“Delitti imperfetti”: William Geroldi rievoca alcuni casi di nera ambientati nella Brescia di inizio Novecento ricostruendo un’epoca che non sembra poi così lontana

Con il libro “Delitti imperfetti – Omicidi, indagini e processi nella prima metà del Novecento bresciano” (Liberedizioni, 2025), William Geroldi restituisce il risultato di una ricerca svolta presso l’Archivio di Stato di Brescia, in cui sono conservati i fascicoli processuali versati in varie riprese dai Tribunali ordinari e d’appello

Geroldi è stato un giornalista che tra le rubriche del quotidiano “Bresciaoggi” si è occupato in particolare di temi riguardanti la Pubblica Amministrazione, la politica, l’ambiente ed i mutamenti sociali; dopo aver seguito un corso presso l’Archivio di Stato di Brescia, ha deciso di sviluppare una ricerca sulle vicende giudiziarie approdate nei processi celebrati nella prima metà del Novecento i cui atti, essendo decorsi settant’anni, sono liberamente consultabili. 

Lo studio si è focalizzato su nove casi di omicidio di competenza della Corte d’Assise che, al tempo dei casi giudiziari illustrati, si trovava a Brescia in Via San Martino della Battaglia, nel seicentesco Palazzo Martinengo delle Palle.

La lettura del libro fa emergere le voci di un mondo antico, che non esiste più: spesso i personaggi parlano stentatamente la lingua italiana, quasi sempre sono analfabeti, nella maggior parte dei casi svolgono lavori dimenticati e miserabili, che assicurano loro la minima sussistenza. 

Lo spaccato della società rappresentata è prevalentemente composto da persone povere, a volte disposte a tutto per garantirsi un tenore di vita migliore: e così veniamo a conoscenza del caso di uno studente che, per mantenere la fidanzata, uccide un suo allievo di cui cerca di impossessarsi di beni e denaro; del mandriano che adesca, violenta e uccide le pastorelle; del ruffiano che in un impeto d’ira uccide la moglie prostituta o, ancora, di controversie tra fratelli conduttori di terreni a mezzadria. 

La vicenda forse più sordida, e maggiormente rappresentativa del clima dell’epoca, è a giudizio di chi scrive quella di un personaggio torbido, prima repubblichino poi passato alle brigate partigiane che, rifiutato dall’amante, decide di ucciderla coinvolgendo nella sparatoria anche una bambina di tre anni, che soccombe.

La Corte riconosce le attenuanti generiche “nonostante la spietata gravità del delitto commesso”, sia per i suoi ottimi precedenti, sia per la responsabilità morale che ricade su Ida C. la quale, obliando i suoi doveri di sposa e di madre aveva alimentato per lunghi mesi quella passione che aveva portato il Gaetano G. alla perdizione.” In quest’ultimo passaggio della sentenza è evidente il clima culturale dell’epoca, che imputa la donna la responsabilità della deriva violenta di una relazione extraconiugale.

William Geroldi – Delitti imperfetti – pag. 44

La Corte, in sintesi, ritiene corresponsabile la donna in merito a quanto le è accaduto. I comportamenti femminili, sotto la lente d’ingrandimento di magistrati maschi, spesso portano al riconoscimento di attenuanti e a sconti di pena. 

I casi analizzati, prescindendo dall’ambito sociale che nel tempo si è modificato, dimostrano che le pulsioni umane purtroppo troppo spesso prendono derive incontrollate, ora come allora. In un altro caso un commerciante, appartenente ad una classe sociale benestante, non rassegnandosi all’abbandono da parte dell’amante, uccide la moglie e sembra qui di leggere la pagina di un giornale di oggi:

Egli non si era probabilmente rassegnato e “ciò lo indusse a vedere in lei, la moglie, la nemica, colei che per il sol fatto di essere moglie gli osteggiava la realizzazione delle sue turpi voglie. Di qui il rancore sordo, l’indifferenza, il disprezzo verso l’infelice donna…”

William Geroldi – ivi – pag. 72

Elemento sorprendente che emerge dallo studio è quello per cui le indagini che portano all’individuazione e all’arresto dei colpevoli sono evidentemente svolte con modalità elementari, ben diverse dall’uso della strumentazione scientifica di cui sono oggi dotate le magistrature inquirenti. L’esito del giudizio si basa frequentemente sull’intuito, su voci riportate anche se di bambini molto piccoli, su osservazioni di dettagli. 

Dai verbali, dalle lettere dei protagonisti, dalle perizie e dalle testimonianze l’autore ricostruisce uno scenario su cui si muovono gli organi inquirenti, i colpevoli e le vittime, spesso donne, bambini e persone inconsapevoli, restituendoci l’affresco di un mondo così diverso e nello stesso tempo così simile a quello odierno. 


Titolo: Delitti imperfetti – Omicidi, indagini e processi nella prima metà del Novecento bresciano
Autore: William Geroldi
Editore: Liberedizioni, 2025

Genere: storia bresciana
Pagine: 110
ISBN: 97912555206 41

Candida Bertoli

È laureata in Giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto amministrativo comparato: la tesi di dottorato, sulla protezione dei beni culturali, è depositata all’Unesco, a Parigi. Adora leggere fin da quando era bambina e le sue passioni sono l’arte e la storia. Per anni ha gestito i volontari del FAI sia a livello cittadino che regionale e ama raccontare Brescia. La sua casa è piena di libri, in ogni spazio possibile e di ogni genere. Partecipa al Festival della Letteratura di Mantova da sempre, e nel 2019 le è stato conferito il premio di “Massimo esperto della storia del Festival”

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