12 libri bresciani (+1) per l’estate 2026: i consigli della redazione di Brescia si legge
Con l’arrivo dell’estate è finalmente l’ora dei consigli estivi di Brescia si legge!
Come facciamo ormai da anni, anche stavolta abbiamo selezionato tra i libri locali letti recentemente dodici titoli (in rigoroso ordine alfabetico per autrice/autore) che ci sentiamo di portare all’attenzione – tra gli altri – delle nostre lettrici e dei nostri lettori.
Come sempre ce n’è per tutti i gusti: dalla narrativa storica alle storie vere, dal thriller alla poesia. A questi, non possiamo non aggiungere “Brescia si racconta. Volume 2″, la nostra raccolta di racconti che contiene le migliori storie selezionate dalla nostra giuria di qualità in occasione della seconda edizione del nostro concorso per racconti inediti. E se tutto questo non ti basta, dai un’occhiata alle nostre passate liste dei consigli per scoprire molti altri titoli che ci hanno appassionato nelle precedenti stagioni.
Buona lettura e buona estate!
Un anno da bere
Carla Boroni e Enrico Braga (Compagnia della Stampa, 2026)
Un libro che aspira ad avere un impianto solido (alcune note sono proprio per intenditori), ma soprattutto impastato da un’affabile ironia e tanto gusto, perché i due autori questo vogliono. Un testo che non è destinato ad addetti ai lavori, ma a tutti coloro che, curiosi di vino, di letteratura, di buon mangiare e vita, vogliono approfondire ulteriori “storie” da altri punti di vista. Il libro si articola in percorsi giornalieri, dentro i tempi, i luoghi e le vicende che hanno delineato le storie del vino, dai semi di vite dal neolitico ai giorni nostri, attraverso presenze di genti, dai monasteri alle cantine dei nobili, dalle mense aristocratiche ai sofferti e generosi bicchieri del popolo nelle osterie, tra i rimedi per vigneti e quelli per le umane infermità. Allietato da cibi belli e buoni, provati e fatti di prima mano (da chi scrive), assaggiati in grandi ristoranti o vere e proprie bettole, a casa di amici di sempre o incontrati episodicamente, fra vecchie ricette e nuovi sapori.

Trincea domestica
Simone Civitelli (Marco Serra Tarantola, 2025)
In un’estate immobile, soffocata dal caldo e dal silenzio, il signor I osserva il cielo dalla sua stanza come se potesse trovarvi un senso, o almeno una tregua. Ma là fuori, nel suo quartiere periferico, il mondo continua a muoversi e a minacciarlo. Un chihuahua che abbaia senza sosta, una vicina invadente, un cantiere che avanza: piccole crepe nella quotidianità che per lui diventano fenditure nel fragile equilibrio della mente. Trincea domestica è il ritratto spietato e tenero di un uomo che si è barricato dentro la propria solitudine, trasformando la casa in un rifugio e una prigione. Mentre il mondo cambia intorno a lui, il signor I scivola in un labirinto di pensieri ossessivi, sospeso tra realtà e delirio, tra la paura del presente e il rimpianto di ciò che non è mai stato. Con una scrittura densa e visiva, l’autore scava nella psicologia di un emarginato dei nostri tempi, restituendoci un racconto di inquietudine contemporanea, dove la periferia diventa metafora dell’animo umano: fragile, isolato, in perenne difesa.

Running Club
Emanuele Galesi (Santelli Editore, 2026)
A quarant’anni compiuti, il Curvo ha visto crollare le certezze del suo piccolo mondo e sente di non avere niente in cui credere. Reduce da una serie di fallimenti professionali e sentimentali, tocca il fondo una sera qualunque: perde le chiavi di casa, si ubriaca e finisce addormentato su un tavolino della solita birreria, il Birba. È lì che lo trova il Coach. Si conoscono da vent’anni, e il Coach è convinto di avere con lui un vecchio debito da saldare. Così, in un attimo, un incontro casuale diventa una karmica mossa del destino; il Coach si propone di aiutare il Curvo a riprendere in mano la sua vita, nell’unico modo che conosce: la corsa. Controvoglia, il Curvo accetta. E quasi senza accorgersene si ritrova trascinato nel bizzarro microcosmo del Vamos Running Club. Allenamento dopo allenamento, tra fiato corto, muscoli doloranti e nuove improbabili amicizie, una sfida prende forma: preparare una maratona. Per il Curvo, però, non è solo una gara. È forse l’ultima occasione per capire se è ancora capace di andare avanti.

