10 libri bresciani per l’estate 2023: i consigli della redazione di Brescia si legge

A cura della redazione di Brescia si legge

Come ogni estate, è giunto il momento dei consigli della redazione di Brescia si legge!

Ecco la lista (in ordine alfabetico per autore) dei magnifici dieci libri ambientati nella nostra provincia con cui vi auguriamo buona estate.

Buona lettura!

PS. Se te le sei perse, dai un’occhiata alle nostra liste di libri consigliati precedenti!


Fascisti 70. Storie di vite estreme, di Paola Castriota (LiberEdizioni 2022)

La narrazione biografica, accuratamente documentata, di alcuni ragazzi che scelsero la via della destra estrema: Silvio Ferrari, Giancarlo Esposti, Gianni Nardi, Ermanno Buzzi e Pierluigi Pagliai. (Premessa di Carlo Simoni)

La nostra recensione, a cura di Francesca Scotti: “Fascisti 70”: cinque ritratti di estremisti neri per uno sconvolgente viaggio nella Brescia e nell’Italia degli anni di piombo


Il segreto della chiusa. Un giallo storico nella provincia bresciana, di Gianfranco Corti (LiberEdizioni, 2022)

Un cataro francese rifugiatosi in terra bresciana, un giovane libico vissuto secoli dopo; un affiliato alla Carboneria e un santo venerato in Valle Camonica; un operaio della provincia romana e un contadino nella Grande guerra. E un mistero che ha attraversato i secoli.

La nostra recensione, a cura di Chiara Massini: “Il segreto della chiusa”: un mistero che si dipana tra i secoli in un intreccio di storie con baricentro in Val Trompia


Il respiro del Gleno. Un giallo lombardo, di Fabrizio Felappi (EBS Print, 2022)

Siamo in Val di Scalve, provincia di Bergamo, zona limitrofa rispetto ai luoghi frequentati dal commissario Angelo Saronno. Sono passati quasi 100 anni dal crollo della diga del Gleno, un disastro ben impresso nella memoria di tutti gli abitanti di quella zona. Il nostro poliziotto si troverà tra quelle montagne per caso, durante una gita domenicale con il suo amico e assistente Ivan Nosetti. Il ritrovamento di un cadavere proprio vicino ai resti della diga farà piombare i nostri eroi nel bel mezzo di un’indagine che li condurrà a far luce su un delitto lontano, perso tra le pieghe del tempo.

La nostra recensione, a cura di Federica Zaccaria: “Il respiro del Gleno”: un nuovo giallo di Fabrizio Felappi per ricordare il centenario di una tragedia che merita di non essere dimenticata


Origine delle famiglie e dei cognomi bresciani, di Alberto Fossadri (GAM, 2023)

Un libro in cui lo storico Alberto Fossadri con agili schede ricostruisce la storia dei cognomi e quindi delle famiglie bresciane, riportandone gli stemmi, ove presenti. L’opera contempla la ricostruzione storica di oltre 700 cognomi, con 200 stemmi, di famiglie del territorio bresciano, scavandone l’origine etimologica e geografica sulla base di una vasta documentazione archivistica e bibliografica. Ogni scheda rappresenta un sunto di ricerche genealogiche e storiche sul tema, fornendo le fonti per gli approfondimenti, confutando su base documentale tutte le inesattezze dei classici “dizionari dei cognomi”. L’analisi offre spunti sulla diffusione nei secoli dei singoli cognomi e per ogni famiglia si è cercato di indagare anche quei profili che ne hanno determinato fortuna o cattiva sorte. Lo scopo di questo progetto, di cui il libro è una prima pubblicazione, è quello di costruire nel tempo un’Enciclopedia delle Famiglie Bresciane, spaziando dalle grandi casate nobiliari alle più povere famiglie contadine.


Sei tu il figlio, di Emanuele Galesi (Piemme, 2023)

