Concorso letterario “Brescia si racconta”: i risultati dell’edizione 2025/2026

Sabato 23 maggio 2026 nel salone della Biblioteca Queriniana si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio letterario “Brescia si racconta” a cui erano presenti i 20 scrittori e scrittrici risultati finalisti. Tutti i racconti finalisti sono confluiti in una antologia, edita da GAM Editore e disponibile per l’acquisto: maggiori informazioni sulla pagina dedicata.

Di seguito i racconti premiati e le relative motivazioni:

  • 1° posto: “Lei e gli altri” di Francesca Vizzari 🥇

Motivazione: Raccontare, senza cadere nella retorica, della famiglia nel giorno di Natale e di richieste di miracoli, forse può apparire a molti una scelta controcorrente: in questo racconto prende il sapore della sfida. Una sfida che l’autrice affronta scrivendo con profonda semplicità e scegliendo, senza timore, la strada di una verità che non ammette né deviazioni, né compromessi. Il rifiuto totale della malattia, del tempo che passa e dei segni irreversibili che lascia sulle persone care; l’ammissione dell’egoismo e del senso di colpa; la coscienza di dover recitare un parte per non soccombere all’isolamento da ogni cosa quotidiana, soprattutto dagli affetti. Fino a quella delicata e lacerante richiesta di aiuto nella piccola chiesa di Santa Rita, così nascosta, così schiva, così riservata rispetto ad altre chiese di Brescia, sue simili: quasi un inciampo. Un inciampo cercato, dalla protagonista di “Lei e gli altri”, senza paura di essere ridicola o inadeguata, ma al contrario voluto con coraggio. Un inciampo capace di farci capire che a volte può bastare un pizzico di coraggio per trasformare qualcosa di scomodo in una storia, e il mutare delle cose in qualcosa da accogliere (Beatrice Faedi).

  • 2° posto: “Le Tepa” di Flavio Ravasio 🥈

Motivazione: Non è facile raccontare la strage di Piazza della Loggia senza risultare ripetitivi o retorici. A Flavio Ravasio il merito di averlo fatto mettendo in comunicazione, con grande freschezza, la storia dei grandi con quella di un ragazzino che durante le sue importantissime e innocenti scorribande si convince, come in un film di fantascienza, di aver causato con una pallonata una catastrofe. Nel farlo, “Le Tepa” mostra un’attenzione speciale per il mondo dei piccoli e per la loro grande sensibilità, che spesso i grandi ignorano e feriscono, a volte proprio pensando di proteggerli. Portando in scena un mondo magico ma verissimo e commovente, quello appunto dell’infanzia, in cui una pallonata può uccidere 8 persone e in cui la cattiveria e la viltà di chi quella bomba l’ha messa deliberatamente risulta – questo sì – talmente assurda da essere inconcepibile (Cristiana Negroni).

  • 3° posto: “20 luglio 1826” di Matteo Gilberti 🥉

Motivazione: Il racconto “20 luglio 1826” è una lettera. E una lettera, se scritta male, pensateci, fa sentire il lettore un intruso, spettatore di un’intimità dalla quale vorrebbe andarsene, scappare. Ecco, “20 luglio 1826″ evita questo rischio, il rischio del disagio, dell’imbarazzo, grazie a controllo e misura della parola. L’autore utilizza un lessico coerente con l’epoca per ricostruire il battito segreto di Brescia, e riesce a trasformare la cronaca archeologica in un’esperienza collettiva che parla di noi, della nostra città. E così quando il protagonista, Luigi Basiletti, scrivendo a Paolo Tosio, dice “Trattengo il respiro e mi faccio più vicino”, ecco, lì, noi, anche noi, senza alcun disagio o imbarazzo, tratteniamo il respiro, ci facciamo più vicini, rapiti in una spirale di attesa e stupore. Può sembrare strano, ma in una storia raramente conta Cosa viene raccontato. Più spesso è il Come, la parte importante, che ci guida. E qui, in questo racconto, “20 luglio 1826”, il Come è punto di vista vibrante, basato anche su un lavoro di rilettura attenta e sensibilità artistica. È un Come che prende per mano il lettore e lo trascina, senza chiedere permesso, nell’oscurità di una favissa. È un racconto che ci rende non semplici spettatori, ma testimoni privilegiati di un momento irripetibile: la scoperta della Vittoria Alata (Filippo Ronca).

Menzione speciale: “Sand Valley Punk” di Paolo Laffranchi

In un’epoca in cui il racconto del territorio passa unicamente attraverso il registro del marketing e dello storytelling pubblicitario, in cui la promozione turistica fagocita la cultura, e in cui la paura dell’altrove porta molti – soprattutto nelle province come la nostra – a arroccarsi nel proprio orticello idealizzandolo, all’arte resta il dovere di lavorare tra le crepe cercando e gridando la verità anche più scomode. Il racconto di Fabio Laffranchi fa proprio questo: mettere in scena la Nausea, perdonate la citazione novecentesca, e lo sconforto di un ragazzo  di provincia che cresce in un contesto per nulla stimolante, covando un profondo senso di estraneità e di disgusto nei confronti di ciò che lo circonda e lo avvolge, e sognando una via di fuga. Il risultato, più che un racconto, è un piccolo manifesto-sfogo che recupera le radici del punk e le trapianta in una Valle Sabbia stagnante e brutale. Un testo rabbioso e imperfetto, che ha la capacità – veramente rara di questi tempi – di stridere, di infastidire e di essere sgradevolmente onesto. Qualità che hanno convinto la giuria, al di là di ogni logica di classifica, a attribuire a Sand Valley Punk una menzione speciale (Andrea Franzoni).

Un ringraziamento va ai lettori e alle lettrici del gruppo Altavoce di Somebody Teatro per aver interpretato gli incipit dei racconti premiati, dando voce ed emozione alle parole scritte.

I finalisti in compagnia del presidente e della vicepresidente di Brescia si legge Aps, Andrea Franzoni e Chiara Massini

Le iscrizioni si sono chiuse il 6 gennaio 2026. Durante il mese di gennaio, la prima giuria di qualità ha letto e valutato i 163 racconti pervenuti per selezionarne 30 che sono stati sottoposti a una giuria esterna all’associazione composta da: Beatrice Faedi, Cristiana Negroni, Daniela Mena, Filippo Ronca, Stefano Malosso, Valentina Trentin.

Nel corso del mese di aprile la giuria esterna si è espressa, individuando i 20 racconti finalisti che si sono contesi il podio e che entrano a far parte dell’antologia. Di seguito i titoli dei racconti scelti (ordine alfabetico).

  • 20 luglio 1826
  • Abito sotto lo strappo
  • Bombardamenti
  • Il ferro e il fuoco
  • Il giovane Arnaldo
  • Il maestro della banda
  • Il vecchio
  • La Festa
  • La filastrocca della strega
  • La montagna dei bresciani
  • La roulette
  • La Superba tradita
  • Le lanterne del Carmine
  • Le Tepa
  • Lei e gli altri
  • Marmo e vino
  • Rivoluzione e ordine
  • Sand Valley Punk
  • Un giro al lago
  • Zampa di Leonessa

Per maggiori informazioni puoi contattarci scrivendo a racconti@bresciasilegge.it

A presto!

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