Non è nelle stelle (o magari sì)
Davide Lombardi (Marco Serra Tarantola, 2025)
Dodici storie quasi sempre reali, a volte romanzate ma mai del tutto inventate. Dodici racconti brevi con un unico filo conduttore: narrare vicende che sembrano governate, orientate, decise da un destino che pare già scritto. Ma si tratta davvero di destino o sono solo coincidenze dovute al caso? Oppure c’è dell’altro? Al lettore non solo il giudizio ma anche “l’ardua sentenza”.

Il giardino dei fiori infelici
Nicola Lucchi (NEO Edizioni, 2026)
Ha ventidue anni Lucas quando torna a casa in manette, scortato dai carabinieri. L’accusa è già nota, il verdetto già emesso, ma nessuno conosce ancora il movente. Il ragazzo spiegherà perché ha ucciso quei bambini, a una sola condizione: che gli sia concessa una camminata nel bosco insieme a don Raffaele. Il prete se n’è andato dal paese molto tempo prima, e non immagina perché Lucas voglia parlare proprio con lui, ma è un uomo di Dio e non può rifiutare. Ciò che lo aspetta è più di una confessione. È una via crucis. A raccontarla è Olga, la madre del ragazzo. “La strega del villaggio”, così la chiamano. Nelle parole della donna, la storia della sua famiglia si mescola a quella della comunità in cui vive – ed è una storia di povertà, esclusione e violenza. Ma è anche la storia dell’amore che lega un figlio e sua madre. Di cosa può diventare l’amore se affonda le radici nella solitudine e nel dolore. La prosa di Lucchi è densa, ha il ritmo quasi biblico di una fiaba nera. Una vendetta che affonda le radici nel periodo più oscuro della storia italiana e si tinge di thriller.

Mai avuto tempo
Giacomo Maiolini (SEM Libri, 2026)
C’è un tempo che si misura in minuti. E poi c’è quello che ti scappa dalle mani mentre costruisci un impero. Mai avuto tempo è il racconto di Giacomo Maiolini, l’uomo che ha attraversato quarant’anni di musica dance lasciando impronte ovunque: dalle discoteche di provincia alla vetta delle classifiche mondiali, dai vinili agli algoritmi, da Brescia a Tokyo. Ma questo non è il libro di un produttore che si guarda allo specchio. È il romanzo di una vita vissuta in anticipo, sempre un passo prima del suono, del mercato, del futuro. È la storia di un ragazzo che inseguendo il ritmo ha imparato a riconoscere il successo, ma ha dovuto fare i conti con il prezzo dell’ossessione, con il corpo che frena, con il silenzio che arriva quando la musica si spegne.

Infallibili
Romana Massetti (Capponi Editore, 2025)
Nella quiete di un antico monastero, un incontro misterioso svela a Orlando Dellago, giovane e brillante sognatore, i segreti di una fisica rivoluzionaria. Dal dopoguerra al ventunesimo secolo, Orlando Dellago insegue per tutta la vita un sogno che brucia più forte di ogni convenzione: perfezionare una macchina capace di dominare la materia stessa. Una scoperta audace che non può certo restare nell’ombra. Orlando si trasforma in una preda ambita da governi e figure oscure, pronti a tutto pur di impadronirsi del suo incredibile raggio. Senza mai vacillare di fronte al proprio destino, Orlando, eroe o folle, sfida l’impossibile. Un romanzo ispirato alle mirabolanti vicende di Rolando Pelizza e della sua enigmatica invenzione.

Abbecedario poetico
Ambra Mereu Boy (LuoghInteriori, 2026)
Un viaggio fra lettere, parole e figure retoriche che accompagna il lettore alla scoperta del linguaggio delle emozioni. In Abbecedario poetico (dalla A alla Zeta). Poetica di un alfabeto, Ambra Mereu Boy costruisce un percorso poetico che segue l’ordine dell’alfabeto, trasformando ogni lettera in un’occasione di riflessione e di esplorazione interiore. Le poesie intrecciano immagini, suggestioni e stati d’animo, invitando a riscoprire la forza evocativa delle parole e il loro potere di dare forma all’esperienza umana

