“Il fantasma di Padernello”: una vicenda delicata e spirituale, tra storia e leggenda

Il castello di Padernello emergeva dalle spumose ombre degli alberi. I campi, ai suoi piedi, si bagnavano nel silenzio. Nel fossato, tremolava un rivolo di luce lattea – il riflesso della luna. Sopra l’erba che lo circondava, si libravano stille d’un lume differente: quello delle lucciole. Sull’angolo del torrione, una posizione impossibile a ogni vivente, era sospesa come un velo una figura.

Il fantasma di Padernello, Erica Gazzoldi

È il 20 luglio del 1480 e la giovane Biancamaria Martinengo si trova a cavalcioni sui merli del castello di Padernello. È una ragazza malinconica, non avvezza a soprusi e angherie e cagionevole di salute. Proprio per questo motivo il padre l’ha inviata da alcuni parenti in quel remoto paesino della bassa, dove l’atmosfera è così diversa da quella che si respira in città, a Brescia, con la speranza che possa ristabilirsi e acconsentire ad un matrimonio. Ha solo 13 anni Biancamaria e fatica a relazionarsi con le persone vicine a lei. Chissà perché quella fatidica notte decide di salire in cima al maniero, chissà cosa la spinge a sporgersi nel vuoto. Forse delle lucciole, animaletti così affascinanti da trasportarti con l’inganno nell’abisso, come il canto delle sirene. Qualunque sia stato il motivo, presto le acque del fiume inghiottono il giovane corpo della ragazza, portando con loro il suo mistero.

La leggenda narra che ogni dieci anni, nell’anniversario della sua scomparsa, la si possa incontrare tra le stanze del castello o sospesa sul fossato dove ha trovato la morte. Il suo nome però non è più Biancamaria, ma Dama Bianca.

Dalla realtà e dalla superstizione trae spunto la scrittrice Erica Gazzoldi per scrivere il romanzo breve Il fantasma di Padernello” (Swanbook, 2024), una settantina di pagine, cariche di atmosfere eteree e malinconiche che raccontano la ragazza dietro il fantasma che ancora oggi trova rifugio nel castello della bassa.

Una vesta perlacea e lunghi capelli neri; una sera estiva di luna piena e un castello che emerge dalle acque torbide del fossato circostante. Sono queste le caratteristiche con cui ci viene descritta l’apparizione periodica della Dama Bianca, uno dei tanti fantasmi protagonisti delle leggende della nostra provincia. A rendere più intensa questa storia è la giovane età della vittima e le assurde circostanze che hanno avvolto la sua morte. Biancamaria aveva solo 13 anni quando la vita le volò via in quella sera d’estate, ma l’autrice cerca di ridarle corporeità narrando la sua breve esistenza e restituendoci la figura di una ragazza amante dei boschi e della vita all’aria aperta, e lontana dai giochi di potere che animano la città in cui è nata. Figlia di Caterina Colleoni e del conte e condottiero Gaspare Martinengo, sa che presto anche per lei si apriranno le porte di un matrimonio combinato, come è stato per la madre, la nonna e tutte le donne della famiglia. Ma per brevi attimi riesce a godere della sua giovane età nel borgo di Padernello, fino al tragico epilogo.

Tra filanti spume di nebbia, colse intrichi di rami e i bagliori di un tappeto di foglie fradice. Le streghe delle fiabe che le aveva raccontato la nutrice non si sarebbero certo riunite laggiù, con quel tempo. Biancamaria sentì spirare da quei boschi un’aria di confidenza. I rami che intravedeva le sembrarono braccia protese, allacciate. Gli alberi avevano un loro lessico famigliare e lasciavano che lei ne sorprendesse i sussurri.

Il fantasma di Padernello, Erica Gazzoldi

Ai flashback dedicati a Biancamaria, Gazzoldi alterna la storia di un amore in procinto di sbocciare, quello tra Giorgio e Emilia, due ragazzi della Manerbio contemporanea che si ritrovano dopo alcuni anni di lontananza e le cui vite si intrecceranno a quella della giovane Martinengo. Emilia, amante di misteri e leggende, fa conoscere all’amico la storia di Biancamaria, accompagnandolo alla scoperta del castello e del territorio circostante. Giorgio ne rimane affascinato ma anche turbato: perché quel fantasma ritorna ancora oggi? Quale mistero racchiude tra le pagine del suo libro dorato?

La scrittura di Gazzoldi è poetica e ricca di sfumature. Sa cogliere tutte le emozioni dei protagonisti e l’uso abile delle parole è come una carezza sul volto. A tratti le frasi sono ostiche ma proprio per questo invitano il lettore e la lettrice a immergersi maggiormente nella storia.

Non si limita a descrivere una leggenda nota (la storia deve molto al libro “La vera storia della Dama Bianca” di Gian Mario Andrico, come sottolineato dalla stessa autrice), ma ci fa conoscere, romanzando, la vita troppo breve di una ragazza appesantita da una vita che non la rispecchia.

Un viaggio onirico e struggente che catturerà i lettori e le lettrici e li inviterà – perché no! – a recarsi personalmente a Padernello per conoscere un luogo magico, patrimonio culturale della nostra provincia.


Titolo: Il fantasma di Padernello
Autrice: Erica Gazzoldi
Editore: Swanbook, 2024

Genere: Narrativa
Pagine: 68
ISBN: 9791280357458

Chiara Massini

Laureata in "Scienze della comunicazione" e in "Editoria e giornalismo" a Verona, è appassionata da sempre di lettura e scrittura. Nel 2019 ha pubblicato la sua tesi di laurea dal titolo “La fanfiction” e successivamente alcuni racconti in antologie. Ha lavorato in biblioteca, si occupa di organizzare eventi e presentazioni di libri, gestisce un gruppo di scrittura online. Sul suo comodino non possono mai mancare almeno 3 libri (di cui uno urban fantasy) e un bicchiere di succo ace.

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