Io, Tatanka: l’autobiografia di Dario Hübner, “re operaio dei bomber di provincia”

Recensione di Roberto Filippini per Brescia si legge

Le partite le ho sempre vissute in maniera tranquilla: vincere o perdere mi cambiava poco. È stato così anche per tutti i miei diciassette anni di professionismo (…) come andava andava

“Mi chiamavano Tatanka. Io, il re operaio dei bomber di provincia” di Dario Hübner (con Tiziano Marino)

Il quarto miglior marcatore di sempre della storia del Brescia, un protagonista assoluto del primo Brescia di Baggio e Mazzone, uno dei pochissimi in Italia ad essere stato capocannoniere sia in serie A, B e C1. Ma anche un “eroe romantico” cantato in tempi recenti da Calcutta ed un uomo e un atleta fuori dagli schemi: esordio in Serie A a trent’anni, un contratto in Premier League rifiutato per rimanere vicino alla moglie, uno stile di vita lontano dai cliché del calciatore di successo.

“Mi chiamavano Tatanka. Io, il re operaio dei bomber di provincia” (Baldini + Castoldi, 2020 – acquista qui), scritto dall’ex calciatore Dario Hübner insieme al giornalista Tiziano Marino, è il libro giusto per riscoprire uno dei campioni più amati della Brescia di inizio 2000 ripercorrendo tutta la sua vita calcistica (e non). Diciassette anni di professionismo e tantissima gavetta, sempre con passione e impegno, sempre ad inseguire la palla da mettere in rete con determinazione e serenità, come un bambino che realizza il suo sogno.

Il re dei bomber di provincia

Per i compaesani cremaschi è Wuber, per i tifosi è Tatanka, il bisonte, il re dei bomber di provincia.

Nato nel 67’ a Trieste, prende la terza media e va a fare il fabbro giocando nella squadra di calcio del suo paese, la Muggesana che milita in prima categoria. Questo passatempo, questo giocare, diviene presto il suo vero lavoro: a ventun’anni arriva il primo contratto da professionista, il primo amore e tantissime belle esperienze.

Con più di 300 reti è con Igor Protti l’unico ad essere stato Capocannoniere di Serie A, B, C1.

Ora allena l’Accademia Fabrizio Lori, squadra di atleti con disabilità cognitivo-relazionali, in quinta categoria.

Di istinto e di costanza

L’attacante vive ogni volta una situazione inedita, da risolvere in una frazione di secondo. Più la mia eperienza cresceva, più i miei piedi miglioravano e più soluzioni tiravo fuori dal cilindro

“Mi chiamavano Tatanka. Io, il re operaio dei bomber di provincia” di Dario Hübner (con Tiziano Marino)

I capitoli dei libri sono le squadre in cui Dario ha giocato: tappe più o meno belle, che hanno comunque segnato la sua vita. Sui campi, ha incontrato amici veri, personaggi d’ogni genere e leggende viventi. Per citarne alcuni: da Maldini a Ronaldo fino a Baggio, con cui ha avuto l’onore di condividere il Rigamonti passandogli proprio la sua fascia di capitano bresciano.

Una tra le più importanti, è stata proprio la parentesi Bresciana: con la “V” sul petto, Hübner esordisce tra l’altro in serie A contro l’inter che è la sua squadra del cuore. Quattro anni d’oro, oscillando tra serie A e serie B, arrivando a toccare il miglior posizionamento finale nella classifica del massimo campionato: settimo.

Il suo essere cosi voltato all’impegno e alla costanza, sono le caratteristiche più somiglianti al nostro essere bresciano, è anche per questo che Dario è nei cuori dei tifosi delle rondinelle.

Nostalgia, Cinema, Queen e F1

Non potevo accettare che un ragazzo di vent’anni o poco più rifiutasse di ascoltare i miei consigli, non che fossi Ronaldo, però il calcio lo masticavo da un bel po’

“Mi chiamavano Tatanka. Io, il re operaio dei bomber di provincia” di Dario Hübner (con Tiziano Marino)

A rappresentare questa splendida carriera ci sono le figurine Panini e i tabellini delle migliori partite, ma anche tanto altro. Perché questo libro parla di Hübner, ovvio, ma è anche un mezzo attraverso cui Hübner condivide con il lettore il suo patrimonio di esperienze, curiosità e punti di vista arricchenti e per nulla banali.

Le passioni del campione, sportivo ed uomo con i suoi interessi ed i suoi vizi (“Senza grappa e sigarette sarebbe il numero 1”, disse di lui una volta il presidente Gino Corioni) spesso erroneamente caricaturizzati da chicchessia.

Il tutto con una vena nostalgica: inevitabili i raffronti tra il calcio moderno ed il suo calcio fatto di umiltà e sostanza, in cui i compagni di squadra erano amici ed il divertimento non passava in secondo piano.

Ma la passione non muore, il calciatore diventa allenatore e le sue gesta diventano storia, magistralmente narrate – in questo libro – dal giornalista classe ’88 Tiziano Marino, attualmente collaboratore de La Gazzetta dello Sport e responsabile marketing e comunicazione dell’U.C. Albinoleffe.


Titolo: Mi chiamavano Tatanka. Io, il re operaio dei bomber di provincia
Autore: Dario Hübner con Tiziano Marino
Editore: Baldini + Castoldi

Genere: Biografia
Pagine: 208
Isbn: 9788893882736

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