“Nel nome del signore”: l’avvocato Massaro indaga in una Brescia scossa dalla pandemia tra i corridoi della Poliambulanza
Letto e recensito da Katiuscia Rigogliosi per Brescia si legge
Il suo corpo meritava la morte, ma la sua anima forse si può salvare se qualcuno prega per lui.
Sergio Arcai, Nel nome del Signora, pag. 61
Ci sono luoghi che la nostra mente, automaticamente, cataloga tra i luoghi “sicuri”, quelli dove ognuno di noi può sentirsi protetto, può venire curato, può essere seguito e guidato in un percorso di guarigione e rinascita: si tratta di luoghi di cura, come gli ospedali, e luoghi di preghiera, come i conventi.
C’è poi la realtà, quella dei telegiornali, dei fatti di cronaca, dei quotidiani con i titoloni in grassetto in prima pagina, che rimescolano le carte e dimostrano al mondo che nessun luogo è sicuro, e che anche nei posti ritenuti più sicuri può accadere di tutto.
La storia narrata in “Nel nome del Signore” (Calibano Editore 2026) è proprio questa: un luogo sicuro profanato, protagonisti innocenti additati e vittime carnefici. Sergio Arcai, noto penalista in pensione, nel quarto capitolo della saga dell’Avvocato Massaro riesce in maniera tanto egregia quanto delicata a trattare un tema ostico e attuale.
Il confine tra sacro e profano
Concetta Maggio è una novizia delle Ancelle della Carità, che porta il suo contributo come infermiera nei corridoi del Poliambulanza. È giovane, gentile, educata, sempre sorridente, sempre disponibile. Ed è carina, molto carina: nascosto sotto il velo e sotto la tunica si intravede un corpo aggraziato, ben formato.
Claudio Simonelli è un medico ginecologo, affermato e conosciuto, molto competente e preciso, richiesto tra le giovani madri e consigliato dalle anziane pazienti. Sotto quel camice indossato in maniera disinvolta, nasconde però un’ossessione: quella della dominanza, del volere a tutti i costi possedere le donne, sottometterle al proprio volere – e al proprio piacere.
E cosa c’è di meglio che sottomettere una futura suora?
È questo che deve aver pensato il dottor Simonelli, quando si è avvicinato con fare malizioso alla dolce Concetta.
Ma tutto, a questo mondo, segue un destino segnato, una strada già indicata. Infatti l’ambiguo giovane medico verrà ritrovato cadavere, legato ad un letto nella saletta dei medici dell’ospedale.
Si vocifera che sia stato vittima di un rito satanico, o che qualcuna della sue vittime si sia vendicata, o che qualche marito geloso abbia provveduto a farlo tacere. Tutto è possibile, e solo l’Avvocato Massaro, difensore della povera Concetta – unica indiziata per l’omicidio – potrà risolvere il misterioso arcano.
Attualità tra le pagine di un romanzo
Anche questo romanzo, così come quelli precedenti della saga dell’Avvocato Massaro, descrive una storia che potrebbe essere tranquillamente pubblicata su un quotidiano di ieri o di domani.
Non è raro infatti leggere di casi di abuso – sotto ogni aspetto – negli ospedali, così come non è raro sentire di storie di prelati coinvolti in crimini sessuali, per non parlare della quotidianità con cui le nostre orecchie ascoltano storie di abusi su donne, ragazze, signore da parte di uomini di poco conto che, con la scusa dell’abito che indossano, credono di poter sfuggire alla legge.
Sergio Arcai, con il suo solito piglio tecnico e la sua precisione nella narrazione dei fatti, riesce a dare voce a tutte le donne abusate e a far puntare il dito verso l’essere umano più abbietto.

Titolo: Nel nome del Signore
Autore: Sergio Arcai
Editore: Calibano Editore
Anno: 2026
Genere: Giallo
Pagine: 174
ISBN: 9791256190911
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