Non è facile per un figlio guardare il padre distruggersi. Non è facile perdonare, né odiare. Emanuele Galesi ci racconta, senza retorica, una storia vera, drammatica e dolcissima. Quando guarda la stanza d’ospedale, sopra il letto vede un uomo consumato dalla droga. Prova rabbia. Si sente stanco, di una stanchezza infinita. E si vergogna, perché sa che per gli altri quel manichino smunto è solo un tossico, un poveraccio inutile. Ma per lui è diverso, quell’uomo è suo padre. È l’ennesimo ospedale, l’ennesima caduta. In passato il padre ha sempre trovato la forza di venirne fuori, anche se ogni volta è stato più faticoso. Lui che alla fatica non si è mai sottratto, né sul lavoro, finché è riuscito a conservarne uno, né in montagna, dove con passo sicuro precedeva suo figlio bambino e poi ragazzino. Un rapporto, quello tra i due, fatto di continue sottrazioni, con la droga a erodere la normalità del loro legame, fino all’inevitabile ribaltamento dei ruoli. Ed è di nuovo il figlio a doversi prendere cura del padre, ma stavolta è diverso. Stavolta, dopo la caduta, non ci sarà una risalita. Potrebbe essere solo la fine di tutto, o potrebbe diventare l’occasione per andare oltre le rispettive ferite e ritrovare qualcosa di autentico da salvare. Un romanzo dolorosamente sincero, che, grazie al punto di vista del protagonista, offre una lettura nuova del problema della tossicodipendenza. Non lo strazio di un genitore che vede annullarsi ogni possibilità di futuro per il proprio figlio, ma lo spaesamento di un figlio che deve costruire sulle macerie lasciate dal padre.

La nostra recensione, a cura di Roberto Bonzi: “Sei tu il figlio”: uno sguardo inedito sulla dipendenza nel romanzo d’esordio di Emanuele Galesi


Il Pontaccio. Lassù, dove tutto è ancora possibile, di Milena Picinelli (Marco Serra Tarantola, 2022)

Un ritorno alle origini di una donna ferita, per ritrovare se stessa e salvare un mondo sommerso, esplorando l’interiorità di personaggi iconici, svelando la crudezza e, al contempo, il vigore di una forza ancestrale che si sprigiona da una comunità tenacemente attaccata alla sua montagna. Frammenti emotivi, concatenati in un itinerario narrativo non privo di novità, riemergono dialogando con l’inconscio, a delineare una realtà trascesa nella suggestione.

La nostra recensione, a cura di Rosanna Romele: “Il Pontaccio”, luogo dell’innocenza perduta, nel primo romanzo della scrittrice pisognese Milena Picinelli


Una breve estate lontano dalla polvere, di Tita Prestini (Barta, 2022)

Perché Settembrini, giovanissimo vice commissario aggiunto, viene spedito dai suoi superiori in un paesino della Valcamonica, luogo di ricerche minerarie di un reparto nazista? Pare trattarsi solo di un incarico spinoso: indagare sulla sparizione di una bella e indipendente archeologa, con legami importanti, il cui passaporto è stato ritrovato in circostanze singolari. È l’agosto del 1942 e l’Italia è a fianco del Reich in una guerra mondiale che inizia a farsi complicata per le forze dell’Asse. Le città subiscono bombardamenti e i generi alimentari sono razionati quasi ovunque. Ma in quel paesino «lontano dalla polvere», «un luogo protetto dove rimettere insieme i pezzi della propria vita», di quel che accade nel resto della nazione soffiano solo gli echi. Qui anche la morte pare giocare a nascondersi: dietro il tempo passato e i rapporti consolidati nel sospetto, annidandosi fra i segreti delle valli, lungo le incisioni rupestri risalenti a migliaia di anni prima la cui presenza sembra influenzare ancora le persone. E se «nessuna morte ha senso», nonostante i colpevoli individuati e le bugie soffocate, la vita invece sì. A volte basta sciogliere una treccia.

La nostra recensione, a cura di Katiuscia Rigogliosi: “Una breve estate lontano dalla polvere”: il commissario Settembrini in Val Camonica tra trame oscure e pitòti


Brescia adagio (Massimo Tedeschi, Enrico Damiani Editore, 2022)

«Forse bisognerebbe cominciare dalla luce che c’è nell’aria: quella cristallina di certe mattine d’inverno, che dalla balconata del Castello ti permette di vedere il profilo degli Appennini. O quella brumosa di certe sere d’autunno, che porta con sé voglia di tepore e di abbracci. Oppure dagli aromi: quello dolciastro dei viali di tigli in fiore, quello delle cucine di mezzo mondo che aleggia nel Carmine, quello – per alcuni afrodisiaco – della benzina delle auto storiche che una volta all’anno si danno appuntamento qui per la Mille Miglia. Oppure dai monumenti e dal colore della pietra di cui sono fatti: la Loggia e il Duomo, il Broletto e il Vantiniano, i chiostri e le torri. La città del tondino, dal cipiglio burbero e dal cuore generoso, è anche molte altre cose: città-caleidoscopio e città-enciclopedia, città-laboratorio e città-confine, capitale del terzo settore e, insieme a Bergamo, Capitale Italiana della Cultura 2023.Brescia, insomma, può essere “un luogo delizioso dove vivere”. E dunque incamminiamoci. Insieme. Adagio».

