Un poema epico rupestre scritto ai giorni nostri per dare voce alle famose incisioni risalenti all’età del ferro in Val Camonica

Letto e recensito da Eleonora Bravo per Brescia si legge
Ascolta: in questi versi proveremo a cantare di una storia il ricordo, che rischiava di perdersi nel dominio del tempo.
Simone Signaroli – L’Eroe e il Drago senza nome – p. 11
Eccentrico, come l’autore stesso lo definisce, è il poema eroico che il filologo Simone Signaroli ha scritto rendendo protagoniste indiscusse le incisioni rupestri presenti sulla roccia 12 del parco archeologico Seradina Bedolina.
La premessa è presto detta: le incisioni rupestri della Val Camonica possono essere molto più che tracce di vita vissuta. Potrebbero essere le illustrazioni di storie eroiche che non sono giunte a noi. Forse sono proprio le gesta di coraggiosi uomini contro draghi terribili le storie centrali di una ricca letteratura orale che purtroppo non ci è pervenuta. Grazie all’esercizio di stile dell’autore (nato a Brescia, ma innamorato delle tradizioni e della cultura camune, e socio della cooperativa sociale “Il Leggio”, attiva nella gestione di archivi, biblioteche e musei) possiamo oggi provare ad immaginare gli antichi eroi ritratti sulla pietra e scriverne le storie.
Nel suo “L’Eroe e il Drago senza nome” (Il Leggio, 2025), Signaroli scrive in italiano corrente un ipotetico, ma plausibile, poema epico, che avrebbe potuto essere tramandato oralmente di generazione in generazione nella Val Camonica dell’età del ferro.
Un drago ma anche un eroe senza nome
Un serpente straniero, venuto da lontano, minacciava le donne e gli uomini di questa terra, dal lungo fiume solcata e dissetata.
Simone Signaroli – L’Eroe e il Drago senza nome – p. 12
Per primo ci viene presentato il drago. L’orrenda creatura venuta da lontano per seminare morte e distruzione nella valle. Mentre il drago prende forma grazie alle parole del poema, frasi precise delineano i contorni della Val Camonica, narrando delle alte montagne e dei ghiacciai, delle valli e dei fiumi, e di tutti gli abitanti terrorizzati dalla crudele creatura. Tutti, ovviamente, tranne uno: l’eroe. L’età del ferro, così lontana, sembra trascorsa da poco nei confini conosciuti della Valle.
Perché un nome segreto è il solo che sia vero.
Simone Signaroli – L’Eroe e il Drago senza nome – p. 12
Non hanno nome né l’eroe né il drago, ma questa non è l’unica caratteristica che li accomuna, come si accingerà a raccontare il poema nello scorrere delle pagine. I due sono destinati a scontrarsi, a battersi, a cercare l’uno l’annientamento dell’altro, come in ogni poema epico che si rispetti, senza lesinare battaglie travolgenti e colpi di scena al limite dell’inverosimile.
Fino all’epilogo, in cui ritornano alcuni dei temi più cari all’epica: il divino e l’aldilà.
Il poema di Simone Signaroli è corredato dalle riproduzioni delle incisioni rupestri da cui ha tratto ispirazione, per dare ancora più senso, veridicità e completezza alla storia narrata e per ricordare al lettore che l’opera cerca di dar voce ad espressioni artistiche rupestri datate al VII-VI secolo a.C.
Molto interessanti le annotazioni finali dello stesso autore, in cui ripercorre il percorso che lo ha portato a scrivere il racconto epico, tra accenni a poemi anglosassoni e all’incisione scandinava dell’età del bronzo. Una chiosa, infine, che si sofferma poi a spiegare la metrica del poema, la sua struttura e le figure retoriche utilizzate.
Una lettura veramente molto breve, ma di grande interesse, che invoglia a tornare al parco archeologico per rivedere le incisioni rupestri con occhi nuovi, per provare ad immaginare altre storie, altre saghe, altri eroi senza paura e creature fantastiche.

Titolo: L’Eroe e il Drago senza nome
Autore: Simone Signaroli
Editore: Il Leggio, 2025
Genere: poema epico
Pagine: 43
ISBN: 9788899256166
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