Giochi nuovi per un vecchio cane
William Raineri (Les Flâneurs Edizioni, 2026)
Benito Pietra, ex comandante partigiano segnato nel corpo e nell’anima, si sta reinventando investigatore privato mentre il Paese tenta di riprendersi dalle ferite della guerra. In una torrida estate del 1952, il detective partigiano si trova coinvolto in un intricato caso che intreccia gelosie, tradimenti e faide industriali: l’omicidio del potente barone Oldiferri. È proprio alla sua agenzia investigativa che si rivolge Jolanda Fracassi, la moglie della vittima, una donna bellissima dal fascino ambiguo. Cosa si cela dietro questa scelta? Tra i bassifondi criminali, i segreti di un magnate dell’industria, e le ombre di un passato che non smette di tormentarlo, Benito dovrà affrontare i suoi demoni per ritrovare il coraggio di agire. Un noir ironico e malinconico, che ci racconta un’Italia ruvida e piena di contraddizioni, in cui il riscatto passa per il filo sottile tra giustizia e vendetta.

Il freddo in faccia
Fabrizio Senici (LiberEdizioni, 2026)
Gennaio 2018. Javier Francisco Martínez, ingegnere aerospaziale argentino, accetta l’invito a partecipare a un convegno in Italia. La sede è Brescia, una città dove non metteva piede da quarant’anni. Appena arrivato, però, capisce che qualcosa non torna: il convegno non esiste, nessuno lo attende e presto si rende conto che il suo ritorno è tutt’altro che casuale. Qualcuno lo ha attirato lì. Dietro il nome argentino di Javier si nasconde un’altra vita: quella di Francesco Santi, giovane militante della sinistra radicale negli anni Settanta, costretto a fuggire dopo un episodio mai chiarito. In Argentina ha cambiato nome, famiglia e destino. Ma il passato non ha mai smesso di cercarlo. Ora incontri imprevisti riaprono vecchie ferite e una serie di messaggi anonimi lo spinge a indagare sulla misteriosa morte di un amico e compagno di lotta. Mentre combatte contro il tempo a causa di una malattia che avanza – e che rifiuta di curare – Francesco deve scegliere se affrontare finalmente i segreti che hanno segnato la sua intera vita, o cercare la salvezza, e l’oblio, tornando in Argentina.

Il cuoco giapponese
Lucia Visonà (Einaudi, 2026)
Il cuoco giapponese in realtà non è giapponese, si chiama Hugo ed è arrivato a Parigi da un paesino sperduto nel cuore della Francia. Una sera, mentre prepara omelette in uno chalet di legno tra gli alberi del Bois de Vincennes, due occhi azzurri e furbi gli si posano addosso. Madame Laval è una vecchietta eccentrica, decisamente gourmand e mentitrice seriale: non appena lo vede, chissà perché, si mette in testa di trasformarlo in un grande chef. È l’inizio di un’amicizia strampalata, tenera, che nasconde dentro di sé limpidi gesti di cura. Insieme, il cuoco giapponese e Margot conoscono una città nella città, Paname: un labirinto di piatti raffinati e vini leggendari, di cucine esotiche o tradizionalissime, di ristoranti mitici e nobili decaduti che si presentano per cena. Un mondo attraversato da storie che profumano di segreti, burro e champagne. La gardesana Lucia Visonà ha scritto un libro delizioso, leggero solo all’apparenza, che ci ricorda l’importanza di fermarci un attimo e goderci la vita – anche quando ci sembra di aver dimenticato come si fa.

L’atomo sfuggente
Alan Zamboni (Mondadori, 2025)
Un professore di fisica del liceo, Aldo Colombo, scompare a Brescia in un sabato d’autunno del 1971. Nessun biglietto, nessuna spiegazione. Il professore sembra svanito nel nulla come se non fosse mai esistito. Teo, un brillante giovane matematico ed ex studente prediletto del professore, non si dà pace: la scomparsa di Colombo non può essere volontaria, qualcuno deve averlo fatto sparire, ma perché? Perché rapire un innocuo professore di fisica di un liceo di provincia? L’unico indizio sembra essere un plico di formule su neutroni e fissione nucleare lasciato da Colombo. Teo conosce solo una persona che potrebbe aiutarlo a ritrovare il professore, è Deianira, una giovane insegnante precaria di origini ungheresi che sta facendo i conti con un lontano dolore. E così, i due si trovano travolti in una storia più grande di loro fatta di lettere anonime, agenti in incognito, vecchi dossier e ricerche sperimentali sulle particelle subatomiche che collegano la scomparsa del professor Colombo a un passato oscuro: Roma, anni Trenta, via Panisperna, il laboratorio di Enrico Fermi ed Ettore Majorana. Tutto sembra ruotare proprio intorno a Majorana. E se non fosse morto e si nascondesse da trent’anni?



