“Esercizi di memoria”: l’arte di nobilitare il ricordo nella Spoon River bresciana costruita negli anni da Tino Bino 

Dario Ciapetti, 47 anni, rientrava a casa dopo la consueta corsa all’aria aperta del primo mattino. Erano le sette e trenta di un giorno di ghiaccio. Trovò il cancello chiuso. Lo scavalcò, ma un’asta gli aprì un piccolo foro sotto l’ascella. A farci incontrare il destino è sempre una inerzia

Tino bino, Il giorno intramontabile di Dario Ciapetti, Esercizi di memoria, pag.119

La citazione potrebbe essere l’incipit di un romanzo noir ed è invece solo uno dei 160 “Esercizi di memoria” raccolti da Tino Bino in questo interessante volume (2025, La Quadra Editrice) e tratti dalle oltre 500 puntate che l’autore, per molti anni collaboratore delle pagine bresciane del Corriere della Sera, ha pubblicato dal 2012 al 2021 in una rubrica domenicale dall’omonimo titolo dove tratteggiava quelle che possono essere definite vere e proprie commemorazioni su carta. Biografie varie, scritte con uno stile profondamente lirico e poetico, capaci di trasformarsi in ritratti veloci ma intensissimi e di lasciare un segno tangibile delle esistenze che vanno descrivendo. Un genere, quello dei necrologi, che in Italia ha trovato di gran lunga più fortuna nella sua forma poetica di epigramma, ma che in Inghilterra è noto e riconosciuto sulla carta stampata come “obituary”, brani giornalistici/ letterari molto nobili scritti con l’intento di dare profondità e autorevolezza a semplici annunci funebri, trasformandoli in ricordi di grande valore. 

Dario, età indefinita, moriva esattamente dieci anni fa, di questi giorni, là dove era vissuto, sulla panchina, la prima a destra, all’esterno del Vantiniano. Era, come si autodefiniva senza compassione, «un barbone». Forse i giorni non li viveva, si susseguivano indistinti l’uno all’altro, la panchina come casa e il centro diurno «L’angolo» che lo assisteva amorevolmente per i bisogni indispensabili

Dario, il «barbone del Vantiniano», pag. 231

Nello spazio brevissimo di 1100 battute, Bino evoca l’esistenza di protagonisti sempre diversi che hanno animato la scena bresciana e lo fa senza nessun provincialismo ma con la rara capacità di rendere universale anche ciò che è locale. Nella sua antologia, si trovano così nomi autorevoli di politici, imprenditori d’industria, filosofi, musicisti, sportivi, persone di spettacolo, ma allo stesso tempo anche anonimi cittadini, barboni, protagonisti di episodi tragici od eroici che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato traccia e dato spessore al loro tempo. Una Spoon River bresciana – come l’ha definita Massimo Tedeschi – che delinea vita, operato, accadimenti di un’ampia platea umana, senza dare giudizi, ma tracciando con inchiostro lieve e delicato un vero e proprio monumento alla memoria. Biografie simili a puntini su di una grande mappa dalla quale emerge un’umanità fatta di debolezze, disincanti e imperfezioni frutto del vivere comune a tutti e che sa andare oltre le esistenze per farsi atlante di emozioni. 

Si può servire un’idea per una vita intera? E si può restare fedeli a quel servizio, facendone una personale identità? Lino Pedroni scomparso la Vigilia di Natale a 85 anni ci ha provato. Ed ha vinto. Per la sua coerenza si è guadagnato il rispetto della città. Per il coraggio a 16 anni si era guadagnato la fascia di combattente della 122esima brigata Garibaldi negli anni della Resistenza dal 1943 al ‘45”

La fedeltà di Lino Pedroni, pag. 123

L’antologia di Esercizi di memoria costituisce anche una sorta di pantheon personale dell’autore e le biografie/epitaffio prese in esame rispecchiano il desiderio di raccontare la propria visione del mondo, custodendone quei tratti che possono divenire segni significativi e valori condivisi per il futuro e che chi non c’è più ha contribuito a realizzare. Una prospettiva etica e collettiva che aiuta a vedere un po’ più là della provincia e della vita stessa del singolo individuo. Una memoria corale e civile che nasce dalla città di Brescia e che dalla città stessa viene commemorata a perpetua testimonianza di una stagione intensa, fatta di operosità e collettività, che merita di essere conosciuta e nella quale ognuno può riconoscersi. 

C’è un sovraccarico di lavoro per la memoria. Mentre i giorni portano fuori dalla tempesta della pandemia, l’anagrafe delle nostre comunità deve ricostruire archivi, catalogare biografie, riordinare il ricordo dei tenti che se ne sono andati prima dell’uscita.

Per concludere, l’antologia di memorie di Tino Bino è un volume toccante e commovente che difficilmente lascia indifferenti e che riempie di gratitudine per la suggestione dolente e per il significato profondo che viene riconsegnato a chi legge. È la celebrazione del tempo che passa impietoso e che porta via con sé tutto ciò che nell’attimo presente appare importante. Un manuale che parte dalla morte per onorare la vita in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più marginali, che insegna a cogliere nell’esistenza degli altri qualcosa da fare proprio, a guardare il mondo intorno a noi da un altro punto di vista, lontano dal narcisismo egocentrico che oggi viene imposto dall’epoca dei social. 


Titolo: Esercizi di memoria
Autore: Tino Bino
Editore: La Quadra Edizioni 2025

Genere: Obituary
Pagine: 355
ISBN: 9788895251851

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