“Tourist!” Il fascino del viaggio sul Garda tra romanticismo e Belle Époque nel catalogo della mostra allestita al Museo di Salò
Letto e recensito da Camilla Castiello per Brescia si legge
Ci sono luoghi che non si limitano a essere visitati, ma che finiscono per abitare l’immaginario di chi li attraversa. Tra Ottocento e Novecento il Lago di Garda è stato uno di questi luoghi: una meta capace di affascinare viaggiatori provenienti da tutta Europa, che hanno affidato alla memoria, visiva e scritta, il racconto di un paesaggio sospeso tra natura, storia e cultura. Il Garda è stato, infatti, una tappa privilegiata del Grand Tour, un lungo viaggio trasformato in una forma di educazione allo sguardo.
È proprio da questa memoria condivisa che prende forma il catalogo “Tourist! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque”, relativo all’omonima mostra temporanea allestita presso il Museo di Salò fino al 4 ottobre 2026 che con oltre cento opere tra disegni, acquerelli, manifesti, guide illustrate, abiti e oggetti da viaggio, nonché un ampio repertorio fotografico, documenta un secolo di trasformazioni in cui il Garda e i suoi territori tornano protagonisti di una storia che è insieme culturale e sociale.

La riscoperta del turismo gardesano fin dalle sue origini
Il volume non si limita ad accompagnare il percorso espositivo, ma ne prolunga l’esperienza grazie ai preziosi saggi critici al suo interno capaci di fotografare un territorio che vede nascere quella che poi verrà definita “l’industria del forestiero”: non solo l’origine del turismo moderno, ma una vera metamorfosi del paesaggio e dell’economia, segnata dalla costruzione di alberghi, ville e giardini, nonché dall’affermarsi di una cultura dell’ospitalità.
Tra i molteplici contributi spicca il saggio di Attilio Brilli, massimo studioso italiano del Grand Tour, che delinea l’ingresso del Lago di Garda nell’immaginario del viaggio europeo.
Brilli osserva, in prima battuta, come il Garda sia da sempre una fonte inesauribile di suggestioni emotive: la percezione della realtà muta appena il viaggiatore straniero vi giunge, primo fra tutti Goethe, che durante il suo soggiorno ha la sensazione di vivere “una fittizia, sentimentale sospensione del fluire del tempo”.
Stendhal ne traccia una visione d’insieme, celebrando le rotte d’acqua e i marcati contrasti geografici fino a definirlo, con ogni probabilità, il paesaggio più affascinante del mondo.
E se per Stendhal il territorio si svela nella sua imponenza fisica, per l’autrice britannica Anna Jameson il Garda diventa un vero e proprio antidoto alla malinconia. Attraverso la finzione romanzesca, Jameson descrive un ambiente accogliente, dove l’intenso azzurro del cielo e delle acque fa da sfondo alle rovine della villa di Catullo, instaurando un dialogo intimo con la sensibilità del viaggiatore.
A questa dimensione contemplativa si affianca la prospettiva di Antoine-Claude Pasquin, noto come Valery, il quale firma una guida di spiccata utilità pratica rivolta al pubblico colto dell’epoca romantica. Nelle sue pagine, gli abitanti del luogo sembrano custodire valori e tradizioni all’interno di un tempo sospeso, evocando le atmosfere già descritte da Goethe. Poco più tardi, anche George Sand consacra il Garda come il più bello tra i bacini lacustri italiani, intuendo la futura evoluzione dei borghi rivieraschi verso una vocazione più turistica e ricreativa.

