L’Anonimo Valgrignino: “Una fortuita scoperta negli archivi di valle Camonica”, tra parodia e invettiva

Recensione di Francesca Cocchi per Brescia si legge

Nel corso delle sue ricerche tra i volumi dell’archivio parrocchiale di Cividate Camuno, Francesco Visentini, giovane studioso bresciano classe 1991, si imbatte in un insolito ritrovamento. Mentre sfoglia le pagine di un antico regesto dei morti del XIII e XIV secolo, trova infatti sei fogli di pergamena di diversa fattura uniti in un piccolo opuscolo mal rilegato.

La curiosità di Visentini cresce ancor di più quando si rende conto che sulle pergamene sono riportati otto componimenti in versi di chiaro gusto stilnovista non altrove attestati e attribuibili alla mano di un autore ancora sconosciuto, probabilmente vissuto tra il 1270 e il 1318.

L’Anonimo Valgrignino. Una fortuita scoperta negli archivi di valle Camonica” (Gam, 2022 – acquista qui) presenta l’analisi condotta da Visentini sullo stile e sul contenuto di questi componimenti al fine di poter identificare il loro anonimo compositore. La silloge ritrovata è davvero l’opera di uno scrittore trecentesco vissuto per alcuni anni in Valle Camonica o è un ingegnoso falso realizzato da un anonimo burlone nato qualche decina di anni fa?

Tra parodia letteraria e invettiva contro i contemporanei

Per ognuno degli otto componimenti Visentini offre una breve analisi introduttiva che riassume il contenuto e sintetizza le diverse interpretazioni proposte dagli studiosi di letteratura medievale con i quali si è confrontato. Il testo di ogni poesia è inoltre accompagnato da una perifrasi curata e da note di commento che consentono di meglio conoscere il contesto politico e letterario nel quale si muove l’Anonimo.

Da una prima lettura dei versi e del commento, lo stile dell’Anonimo Valgrignino, annunciato nelle prefazione come stilnovista, si rivela piuttosto una parodia letteraria dei componimenti trecenteschi influenzata da citazioni tratte dalla poesia d’amore provenzale e dalla massima opera dantesca.

Nel poema che secondo Visentini costituisce il prologo della raccolta, è presentato come tema centrale della silloge il paese di Bienno, anacronisticamente definito come “uno dei borghi più bei del Paese”. In un altro componimento Bienno è ancora evocato per la presenza della statua dorata “di cristiana figura” che lo rende ben riconoscibile al pellegrino trecentesco che percorre la tanto blasonata via Valeriana. In altri due sonetti l’Anonimo dedica spazio anche all’origine eziologica del piccolo borgo della Val Grigna e alla storia di San Glisente, San Fermo e Santa Cristina, i tre santi patroni della media Valle Camonica.

Nella silloge emerge inoltre il gusto per l’invettiva che porta l’anonimo autore a scagliarsi contro il vicino paese di Berzo che impedisce a Bienno di divertirsi con “donne, dadi e vino” e contro la classe politica locale a lui contemporanea nella quale sono ancora forti le tensioni tra i ghibellini che “mostran le mani tese” e i guelfi sostenitori di un Bonifacio VIII definito “Baffone”.

Quando la finzione diventa più credibile della realtà

Francesco Visentini riesce a coinvolgere e far appassionare il lettore grazie alla dettagliata descrizione della sua scoperta, all’analisi interpretativa dei componimenti, alla ricca bibliografia e alle riproduzione fotografica dei fogli di pergamena.

Solo la postfazione curata da Gianfranco Bondioni, professore universitario e grande studioso della Divina Commedia, rivela al lettore la vera natura dell’opera. A prima vista un saggio relativo a una scoperta archivistica, “L’Anonimo Valgrignino” è in realtà una finzione letteraria che gioca con la cieca fiducia che il lettore è solito riservare alle opere storiografiche e di critica letteraria.

“L’Anonimo Valgrignino” diventa quindi l’alter ego letterario di Visentini che si diverte a comporre poesie pseudo-trecentesche, nelle quali si nascondono riferimenti alla Valle Camonica dei nostri giorni, e a inventare i nomi di rinomati studiosi di letteratura medievale, che sembrano dare credito alla sua scoperta.

Il lettore che fin dalle prime pagine si approccia con sospetto a un ritrovamento così eccezionale può trovare in quest’opera un divertissement e dilettarsi a ricercare i riferimenti metaletterari disseminati dall’autore. 

Chi invece pensa di avere tra le mani lo studio relativo a una curiosa scoperta nei polverosi archivi della Valle Camonica potrebbe rimanere deluso.


Titolo: L’ Anonimo Valgrignino. Una fortuita scoperta negli archivi di valle Camonica
Autore: Francesco Visentini
Editore: Gam, 2022

Genere: Saggio
Pagine: 82
ISBN: 9788831484640

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Francesca Cocchi

Nata nel 1996, è cresciuta in Valle Camonica e ha studiato tra Padova e il Belgio. Dopo la laurea magistrale in lettere classiche, si stabilisce a Brescia dove lavora come copywriter per il marketing. Filologa di formazione, predilige da sempre i grandi classici, ma non si lascia intimorire dagli autori contemporanei. Di carattere introverso, si trova a suo agio in viaggio, tra i libri e al tavolo di un buon ristorante.

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