“Nei sassi del lago”: una storia di vita in bilico fra felicità e sofferenza nel secondo libro di Ettore Zappa

Il lago d’Idro, splendido lago alpino, incastonato nelle Prealpi bresciane. Sembra uno scrigno, che una volta aperto, rivela il tesoro che contiene: è una visione poetica (…). Acque limpide nelle quali si specchiano i monti, che fino a metà degli anni Sessanta dissetavano oltre che rinfrescare. Spiagge ghiaiose, libere, a volte nascoste, dove vi si arriva solo in barca.

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p. 61-62

Nel suo ultimo libro dal titolo “Nei sassi del lago” Ettore Zappa (dopo il suo esordio con “Il filo della roncola”, pubblicato sempre per Liberedizioni) ci accompagna nelle scelte e nelle vicende della vita: dalla luce all’oscurità, dall’amore al dolore. Un racconto incastonato nell’incantevole Val Sabbia, fra le rive del lago d’Idro.

È nel ventre delle gelide acque del lago valsabbino che nasce Marco. Ripudiato da due genitori scellerati, il bambino viene accolto dagli amorevoli nonni paterni, Anna e Giacomo. Dopo l’oscurità dietro al declino del figlio disgraziato, la coppia ritroverà la luce e la speranza nel crescere il brillante e vitale nipote, fra emozioni, soddisfazioni e tanti, tanti timori.

Una storia intrisa di amore, dolcezza e compassione, ambientata in contesto magico e unico, in cui la tradizione locale si unisce al sentimento viscerale di appartenenza a una terra speciale.

Un racconto di vita che, con tono straziante, impone al lettore un’inevitabile verità: la sofferenza è direttamente proporzionale alla felicità. Gioia e dolore, luce ed ombra, amore e lutto s’intrecciano quindi in un libro dal tono fresco ma allo stesso tempo struggente; emozioni sospese in un’equilibrio precario, dal sapore dolce e amaro.

…sosteneva che ogni passo contenesse un suo odore e desiderava sentire quell’odore tutte le volte che poi fosse passato accanto ai muri della sua nuova casa.

Ettore Zappa, “Nei sassi del lago”, p. 20

Fra i protagonisti di questa storia spicca lei: la casa di pietra sulle sponde del lago, in quel di Anfo. Una casa costruita a mano, partorita dal desiderio e dalla passione di Giacomo per un lago che l’ha cresciuto, sorretto, accompagnato e consolato nel suo percorso di vita. Lo stesso lago a cui l’uomo decide di rendere onore, scegliendo il terreno perfetto e prendendo in prestito dalle sue rive i ciocchi più belli, quelli che profumano di bellezza e speranza, per costruire una struttura unica e speciale, colma di tradizioni e credenze ossificate nella sua essenza ma allo stesso tempo vergine di storie che è pronta ad accogliere.

…solo la casa di Giacomo aveva i muri che riflettevano i raggi di sole che rimbalzavano contro la grana fine delle pietre

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p. 21

La casa non è solo una struttura in cui si svolgono gli eventi della narrazione: è lei stessa voce narrante. Testimone silenziosa delle storie dei protagonisti, segue le vicissitudini sopperendo alle emozioni che la travolgono, impregnando di vita le sue pietre spezzate a metà.

Lei, bellissima e intoccabile, assiste a tutto: alla vita di Anna e Giacomo, al declino del loro figlio, alla nascita del nipote Marco fra le braccia dell’acqua. Due figli dello stesso padre: il lago d’Idro. 

Sempre la casa accompagnerà poi il ragazzo, divenuto uomo, nel corso della sua vita, interpretando lei stessa il suo ruolo silenzioso di bussola e archivio di memorie, belle e brutte che siano.

…sentire di nuovo il profumo dei prati e dell’orto intorno a casa, le gradevoli fragranze sprigionate da ogni tipo di erba aromatica e le essenze contenute negli innumerevoli vasi della nonna… e la dolce brezza portare a spasso il profumo tipico delle acque del lago.

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p. 98

Marco, nonostante gli errori dei genitori, il loro declino nell’oblio della dipendenza e il conseguente abbandono del neonato, cresce circondato dall’amore dei nonni paterni, che se ne prendono cura. Il ragazzo è brillante, intelligente e il futuro davanti a sé è pieno di opportunità. Ha tuttavia un animo umile, ereditato dalle sue figure di riferimento, che gli permettono di rimanere con i piedi ben saldi a terra.

E lui, quella terra, non ha intenzione di lasciarla. La sua anima gentile è radicata nella tradizione insegnatagli dalla storia e dal nonno, l’essenza è ancorata a quelle acque che l’hanno accolto alla vita.

Poter annusare nuovamente la parete della casa lunga e stretta, cogliere gli umori sprigionati dai sassi spezzati, con le facce bitorzolute e sghignazzanti come a prendere in giro il sole, affacciato al monte Stino per rivelarsi all’alba.

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p. 98

Ma l’amore per la propria casa, talvolta non basta. Ci sono luoghi magici ma privi di opportunità e, per un ragazzo pieno di vita e ambizioni come Marco, l’unica scelta inevitabile è quella di partire, scoprire e vivere il mondo.

