“La Lumezzane che non c’è più” di Egidio Bonomi: uno sguardo su mezzo secolo di storia del comune valtrumplino

He piö contécc a dà che a ciapà.

(Si è più felici a dare che a ricevere)

C’è un modo di dire, tipicamente italiano, che dice che “ogni mondo è paese”. E se pensiamo a come noi italiani siamo attaccati alla nostra terra, alle nostre origini, ai luoghi che ci hanno visto nascere, direi che quel modo di dire non è solamente una frase che viene riportata ai più per descriverci, ma è la pura verità.

Partendo da questo presupposto, Egidio Bonomi – giornalista firma del Giornale di Brescia e autore di innumerevoli saggi e romanzi – prosegue il lavoro portato avanti – ad esempio – in Ministro tornando a raccontare il suo attaccamento alla propria terra raccogliendo aneddoti e storie in “La Lumezzane che non c’è più” (Compagnia della Stampa, 2025).

Lumezzane era, ed è tuttora, un mondo a parte rispetto a qualsiasi altro luogo della provincia bresciana. Cuore pulsante della Val Gobbia, una valle laterale rispetto alla Val Trompia che serve da collegamento con la vicina Valsabbia, Lumezzane è da sempre sia comune montano – nel verso senso della parola – sia comune industriale.

Un territorio che il libro di Egidio Bonomini lo in tutte le sue sfaccettature, in una trentina di capitoli tutti molto veloci da leggere ma decisamente densi di ricordi, di dettagli, di vita. L’autore racconta infatti il paese anche attraverso la propria personale lente, recuperando i ricordi della propria infanzia e della propria adolescenza senza però mai mettersi al centro della storia, ma descrivendo al lettore gli usi e costumi dei suoi concittadini, dei suoi avi o di alcuni personaggi noti della valle.

Vengono così descritti gli innumerevoli campanili delle Chiese, che contraddistinguono ogni frazione e il legame con la religione e con gli uomini di Chiesa, o gli alberghi, che man mano nel tempo sono andati a scomparire per lasciare spazio a fabbriche e industrie. Riaffiorano ricordi gioiosi, pensando ai giochi in strada tra ragazzi e alle estati afose sopportate rinfrescandosi alle fontanèl, così come ricordi drammatici quando viene descritto l’enorme incendio del 1922, che distrusse quasi completamente la Chiesa di Sant’Apollonio.

Viene presentata ai lettori la Lumezzane dei primi anni ‘50 del secolo scorso, mostrando la trasformazione da semplice comune agricolo, ricco di persone legate alla terra, alla natura, alle proprie montagne, a comune re dell’acciaio, con la nascita di fabbriche più o meno grandi in cui questo materiale viene lavorato per essere trasformato o in tondini per la grande industria della pianura o in oggetti di uso comune come le posate.

Nel mezzo, storie di uomini e donne tutte d’un pezzo, con saldi principi, idee ben chiare e stili di vita che fanno sì che persone e luoghi diventino un tutt’uno.

Grazie anche a molteplici inserti fotografici d’epoca, il lettore riesce – anche se proviene da terre lontane – a sentirsi parte del grande territorio lumezzanese.


Titolo: La Lumezzane che non c’è più
Autore: Egidio Bonomi
Editore: Compagnia della Stampa, 2025

Genere: saggio
Pagine: 264
ISBN: 9791256710102

Katiu Rigogliosi

Diplomata alla scuola d'Arte al corso di operatrice d'arredamento, nella vita si occupa di progettazione di interni, realizzando meravigliose SPA in giro per il mondo. Nata a Milano, cresciuta tra Piacenza e Bergamo, maturata sotto la mole di Torino, risiede oggi nella provincia al di là del fiume Oglio. Legge da quando ha memoria e non disdegna nessun genere, anche se le si illuminano gli occhi quando si tratta di sparatorie, uccisioni ed indagini. