Gaudenzio Ragazzi e la sua guida alle incisioni rupestri a misura di famiglia

Fonte: Wikipedia

Sciamani, cervi, scene di caccia, carri, guerrieri…. da più di tredicimila anni le incisioni rupestri sono lì, a testimoniare un rapporto tra la dimensione spirituale, quella terrena e gli abitanti del luogo. Un legame mai interrotto fino ai giorni nostri. 

“Le incisioni rupestri – Un viaggio per famiglie nel Patrimonio Unesco della Valle Camonica” (Grafo, 2025) è un agile volume a firma di Gaudenzio Ragazzi che, con un linguaggio piano e chiaro e arricchito dalle illustrazioni di Chiara Gafforini, conduce i lettori a conoscere il primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, stilata dall’Unesco. Il compito di illustrarne le storie e le vicende è affidato a Battista, senz’altro in riferimento a Battista Maffessoli, l’esperta guida di Capo di Ponte che realizzò i calchi di alcune incisioni oggi esposti nella cascina del Parco Archeologico comunale di Seradina – Bedolina,  trasformata in spazio espositivo.

Un’unica valle, la Valle Camonica, che può pregiarsi di un duplice e alquanto significativo primato nazionale. La Convenzione per la protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale risale infatti al 1972 e la relativa “Lista” prende forma a partire dal 1978: ebbene, già nel 1979 la candidatura della Valle Camonica viene accettata e promossa, contestualmente – solo per citarne alcune – a Tebe e ai monumenti dell’Antico Egitto, alla cattedrale di Chartres, all’antica città di Damasco. 

Ma questo non è l’unico primato che le incisioni rupestri possono vantare: nel 1955 viene istituito il Parco Archeologico nazionale delle incisioni rupestri di Naquane, il primo in Italia.

Il libro conduce il lettore a compiere un viaggio nel tempo, in luoghi abitati dai nostri progenitori già moltissimo tempo fa e dà risposta alle domande che sorgono immediate: perché proprio lì, chi ha inciso le rocce, cosa rappresentano? 

Dopo una rapida quanto esaustiva sintesi storica e dei conseguenti progressi nella vita delle popolazioni quali l’agricoltura, l’addomesticamento del bestiame, la ruota, il fuoco e la scoperta di poter fondere i metalli, l’autore sposta lo sguardo sulla Valle Camonica.

La storia che vi sto per raccontare comincia tra la fine del Paleolitico superiore e l’inizio del periodo successivo, chiamato Mesolitico. Sono tempi in cui la natura è selvaggia, la vita è dura, l’umanità giovane e irrequieta….

Grazie alle ricerche condotte negli ultimi decenni sui principali siti europei di arte rupestre – dunque non solo in Valcamonica – siamo oggi in grado di ricostruire con maggiore precisione le tappe della Preistoria in Europa. 

Esistono però luoghi speciali, dove lo sviluppo della civiltà può essere colto in un solo colpo d’occhio. Uno di questi è la Valcamonica. Qui la storia è presente per intero, dalle radici fino agli ultimi germogli, al punto che le immagini incise su una sola roccia esprimono in forma sintetica il racconto dell’intera civiltà camuna e, in essa, quella europea

Gaudenzio Ragazzi – Le incisioni rupestri. Un viaggio per famiglie nel Patrimonio Unesco della Valle Camonica – pag. 26

La seconda parte del testo è dedicata all’interpretazione delle immagini incise: le figure umane in preghiera, i guerrieri e i sacerdoti, gli animali con cui le popolazioni condividono le giornate e gli spazi, gli attrezzi e le capanne, le armi, offrono uno spaccato sulle attività quotidiane delle genti camune. Si tratta frequentemente di immagini ripetute ma rese uniche dal contesto e dai dettagli, dagli oggetti e dai simboli che le accompagnano: è sulla scorta delle associazioni che l’archeologia rupestre formula ipotesi più precise sul loro significato. 

Nell’ultima parte del libro l’autore si focalizza sui simboli astratti che ricorrono tra le immagini di attività e oggetti, a cui gli studiosi si sforzano di attribuire un significato.

Molte incisioni rupestri della Valcamonica non raffigurano cose concrete, esistenti nella realtà, ma forme astratte, simboli elaborati dalla mente dell’uomo preistorico per rendere più concrete alcune idee….Anche la rosa camuna è un’immagine di non facile comprensione. Le rappresentazioni di cui disponiamo ci confermano che, come la paletta, anche la rosa camuna esprime un valore positivo e uno negativo. Infatti, la troviamo in associazione sia con un orante in preghiera sia con un guerriero che la fronteggia.

Gaudenzio Ragazzi – ivi – pag. 57

E infine i rapporti tra la terra e il cielo, perché da sempre l’uomo volge il suo sguardo alle stelle, cercando forse un significato alla sua esistenza, una risposta alle sue domande, una connessione con l’infinito e lo sconosciuto: ecco che alcune figure incise risultano allineate con precisione verso il sole che sorge nel giorno dell’equinozio e del solstizio, rappresentando mappe del cielo. E ancora i labirinti, un’immagine magica ed esoterica che, nella simbologia camuna, porta dal mondo reale – esterno al labirinto – al punto di arrivo centrale, che rappresenta l’incontro tra il cielo e la terra. 

Il libro, la cui lettura non è destinata soltanto ai più giovani ma che risulta davvero molto godibile da tutti, si chiude con l’esortazione ad avere cura del nostro patrimonio culturale e naturale: se le istituzioni sovranazionali possono fare molto, è sicuramente nelle mani delle generazioni più giovani che viene consegnato questo dono, come auspicio di un futuro migliore.


Titolo: Le incisioni rupestri – Un viaggio per famiglie nel Patrimonio Unesco della Valle Camonica
Autore: Gaudenzio Ragazzi
Editore: Grafo, 2025

Genere: Guida illustrata
Pagine: 64
ISBN: 9788854931145

Candida Bertoli

È laureata in Giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto amministrativo comparato: la tesi di dottorato, sulla protezione dei beni culturali, è depositata all’Unesco, a Parigi. Adora leggere fin da quando era bambina e le sue passioni sono l’arte e la storia. Per anni ha gestito i volontari del FAI sia a livello cittadino che regionale e ama raccontare Brescia. La sua casa è piena di libri, in ogni spazio possibile e di ogni genere. Partecipa al Festival della Letteratura di Mantova da sempre, e nel 2019 le è stato conferito il premio di “Massimo esperto della storia del Festival”

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