“Isolato”: un adolescente travolto dalla pandemia di Covid-19 nell’esordio del bresciano Giacomo Bonaglia

Recensione di Francesca Scotti per Brescia si legge

Magari ogni vita è un filo d’erba, e il caso è la bambina che strappa uno di quei fili perché non sa cosa fare, e nel frattempo spezza un’esistenza senza esserne cosciente.

Giacomo Bonaglia, “Isolato”, p. 101

Un pensiero che affiora dalle nebbie dell’esistenza. Rimbalza da una parete all’altra di una stanza chiusa, facendo più rumore del rumore delle cose, scatenandosi nel boato che solo i pensieri possono produrre. E assume, legandosi a ulteriori interrogativi, il timbro e il ritmo di un’ossessione, di una musica triste e incalzante che costringe a tenere acceso il cervello.

Sono cose che accadono, se sei un diciannovenne lombardo forzatamente rinchiuso in casa e completamente solo, mentre fuori imperversa la pandemia di Covid-19. Un diciannovenne come Vovo, il protagonista del romanzo “Isolato” (BookRoad, 2021 – acquista qui), esordio letterario del bresciano Giacomo Bonaglia.

Con una scrittura scorrevole, attente e sincera, Bonaglia ci fa entrare nella vita e nella testa di un giovane la cui routine è progressivamente sconvolta dal diffondersi del Covid-19 e dal conseguente lockdown. L’autore pone l’accento sull’impatto psicologico di un lungo isolamento e di una solitudine completa, sullo spaesamento di un ragazzo che si ritrova a faccia a faccia con le proprie paure e con le proprie incoerenze.

Quanto a lungo potrai sopravvivere a un’unica compagnia: la tua?

Vovo, diciannove anni e una vita che è come un nastro opaco pronto a riavvolgersi e a tornare a scorrere ogni mattina con il suo tran tran di doveri, abitudini e incertezze. Mentre si barcamena con la non sempre facile convivenza con la madre in sedia a rotelle, Vovo cerca di sopravvivere all’ultimo anno di scuola superiore. Nessuna materia lo appassiona, nessun hobby e nessuna passione colorano i suoi pomeriggi, né un sogno o un progetto per il futuro. Non ha una ragazza e non si sente attraente. Non vuole distinguersi, perché è ciò che cercano di fare tutti quanti, ma nemmeno c’è qualcosa che desideri veramente.

La sua fin troppo ordinaria giovinezza gli scorre addosso e lui si sforza solo di restare a galla. Come anestetizzante, ogni sera e finché non crolla addormentato, si aggrappa al flusso ininterrotto di Instagram, che dallo schermo del cellulare lo bombarda con i fotogrammi in apparenza perfetti delle vite degli altri. Gli tengono suo malgrado compagnia le sue imbattibili idiosincrasie: i germi, i gatti e i concetti astratti.

A smuovere le acque in cui galleggia ci pensa il Covid-19, che, dopo il primo caso di contagio in Italia del 21 febbraio 2020, straripa celermente in una tremenda epidemia. Le scuole chiudono per arginare la proliferazione del virus e Vovo è costretto ad abbandonare il lavoro saltuario con cui sinora si è procurato un piccolo stipendio. Come se non bastasse, gli incontri con gli amici si fanno necessariamente sempre più sporadici. Quando un’ambulanza porta via sua madre perché contagiata dal virus, il giovane si ritrova improvvisamente solo e costretto a restare chiuso in casa.

L’isolamento coatto porterà Vovo a confrontarsi e a scontrarsi con le proprie fobie e coi propri limiti, fino alla progressiva perdita di controllo su se stesso, a uno straniamento inquietante e a uno stato di alterazione mentale in cui incubo e realtà si confondono con conseguenze talvolta grottesche. Ciò sarà la causa di un piccolo incidente che spezzerà definitivamente qualsiasi contatto fra lui e il mondo esterno, rendendo completa la sua solitudine e peggiorando progressivamente il suo equilibrio interiore e la sua percezione delle cose.

Un romanzo che termina laddove iniziano molti sentieri

“Isolato” è ambientato in un comune non identificato della Lombardia, che possiamo associare a Pontevico, il paese bresciano in cui l’autore è nato e cresciuto. Nel contesto della provincia bresciana, fra le zone d’Italia più ferocemente colpite dal Covid-19, il romanzo di Bonaglia disvela un punto di vista particolare e autentico riguardo ai traumi generati dalla pandemia. Traumi non solo fisici, ma anche psicologici, e non solo relativi ai contagiati.

Il lockdown, il panico e la sofferenza causati dalla pandemia, infatti, hanno inciso profonde ferite anche in chi non è venuto a contatto diretto con il virus. In particolare, i più giovani, che da un momento all’altro si sono ritrovati con le scuole chiuse e con l’impossibilità di raggiungere i propri amici in un’età delicata e già di per sé carica di problematiche e di incertezze, hanno molto patito, riportando spesso spiacevoli strascichi psicologici, destabilizzazioni e depressioni.

Bonaglia sviscera l’intima sofferenza del protagonista senza indulgere in vittimismi, ma con un occhio lucido e improntato alla caduta di tutte le maschere che ogni giorno, per sopravvivere, spesso ci ritroviamo a dover fabbricare e indossare.

La scrittura dell’autore, fresca e vivacizzata da espressioni giovanili, ci guida di capitolo in capitolo sino a un finale anticonvenzionale e aperto a molteplici interpretazioni, in un invito a considerare punti di vista differenti dai nostri, per trovare nuovi stimoli e valutare desueti sentieri di pensiero.

Nel buio della quarantena, la luce di un’idea tutta da scrivere

Giacomo Bonaglia è nato nel 2001 a Pontevico, in provincia di Brescia. Si è diplomato al liceo artistico di Cremona e al momento vive a Milano, dove frequenta la facoltà di comunicazione interculturale all’università Bicocca.

Il suo “Isolato” è stato concepito durante la prima quarantena per il Covid-19 del 2020 e rappresenta il mezzo letterario con cui il giovane autore ha interiorizzato una situazione drammatica, imprevista e del tutto fuori dall’ordinario. Situazione che ha suscitato in lui pensieri acuti, incamerati in una storia e riportati sulla carta per far comprendere a noi lettori cosa possa aver provato un ragazzo della sua età nel ritrovarsi di colpo estromesso dalla vita di ogni giorno.

È un esordio intimo, questo, arguto e ben scritto. Un libro che rivela un autore attento al mondo in cui è immerso, pronto alla riflessione e aperto al dialogo con agli altri.


Titolo: Isolato
Autore: Giacomo Bonaglia
Editore: BookRoad, 2021

Genere: Romanzo
Pagine: 121
ISBN: 9788833221113

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Francesca Scotti

Classe 1991. Cresciuta in Franciacorta, vive a Brescia, sua città natale. Ha studiato letteratura inglese e tedesca, laureandosi con una tesi sui rapporti fra la cultura tedesca e il nazionalsocialismo. Legge e scrive per vivere. È autrice della silloge di racconti “La memoria della cenere” (Morellini, 2016) e dei romanzi “Figli della Lupa” (Edikit, 2018) e “Vento porpora” (Edikit, 2020). Anima folk-rock alla perenne ricerca di storie della resistenza bresciana, si trova maggiormente a suo agio tra le parole dei libri e sui sentieri di montagna.

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