Quarant’anni di musica dance nell’autobiografia artistica del produttore franciacortino Giacomo Maiolini

Credits: Hosein Zanbori for Unsplash

Non è questione di sapere. È questione di sentire. Tu sei uno a cui le cose non interessano, ossessionano. E se ti svegli ogni giorno con un pensiero che ti scava dentro, quella non è già una risposta?

Giacomo Maiolini, Mai avuto tempo, pag. 53

Per ognuno di noi c’è un genere musicale, una canzone, un artista, un sound particolare che risveglia i nostri sensi, che ci riporta alla memoria emozioni, sensazioni, avvenimenti. Una musica può farci ballare, può farci scatenare, ma può anche può pietrificarci sul posto. Un artista può durare un secolo o un secondo.

Dipende tutto da noi.

Anzi no, dipende tutto da chi è dietro questo mondo tanto effimero quanto reale.

I talent scout, i manager, i musicisti. Ma, su tutti, i produttori.

E se c’è un produttore che il mondo deve ringraziare per alcuni dei successi musicali planetari che conosciamo, quello è Giacomo Maiolini, classe 1963, bresciano di Pedrocca, che da oltre 40 anni dirige la casa discografica Time Records.

Nel libro autobiografico “Mai avuto tempo” (Sem 2026) Maiolini non si presenta al pubblico solo come il discografico italiano che ha venduto più dischi al mondo, ma come un uomo perseverante dall’orecchio assoluto.

Nato in Franciacorta, in una piccola frazione di Cazzago S. Martino, Giacomo Maiolini fin da ragazzo dimostra un’attrazione viscerale verso la musica. Ma non come la maggior parte dei giovani che si immaginano rocker su un palco davanti a milioni di persone suonando la chitarra o schiacciando tasti bianchi e neri. Giacomo non vede nulla di tutto questo, non gli interessano le sette note, non gli interessano gli strumenti, lui è attratto dal prodotto finale, dal supporto digitale che permette a chiunque nel mondo di ascoltare (e non solo sentire) la musica che piace a lui.

In una lunghissima carrellata che parte dagli anni ‘80 e giunge sino ai giorni nostri, l’autore descrive la propria vita e le proprie scelte lavorative attraverso il mondo musicale. 

Dai vinili il cui suono usciva graffiato alle musicassette con il nastro riavvolgibile, dai primi walkman con le grandi cuffie a filo sino ai compact disc, per giungere ai file digitali scaricabili da internet sino alla musica in streaming dei giorni nostri, sempre a portata di mano (o di cellulare).

Per chi, come la mia generazione o quella precedente alla mia, è cresciuto ascoltando radio, chiedendo dediche agli speaker di maggior successo e registrando su cassette vergini le canzone preferite, questo libro – questa storia – è un attentato al cuore.

E’ paragonabile al film “Ritorno al futuro”, dove lo spettatore  – seppur conosca a memoria ogni battuta – si emoziona ad ogni citazione, ad ogni amo lanciato per inserire un nuovo accordo, un nuovo beat.

La musica è un affare di vicinato: il jukeboxe del bar è un altare laico e con cinquanta lire si decide l’umore del pomeriggio intero. Il vinile 45 giri è un amuleto: si sfila dalla busta con cura, si posa sul piatto come fosse vetro. […] Ma la grande novità è la musicassetta. Registrare diventa un rito domestico e scrivere a biro la tracklist sul frontino è un gesto di autorialità.

Giacomo Maiolini, Mai avuto tempo, pag. 25

Sono innumerevoli gli artisti che Giacomo Maiolini ha incontrato, e prodotto, nell’arco della sua vita, così come sono numerose le collaborazioni con altri produttori o speaker radiofonici, senza contare le amicizie che, nell’arco degli anni e al di là delle scelte di vita, hanno continuato ad esistere.

Nel 1985 Aleph con “Fly to me” è il primo grande successo targato Time Records, che dà il via al genere Eurobeat. Negli anni ‘90 le raccolte “Deejay parade”, con i grandi successi trasmessi in radio da Linus & Co., sono prodotte da Giacomo, e portano nelle case degli italiani la musica dance, sdoganandola dalle discoteche e dalle balere di periferia. Negli anni 2000 il successo di Dragostea Din Tei degli O-Zone, trio moldavo, riempie le orecchie di tutti noi. Nel 2024 porta Bob Sinclar e Gigi D’Agostino al Festival di Sanremo. Senza contare le estati che abbiamo ballato sui successi di Bob Sinclair, Orietta Berti, Iva Zanicchi, il Capitano Gigi D’Agostino, tutti stalloni della casa di Maiolini.

Claudio Cecchetto, Linus, Albertino (a cui affidò uno dei primi estivi in Sardegna decenni fa), Jovanotti .. sono solo alcuni degli amici e colleghi che lo hanno accompagnato nel suo cammino di produttore musicale. Alcuni di loro sono ancora lì, al proprio posto, altri hanno preso strade diverse ma rimangono legati indissolubilmente tramite un filo rosso, quello della musica.

Brescia rimane lì, a fare da sfondo ad un mondo tanto internazionale quanto periferico. Perchè tutti noi che ascoltiamo musica – sia essa trasmessa da un vecchio 33 giri che gracchia sul giradischi del nonno o amplificata da un app sul cellulare collegata via bluetooth ad una cassa esterna – alla fine siamo tutti dello stesso mondo, dello stesso paese, della stessa città, della stessa vita.

È una questione di principio: nella musica come nella vita, o mantieni le promesse o sei fuori tempo.

Giacomo Maiolini, Mai avuto tempo, pag. 122

Con uno stile diretto, semplice, senza mai annoiare ma anzi stimolando il lettore a ricordarsi certi beat o a cercare certi successi online, Giacomo Maiolini in poco più di 160 pagine racconta non solo la sua vita privata e la sua carriera di produttore musicale, ma descrive in maniera epocale decenni di musica, colonna sonora del nostro vivere.


Titolo: Mai avuto tempo
Autore: Giacomo Maiolini
Editore: SEM, 2026

Genere: Memoir
Pagine: 169
EAN: 9788893907804

Katiu Rigogliosi

Diplomata alla scuola d'Arte al corso di operatrice d'arredamento, nella vita si occupa di progettazione di interni, realizzando meravigliose SPA in giro per il mondo. Nata a Milano, cresciuta tra Piacenza e Bergamo, maturata sotto la mole di Torino, risiede oggi nella provincia al di là del fiume Oglio. Legge da quando ha memoria e non disdegna nessun genere, anche se le si illuminano gli occhi quando si tratta di sparatorie, uccisioni ed indagini. Gestisce un gruppo di Staffette Letterarie su Facebook, perché crede che la lettura condivisa in ogni parte d'Italia sia la cosa migliore che possa esistere.

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