“La figlia che non c’era”: il Lago di Garda diventa lo sfondo di un viaggio alla ricerca della propria identità in una incredibile storia vera
Letto e recensito da Francesca Butti per Brescia si legge
È un giorno qualunque quando la madre di Loredana, vestita stranamente formale ed elegante, si presenta a casa della figlia per rivelarle una verità sconcertante: lei è la figlia del nobile Marco Ravelli, unico erede, appena deceduto, della maestosa Villa Giulia, un’immensa villa con vista lago a Manerba del Garda. Questa notizia stravolge la vita di Loredana, che si vedrà costretta ad iniziare un viaggio lungo e turbolento alla ricerca della sua nuova identità.
Comincia così “La figlia che non c’era”, romanzo d’esordio di Andrea Noto, classe 1959, affermato medico chirurgo specialista in anestesiologia e rianimazione (per anni è stato direttore dell’Unità Semplice di Terapia Intensiva dell’Ospedale San Paolo di Milano e professore a contratto dell’Università degli Studi di Milano), tratto da una storia vera e personale: la storia della vita di sua moglie, e del loro viaggio che alla fine ha trovato il suo epilogo dopo anni di lotta e dolore.
Travolgente e emozionante, dal forte impatto e coinvolgimento emotivo, il romanzo è ambientato sulle sponde di un Lago di Garda descritto con accuratezza che regala alla storia uno sfondo elegante e raffinato rendendo il tutto ancora più dolce e amaro allo stesso tempo.
Attenzione, la recensione potrebbe contenere lievi spoiler
Una finestra sul passato
“Adesso che avevo trovato la verità della mia storia, dovevo ricomporre in me due identità, due vite: quella che avevo vissuto fino ad allora e quella che avrebbe potuto essere. Trovare un posto per i ricordi che avevo e per quelli possibili, che non erano mai stati.”
Andrea Noto, “La figlia che non c’era”, p. 13
La storia inizia quando Adele, la madre di Loredana, prende un treno da Desenzano e raggiunge la figlia a Manerba per raccontarle la verità sulla sua nascita: Loredana, infatti, è la figlia di Marco Ravelli, famoso avvocato milanese, unico ereditiero di Villa Giulia. Il perché abbia scelto proprio quel momento per raccontare la verità alla figlia, non è dato saperlo: forse per il timore di morire con il segreto per sé o forse perché presa dal coraggio dopo aver saputo che l’uomo in questione è deceduto. In ogni caso, lo scopo è di concedere alla figlia l’occasione di rivendicare un diritto a lei negato.
Adele infatti, racconta alla figlia che, appena ventiseienne, trovò lavoro come cameriera della contessa Giulia de Marchi. La donna, aveva anche un figlio, Marco per l’appunto, che tornava dalla madre solamente per il weekend, dopo la settimana trascorsa nel suo studio legale di Milano. Dopo un gioco di sguardi durato qualche mese, ecco che in una notte del 1957, si compì l’atto scatenante.
Adele, illusa e innamorata, credette di poter essere amata da quel nobile uomo ma ben presto scoprì di essere stata solamente usata, così come non passò molto tempo prima di scoprire che quella notte di passione diede come frutto la piccola Loredana. Le conseguenze furono devastanti per Adele: Marco, per mantenere integra la posizione sociale e la credibilità, negò la paternità, abbandonando la donna e sua figlia.
La ricerca della verità in un viaggio difficile
“Un filo sottile ma tenace mi aveva spinta a non perdermi d’animo in quei sei lunghi anni che ora, visti da lì, sembravano segnare un prima e un dopo nella mia esistenza.”
Andrea Noto, “La figlia che non c’era”, p. 13
Loredana trova un appoggio e un sostegno emotivo importante nel proprio marito: Andrea. Lui rappresenta infatti la sua colonna portante nel lungo e tortuoso viaggio che li aspetta, fatto di vittorie e sconfitte, di gioia ma soprattutto di tanto, tanto dolore.
Anche grazie a un brillante avvocato, che segue la coppia passo per passo, Loredana riesce infine a ricostruire il puzzle della sua identità. Attraverso l’arguzia e la perseveranza, i due si destreggiano in un iter legislativo intricato e complesso, aggrappandosi a cavilli burocratici, in bilico fra il torto e la ragione.
Non mancano i dubbi e i timori: Loredana è sospesa fra chi è e chi sarebbe potuta essere. Il solo patrimonio che desidera conoscere è quello genetico, dalla cui eredità ne può sviscerare la sua vera identità.
Spesso si chiede se la strada intrapresa sia giusta: in questa ricerca, non si tratta solo delineare una nuova identità ma anche di rivedere, abbandonare e mettere in discussione una parte della sua vecchia sé, rinunciando anche punti fermi importanti, come il proprio cognome, per sciogliere tutti i nodi del passato e tornare a guardare il futuro con occhi nuovi.

Titolo: La figlia che non c’era
Autore: Andrea Noto
Editore: Enrico Damiani Editore e Associati, 2025
Genere: Narrativa
Pagine: 224
ISBN: 979-1254560744
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