La nuova edizione di “Storia di Brescia” di Giuseppe Fusari: un viaggio nel passato e nell’arte dalle origini ad oggi
Letto e recensito da Candida Bertoli per Brescia si legge
Chi visita oggi Brescia, si trova davanti a un’area archeologica tra le più belle ed imponenti d’Italia: la piazza del Foro con il tempio che sorge su un alto basamento, il teatro …e a chiudere la piazza, i resti della Basilica, inglobati in un edificio architettonicamente modesto, non fosse per quei marmi candidi che neppure l’offesa dei secoli è riuscita a smangiare nella loro solenne bellezza.
Giuseppe Fusari – Storia di Brescia dalle origini ai giorni nostri – pag. 97
Presentare l’autore del libro da cui è tratta questa citazione è forse superfluo: Don Giuseppe Fusari è infatti un noto studioso, è stato a lungo Direttore del Museo Diocesano cittadino ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni di carattere scientifico riguardanti l’arte e la cultura bresciana, a cui si è recentemente aggiunto un romanzo noir dal titolo “I morti non mi sono mai piaciuti”.
“Storia di Brescia dalle origini ai giorni nostri” (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2026) è una nuova edizione, rivista ed ampliata, di una omonima precedente pubblicazione data alle stampe nel 2016. Il racconto della storia cittadina si dipana con uno stile accattivante ed un ritmo serrato, ma non per questo risulta superficiale. Lo sviluppo di Brescia, le dominazioni che si sono succedute nel tempo, l’evoluzione urbanistica, l’aspetto proto-industriale prima e industriale poi, delineano il profilo di una comunità dedita pervicacemente al lavoro ma che, nello stesso tempo, non manca di abbellirsi con palazzi dalle sobrie facciate e dagli interni sontuosi.
La città e i suoi artefici
Brescia è una città che sorprende: chi la visita per la prima volta non si aspetta di riempirsi gli occhi con le vedute di un luogo così ricco di storia: le vestigia romane e quelle medievali, le testimonianze delle signorie e della dominazione veneta e via via fino ai giorni nostri, sono tutti aspetti che vengono accuratamente illustrati nel libro.
Gli artisti che hanno lasciato la loro impronta in città sono numerosissimi. Don Fusari ricorda, tra i molti, i pittori che hanno contribuito a decorare la chiesa di Sant’Afra (ora dedicata a Sant’Angela Merici) e ancora gli architetti che sono intervenuti nelle diverse fasi della costruzione del palazzo municipale della Loggia, Palladio e Sansovino solo per citare i nomi più noti, senza dimenticare le opere di Tiziano andate perdute nell’incendio del 1575.
Il Martinengo non bada a spese per decorare la sua chiesa appena ricostruita: fa arrivare per Sant’Afra le opere dei pennelli più famosi Venezia, tra tutti Jacopo Tintoretto per la pala dell’altare maggiore, raffigurante la “Trasfigurazione”, Paolo Veronese con il “Martirio di Sant’Afra” (ora nella chiesa di Sant’Afra in Sant’Eufemia) e Jacopo Bassano con il “Battesimo di Sant’Afra”. E accanto a questi il giovane emergente, discepolo prediletto di Tiziano, Palma il Giovane…
Giuseppe Fusari – op. cit. – pag. 94
I nomi delle personalità che costellano il libro sono moltissimi, dai Re Longobardi fino a Papa Montini: la storia della città è opera di artisti, statisti, donne e uomini di cultura la cui quantità e qualità forse sorprenderà.
In poco più di 200 pagine, in formato tascabile, Brescia si mostra al lettore nelle sue molteplici sfaccettature, dalla proverbiale laboriosità alla capacità di innovazione dimostrata nei settori più diversi. L’autore illustra la nascita degli istituti di credito e le opere assistenziali, la costruzione del grattacielo di Piazza Vittoria che per molti anni vanterà il primato dell’altezza, la realizzazione del primo cimitero monumentale:
Anche la città si trasforma: sulla spinta dell’editto di Saint-Cloud si decide di costruire un camposanto che prende forma sotto la penna dell’architetto bresciano Rodolfo Vantini e diventa modello per i cimiteri monumentali di tutta Italia. Costruito a più riprese dal 1815, il cimitero (che, in onore dell’architetto, è conosciuto con il nome di “Vantiniano”) diventa, nel corso dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, il polo di attrazione per gli scultori, chiamati a realizzare i monumenti per le famiglie più in vista della città. A tutti gli effetti è un museo a cielo aperto nel quale si incontrano tutti i maggiori esponenti della scultura lombarda del XIX secolo..
Giuseppe Fusari – op. cit. – pag. 123
Brescia e i bresciani
Spesso ci siamo chiesti se esista la “brescianità”, una caratteristica che lega in misura più o meno evidente gli abitanti della nostra città. Nel libro questo aspetto emerge in filigrana: l’attitudine al lavoro quasi di stampo calvinista dimostrata nei secoli, il senso del dovere che si manifesta anche in campo sociale nell’assistenza alle fasce più fragili, contribuiscono alla costruzione dell’anima della città, alla sua identità.
Infine, la Chiesa cattolica in città ha sempre avuto un peso rilevante sia nell’amministrazione che nella finanza, nell’educazione e nell’assistenza. L’autore analizza nel saggio l’operato della Chiesa bresciana, di cui fa parte, ma il suo sguardo non appare ideologico evidenziando anche le difficoltà incontrate dall’istituzione religiosa nel mondo secolare.
Il testo è corredato da moltissime immagini storiche della città, mediante le quali il lettore può agevolmente seguirne lo sviluppo e, a volte, soffermarsi con lo sguardo su vie e quartieri, abiti e panorami che nel tempo si sono profondamente modificati e che lasciano il segno come di una fiaba conosciuta e amata.

Titolo: Storia di Brescia dalle origini ai giorni nostri
Autore: Giuseppe Fusari
Editore: AIEP, 2026
Genere: Edizioni Biblioteca dell’Immagine
Pagine: 223
ISBN: 978 88 63913873
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