifici – sono 500 gli interventi solo sul Corriere della Sera – ha affrontato temi di attualità come la politica nazionale ed europea, la guerra, il terrorismo, l’aborto e l’eutanasia, la crisi del comunismo, del capitalismo e della Chiesa cattolica, senza mai rinunciare al suo pensiero filosofico, anzi declinandolo con un linguaggio accessibile a tutti per spiegare gli avvenimenti del mondo. Un intellettuale non schierato politicamente che insegna a riflettere in modo approfondito attorno a temi cruciali. Qui la nostra recensione

PAOLO BARBIERI – giornalista professionista, scrittore e storico – nel 2010 ha fondato la rivista Qui Libri, che ha diretto per dieci anni. È anche tra i fondatori dell’Associazione di studi Emanuele Severino (Ases) e del Centro Casa Severino (Ccs).Tra le sue pubblicazioni più recenti, “Intelligenza artificiale e ingegno” (BookTime, 2023) e “Marzia che tanto piacque agli occhi miei” (La vita felice, 2025).

Alan Zamboni presenta “L’atomo sfuggente” (Mondadori, 2025), in dialogo con Chiara Massini.

Un professore di fisica del liceo, Aldo Colombo, scompare a Brescia in un sabato d’autunno del 1971. Teo, un brillante giovane matematico ed ex studente prediletto del professore, non si dà pace: la scomparsa di Colombo non può essere volontaria, qualcuno deve averlo fatto sparire, ma perché rapire un innocuo professore di fisica di un liceo di provincia? L’unico indizio sembra essere un plico di formule su neutroni e fissione nucleare lasciato da Colombo. Teo conosce solo una persona che potrebbe aiutarlo a ritrovare il professore, è Deianira, una giovane insegnante precaria di origini ungheresi con la quale si troverà travolto in una storia intricata fatta di lettere anonime, agenti in incognito, vecchi dossier e ricerche sperimentali sulle particelle subatomiche che collegano la scomparsa del professor Colombo a un passato oscuro: Roma, anni Trenta, via Panisperna, il laboratorio di Enrico Fermi ed Ettore Majorana. Qui la nostra recensione.

ALAN ZAMBONI, dopo essersi laureato in Ingegneria e Lettere moderne, inizia il suo percorso artistico come musicista e autore. Nel 2013 ha aperto il canale YouTube di divulgazione scientifica “Curiuss” in cui diffonde la storia della scienza e dove in particolare approfondisce temi di fisica e astronomia.


Nino Dolfo presenta “In principio fu lo sguardo” (Oligo, 2025), in dialogo con Federico Migliorati.

Riprendendo il documentario di Gianni Celati “Strada provinciale delle anime”, in cui l’autore riunisce amici e sodali, li fa salire su un pullman e li porta in viaggio verso la foce del Po, Nino Dolfo raduna una compagnia variopinta, frutto di decenni di letture e incontri: gli sceneggiatori Vincenzo Cerami e Age, il filosofo Emanuele Severino, i registi Massimo Castri, Franco Piavoli, Silvano Agosti, Alberto Sironi, Gianni Serra, i fotografi Gian Butturini e Ugo Mulas, gli attori Paolo Villaggio, Alain Cuny e Dominique Sanda. E ancora Clint Eastwood, un uomo di teatro a tutto tondo come Renato Borsoni, gli scrittori Lawrence Ferlinghetti, Franz Kafka, Francesco Permunian e persino personaggi delle mitologia come Medea e Didone. Perché, come scrive Paolo Conte, si nasce e si muore da soli, ma in mezzo c’è un gran traffico. Tanto per ribadire che siamo le persone che abbiamo incontrato, che il ricordo è il nostro modo, secolare, di pregare, che, senza memoria, siamo nessuno. Qui la nostra recensione.

NINO DOLFO (1944), di origini friuliane ma bresciano d’adozione, dopo la laurea in Lettere classiche con una tesi di storia del cinema, è stato insegnante, animatore di cineclub, critico cinematografico e poi teatrale, oltre che giornalista culturale per testate come Bresciaoggi e Il Corriere delle Sera. Ha curato volumi dedicati a fotografi, uno speciale della rivista “Atlante bresciano” sul cinema a Brescia e partecipato alla stesura del libro-memoir “Ritratti di città” per Grafo editore. Due suoi testi (su Raymond Chandler e Simenon) hanno raggiunto la visibilità sul palcoscenico.


Alessandro Nora presenta “Mario Rigoni Stern. Dalla Russia alla Valle Sabbia” (Fusta editore, 2025), in dialogo con Sonia Trovato.

Mario Rigoni Stern, alpino e scrittore tra i più amati del Novecento italiano, e Felice Mazzi, farmacista e custode appassionato di memorie storiche, vedono le loro vite incrociarsi a Vestone, piccolo borgo della Valle Sabbia divenuto patria d’elezione per entrambi. Nel 1974 – su invito di Mazzi – Rigoni partecipa all’anniversario dell’Avis Valsabbino. Una circostanza che segna l’inizio di un’amicizia intensa e duratura, documentata da un fitto epistolario, fotografie, testimonianze inedite e documenti oggi divenuti una preziosa fonte d’indagine. Questo libro nasce da quell’archivio privato, restituendoci una dimensione più intima e umana dello scrittore, intrecciando vita e letteratura.

ALESSANDRO NORA, ligure, si è laureato presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi di storia del territorio dedicata proprio alla figura di Mario Rigoni Stern. Svolge attività di ricerca in ambito universitario in collaborazione con l’Archivio Ligure della Scrittura Popolare su tematiche relative alla Prima e Seconda guerra mondiale. Tra i suoi principali temi di ricerca il rapporto tra oralità e scrittura in contesti bellici e migratori.


Potrebbero interessarti anche...

Abilita notifiche OK No grazie