I cambiamenti dettati dalla nascita del turismo moderno
Brilli prosegue il suo itinerario mostrando come, tra gli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento, l’armonioso equilibrio tra natura incontaminata e presenza umana inizia a incrinarsi. L’insediamento dei primi grandi complessi alberghieri e delle dimore di lusso segna la nascita del viaggio di benessere, concepito come luogo di cura per il corpo e lo spirito, ma anche come spazio di liberazione dai rigidismi sociali e morali.
Sul finire dell’Ottocento, la propensione introspettiva della stagione romantica lascia il passo a un diffuso ottimismo e a una spinta verso la spensieratezza. Il lago cessa di essere un mero specchio dell’interiorità e viene percepito come un’entità geografica a sé stante, un’oasi di isolamento. Thomas Mann individua in questa condizione di separatezza una preziosa barriera protettiva contro i logoranti ritmi della vita moderna. Ecco che, allora, il paesaggio acquisisce una sfumatura più sensuale ed esotica: come evidenziato dal compositore Gabriel Fauré, l’introduzione dei giardini subtropicali proietta sull’ambiente gardesano suggestive atmosfere estremo-orientali.
Con il nuovo secolo, la quiete del Garda viene spazzata via dal simbolo per eccellenza della velocità: l’automobile. I diari di viaggio di Dan Fellows Platt, scritti a bordo delle prime vetture, ci restituiscono il ritratto di un territorio dinamico, fruito a ritmo accelerato.
La parentesi edonistica e il “compiaciuto oblio” della Belle Époque, tuttavia, si interrompono bruscamente con lo scoppio del primo conflitto mondiale, e la letteratura di viaggio del periodo registra inevitabilmente l’impatto della presenza militare lungo i litorali. È solo nell’immediato dopoguerra che il territorio ritrova la propria vocazione, facendo leva sul patrimonio culturale e sulle tradizioni italiane come motore essenziale per la rinascita del Paese.
Dal viaggio “emozionale” all’industria del turismo
Nel suo lavoro di ricerca, Attilio Brilli non si limita a ricomporre il mosaico di impressioni lasciate dai grandi viaggiatori del passato. La sua indagine si spinge oltre, accendendo un faro sulla nascita della primissima editoria turistica e su quel cambio di paradigma che, a partire dagli anni Trenta dell’Ottocento, ridefinisce il modo stesso di esplorare il mondo.
All’inizio chi viaggia si affida quasi esclusivamente ai diari e alle mappe tracciate da chi lo ha preceduto, ovvero a resoconti intimi, sbilanciati, carichi di giudizi personali. A poco a poco, però, questo passaparola letterario lascia il posto a strumenti del tutto inediti: rassegne sistematiche, mappe rigorose e itinerari scientificamente organizzati. Fa così il suo ingresso sulla scena un modello di guida più neutrale e preciso, capace di censire il territorio sia nei suoi tratti fisici che nel suo patrimonio storico-artistico. Marchi storici come Murray, Baedeker e Artaria intuiscono per primi le esigenze di un pubblico nuovo fatto di viaggiatori pratici, che alle descrizioni poetiche preferiscono indicazioni puntuali su trasporti, tappe, strutture alberghiere e stazioni termali.
Eccezione fanno le guide monografiche, focalizzate sulle singole località del Garda. Qui il formato classico della guida si piega a un racconto più caldo e immersivo: l’autore non scompare dietro la freddezza dei dati, ma resta protagonista della pagina, garante in prima persona di ciò che descrive. In queste opere, il testo si sposa con un ricco apparato illustrativo fatto di vedute dipinte e scene di genere, spesso accompagnate da annotazioni che indicano con esattezza il punto d’osservazione ideale per godere del panorama. Un racconto visivo che, anziché indugiare sugli insediamenti urbani, sceglie deliberatamente di celebrare la natura lussureggiante e incontaminata del Lago.

Quello di Brilli, in fin dei conti, è un vero e proprio invito a riscoprire quel modo di spostarsi, così distante dalla frenesia contemporanea, non come un semplice esercizio di nostalgia, ma un promemoria prezioso che ha ancora molto da insegnare a chi oggi attraversa i luoghi con troppa fretta e poca attenzione. Oltre che raccontare una stagione ormai conclusa, in effetti, il catalogo, in ogni suo contributo, fa una riflessione sull’identità profonda del Garda, mostrando come la sua vocazione internazionale non sia il prodotto della contemporaneità ma l’esito di una lunga storia di incontri, di sguardi e di meraviglia. La mostra stessa, così, restituisce il senso originario del viaggio: non solo l’attraversamento di un luogo, ma l’esperienza di una trasformazione, in cui il paesaggio cambia chi lo osserva e, al tempo stesso, viene cambiato da chi lo abita e lo racconta.

Titolo: Tourist!
Autori: Paolo Boifava e Maria Paola Pasini
Editore: Scripta Edizioni, 2026
Genere: catalogo mostra
Pagine: 204
EAN: 9791256540846
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