Il cuore, però, sa restare a casa anche quando il corpo è lontano; sa insinuarsi nei ricordi più dolci, nelle emozioni vibranti e perfino nei rapporti sinceri, come quello tra Marco ed Elena, la donna della quale si innamora che diventerà sua moglie e dalla quale avrà due bellissimi bambini: Luca e Martina.

Il silenzio e le erbacce avrebbero preso possesso dell’orto e nessun profumo di lavanda o di rose avrebbe più avvolto la casa lunga e stretta.

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p.136

A un certo punto della storia, però, arriva il tracollo della felicità, accompagnato dal gelo della morte. Il lutto, processo inevitabile, è direttamente proporzionale all’intensità dei legami. È durante questo passaggio che l’autore sorprende con la sua delicatezza nell’approcciarsi ad un tema così complicato.

Lì si era abbandonato ai suoi pensieri, alla sua esistenza tanto da commuoversi: sì, era stato liberatorio abbandonarsi alle emozioni, accarezzate dall’aria sottile dei monti che cullava il profumo del pino mugo e delle rocce, mentre il calore del sole gli era entrato dentro, fin giù l’anima

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p.138

La natura è ancora una volta protagonista in questo racconto struggente, avvolgendo il protagonista nelle sue braccia calde e rassicuranti, come una madre fa con il proprio bambino ferito. Lei, eterna e mutabile, che si inchina alla fragilità umana, accogliendo le emozioni nel riverbero di un grido vomitato.

Vuole allontanarsi da tutto quel dolore, pensando che forse, nella casa di sassi lunga e stretta, avrebbe trovato un po’ di sollievo. E, invece, si sbaglia. Il dolore è ancora più intenso (…)

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p.149

L’autore pone anche un’analisi accurata sulle diverse forme del lutto: c’è quello naturale, che seppur si speri sopraggiunga il più tardi possibile, è purtroppo certo; c’è poi quello innaturale, meschino, improvviso e crudele, che non si limita a straziare ma squarcia, nel profondo dell’animo.

Ettore Zappa, con compassione e tatto, ne analizza differenze e sfaccettature, descrivendo con notevole accuratezza le emozioni che si celano dietro al dolore.

Si sentiva aperto a metà, proprio come quei ciocchi di faggio, spaccati in due con tanto vigore dall’inclemenza della scure, sotto il portico dei nonni ad Anfo.

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p.168

La speranza di trovare giovamento nei ricordi felici della propria casa e della propria infanzia si frantuma non appena l’eco delle risate s’insinua in una mente corrotta dalla sofferenza. I ricordi diventano quindi una condanna, una tortura dalla quale fuggire per cercare di star meglio, in un ogni modo, perdendo anche sé stessi nel tracollo.

Non ha ancora le idee chiare, ma su una cosa era sicuro: deve andare via in un luogo lontano, dove provare a riprendere in mano le redini della vita.

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p.176

Scappare diventa una necessità, ma non sempre rappresenta la soluzione. Ognuno affronta il dolore in modo diverso, non esiste quindi una risposta univoca a un sentimento così primordiale.

Non c’è luogo lontano dal proprio dolore. L’unica via da percorrere per riprendere in mano la propria vita resta solamente una: rincominciare, a proprio modo, dalle piccole cose che portano un minimo di pace. Tuttavia, talvolta, non basta.

Osserva che le due case sono ormai abbracciate dall’erba alta, dove il canto dei grilli, che rispondono alle cicale manifestano una flebile presenza di vita.

Ettore Zappa, Nei sassi del lago, p.176

“Nei sassi del lago” è una storia di incredibile delicatezza, che racconta la vita con semplicità. Lo stile è lineare, il punto di vista abbraccia ogni protagonista.

I messaggi sono forti, commoventi ma pure struggenti. È una storia che consola e rassicura, insegnando a vivere appieno la vita; allo stesso tempo, però, mette il lettore di fronte al fatto che nessuno è indenne dalla sofferenza. Un’inconfutabile verità che si affida all’inevitabilità dello scorrere del tempo rende questa lettura vera e autentica: la paura della felicità è un effetto collaterale al danno del lutto.

Le emozioni sono dunque il fulcro della trama. Spetta al lettore interpretarle e trarre risposte alla domande inespresse che l’autore lascia in sospeso: è possibile liberare le emozioni positive, quelle che scarcerano il cuore dal peso dello strazio e donano pace, rinfrescando l’animo, anche quando il dolore diventa insopportabile? Oppure l’unico destino possibile resta abituarsi a convivere con le emozioni negative, talvolta morendo soffocati da esse?


Titolo: Nei sassi del lago
Autore: Ettore Zappa
Editore: Liberedizioni, 2025

Genere: Narrativa
Pagine: 218
ISBN: 9791255520801

Francesca Butti

Francesca Butti, classe 2001, nasce a Brescia e nella vita di tutti i giorni è estetista, con all’attivo un’attività in proprio. Scrive fin da quando ha imparato a impugnare una penna. Appassionata di poesia, legge qualsiasi genere letterario, prediligendo soprattutto romanzi rosa e fantasy. Da Settembre 2024, gestisce il suo blog “SolAmì” in cui, unendo le sue più grandi passioni, recensisce libri, mostra qualche idea viaggio e dà consigli di bellezza. Inoltre, da Settembre 2025 ha iniziato una collaborazione con il magazine “Bee Chronicles”, occupandosi di interviste e recensioni.

Potrebbero interessarti anche...

Abilita notifiche OK No grazie