La nostra recensione, a cura di Francesca Cocchi: Una Brescia sorprendente a misura di flâneur nella ricca guida alla provincia firmata da Massimo Tedeschi


Sulla tua pelle. Il caso di Carol Maltesi, di Andrea Tortelli (Giunti, 2023)

Il 20 marzo 2022, lungo una strada di montagna in provincia di Brescia, viene ritrovato il corpo di una donna uccisa, smembrata e chiusa in sacchi neri. Gli inquirenti dichiarano che è difficile risalire all’identità della vittima ma rivelano la presenza sui suoi resti di alcuni tatuaggi. Intanto il giornalista Andrea Tortelli è in smart working: che nel suo caso significa gestire quasi da solo una testata di informazione online, dalla scelta della linea editoriale alla gestione dei problemi tecnici e amministrativi fino alla redazione dei pezzi, e nel frattempo occuparsi del figlio piccolo. Non ha perso, però, la passione per il giornalismo fatto bene, quello che verifica ogni notizia, si pone domande e cerca le risposte. È così che, pochi giorni dopo e in meno di ventiquattr’ore, armato solo di computer e smartphone, Andrea riesce a risalire all’assassino, a chattare con lui, a dare un nome alla vittima: Carol Maltesi, nota come Charlotte Angie, mamma, attrice, giovane donna dai sogni troppo grandi, morta ormai da mesi nel silenzio più assordante. Da questo momento per le forze dell’ordine non è difficile arrestare il colpevole, ma questo, si sa, non è che il primo passo per comprendere il senso di una storia. Le indagini dei magistrati chiariranno i fatti, ma per Andrea Tortelli non è possibile smettere di pensare a quella ragazza morta troppo presto, cercare di conoscerla anche se ormai è tardi. Sulla tua pelle è dunque il resoconto di un caso da manuale di giornalismo investigativo – che ha suscitato l’interesse dei media di tutto il mondo, dal «Telegraph» al «New York Post», dall’«Abc» alla «Rtl» tedesca – e la storia di una donna che ha cercato la propria strada nel nostro mondo indifferente e al tempo stesso giudicante. Un racconto che rende omaggio a una ragazza che cercava la felicità e che ci insegna come i social, dietro le loro foto patinate, non siano altro che un luogo dove ciascuno di noi cerca di uscire dalla propria solitudine.

La nostra recensione, a cura di Katiuscia Rigogliosi: “Sulla tua pelle. Il caso di Carol Maltesi”: l’inchiesta di Andrea Tortelli per restituire un volto a una giovane come tante vittima di femminicidio


La fabbrica e il quartiere. Conflitti ambientali a Brescia, di Filippo Zorzi (Agenzia X, 2022)

Come nasce e si sviluppa una zona industriale altamente inquinante? La vicenda della ditta Caffaro di Brescia è un esempio da manuale di ingiustizia ambientale. Le città che nel secolo scorso si arricchirono grazie alla presenza delle grandi industrie oggi si trovano a fare i conti con gravi danni ambientali. Tra queste c’è Brescia, dove la zona ovest della città si è estesa gradualmente intorno alle fabbriche, fino a inglobarle. Qui si trova la Caffaro, uno stabilimento chimico che da più di un secolo costringe gli abitanti di alcuni quartieri a vivere in un territorio pesantemente contaminato. Nel tempo, quest’area ha perso la sua connotazione operaia e, come tante periferie italiane, è stata travolta da forme di impoverimento e abbandono, mentre più recentemente ha iniziato a fare i conti con nuovi progetti di rigenerazione, tentativi di gentrificazione, oltre che di innovazione sociale e culturale. A partire da una ricerca realizzata all’interno del sito inquinato, tra parchi e giardini contaminati, divieti, proteste, capannoni in rovina, coltivazioni sperimentali, questo libro racconta la storia dettagliata delle trasformazioni sociali e spaziali che sono seguite alla scoperta del disastro ambientale del sito Brescia-Caffaro.

La nostra recensione, a cura di Katiuscia Rigogliosi: “La fabbrica e il quartiere”: la storia inquinata dei quartieri Fiumicello e Primo Maggio nel saggio di Filippo Zorzi

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