“Piero Sala. Il coraggio dell’accoglienza”, nelle pagine di Luca Masia il ricordo di un uomo e della sua missione di aiuto verso il prossimo
Letto e recensito da Chiara Massini per Brescia si legge
Piero sapeva riempire l’aria con la sua presenza. Amava la compagnia e aveva un innato senso della comunità, fondato sull’intensità delle relazioni, l’aiuto reciproco, la cura degli altri.
Luca Masia, Piero Sala. Il coraggio dell’accoglienza
Tre sono le parole che hanno acceso e accompagnato per tutta la vita la missione del bresciano Piero (Pietro) Sala, un uomo che ha donato la sua intera esistenza al prossimo e che è mancato nel 2024, aiutando chi era in difficoltà e chi chiedeva solo di essere visto: Fede, Speranza, Carità. Fede, in qualcosa di nuovo e di innovativo, capace di portare in sé una certa dose di rischio. Speranza, che quell’intuizione potesse crescere e coinvolgere altre persone. Carità, intesa non solo come aiuto materiale, ma come dedizione di tempo ed energie per informare, accogliere e far conoscere.
Proprio per ringraziarlo e mantenere vivo il suo ricordo nasce “Piero Sala. Il coraggio dell’accoglienza” (Mondadori, 2025), il memoir scritto dall’autore televisivo, scrittore e curatore editoriale Luca Masia, raccogliendo le testimonianze di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, a partire dalla famiglia e dagli amici, fino agli uomini e alle donne che nel corso degli anni hanno potuto contare sul suo aiuto. Il libro è impreziosito dalle immagini realizzate da Giulia Masia, che ha saputo cogliere, con il suo tratto delicato e poetico, le sfumature di una vita esemplare.
Un uomo (non) comune
Piero Sala nasce a Pievedizio, piccolo paese della bassa bresciana, da un umile famiglia contadina. È ancora un ragazzino quando, durante una domenica apparentemente come tante, ascolta le parole di un missionario comboniano. L’uomo racconta alla folla, riunita per la messa, di una terra grande, dove splende sempre il sole. Una terra bellissima, ma povera, che ha bisogno di cura: l’Africa. La sua missione è semplice, aiutarla grazie all’aiuto degli africani stessi, offrendo istruzione, competenze e dignità. Quell’incontro lascia un segno profondo nel piccolo Piero che ne rimane subito affascinato, è come se quel sacerdote parlasse direttamente al suo cuore. Ed è in quel momento, in quella piccola chiesa di provincia che comincia a crescere in lui il desiderio di contribuire a fare la sua parte nel mondo, che diventerà una missione di vita.
Piero cresce, diventa un commerciante conosciuto e stimato, si sposa, ha tre figli, ma il suo destino non si è ancora compiuto. Il desiderio di fare di più pulsa sotto pelle, è sempre lì presente da quando era un bambino. Ora però ha davvero la possibilità di fare la differenza e appena se ne presenta l’occasione non esita a rimboccarsi le maniche e a dare tutto sé stesso per gli altri.
È la sera del 13 aprile 1978 quando con un piccolo gruppo di amici dà vita all’Associazione Conoscerci con l’obiettivo di cominciare a compiere gesti concreti per l’Africa. Un nome, proposto dallo stesso Piero, che racchiude in sé un’idea semplice e rivoluzionaria: superare la paura del diverso, andare oltre l’individualismo per incontrare l’altro, accoglierlo e comprenderlo.
Grazie all’impegno dei volontari in moltissime attività e alla comunità che si crea attorno, nel giro di pochi anni l’Associazione riesce a sostenere numerosi progetti umanitari in Africa, ma anche in Sud America. Ma l’accoglienza, per Piero, non è mai stata un concetto astratto. Quando l’Africa “bussa” direttamente alla sua porta, che era sempre aperta per chiunque avesse bisogno di lui, la risposta è immediata e concreta. Come aiutare i numerosi ragazzi che stavano arrivando in Italia in cerca di fortuna? L’instancabile Piero ancora una volta ha la soluzione: costruire un centro di prima accoglienza alla Breda Libera (frazione di Verolanuova), un luogo dove offrire una casa, un aiuto con i documenti, un sostegno nella ricerca di lavoro. L’obiettivo è uno solo: rendere le persone autonome, capaci di costruire la propria strada.
E non importa se qualcuno storce il naso o prova a metterlo in guardia sulle malelingue. Mai una volta Piero si lascia scoraggiare e prosegue imperterrito per la sua missione, guidato da una convinzione profonda: fare ciò che è giusto, anche quando è difficile.
Un padre per molti
Piero aveva una visione ed era un uomo libero.
Libero di agire. Non perché gli conveniva, perché era giusto.
Viveva il presente, senza guardare al passato.
Piero, abitava il futuro (Issa)Luca Masia, Piero Sala. Il coraggio dell’accoglienza
Quello che emerge con forza dal libro in sua memoria, è che Piero Sala è stato davvero una figura di riferimento, anche un padre, per molte delle persone che oggi lo ricordano con affetto e gratitudine: lo è stato per i missionari all’estero che gli scrivevano chiedendo un sostegno per questo o quel progetto; per i ragazzi della Breda Libera che non si sono sentiti soli in un Paese nuovo e spesso ostile; per Giuseppe, bambino vietnamita scappato dalla guerra e bisognoso di una guida; e per persone come il “generale” Carlo di cui Piero riusciva a scoprire il potenziale e a cui dava fiducia quando molti non lo avrebbero fatto.
Una vita intera difficile da racchiudere in un solo libro. Eppure Luca Masia è riuscito, con sensibilità e misura, a far emergere la straordinaria capacità di Piero di mettere l’altro prima di sé, di condividere ciò che aveva con chi ne aveva meno, di cercare sempre una soluzione ai problemi, magari con fatica ma sempre con il sorriso. Un uomo che viveva appieno il presente, ma sempre con uno sguardo al futuro.
Come ricorda Issa, una delle tante voci che gli rendono omaggio in queste pagine, Piero «era uno, ma ne valeva mille».
Parte del ricavato dalla vendita del libro sarà destinato a progetti umanitari dell’Associazione Conoscerci

Titolo: Piero Sala. Il coraggio dell’accoglienza
Autore: Luca Masia
Editore: Mondadori, 2025
Genere: memoir
Pagine: 166
ISBN: 9788891844729
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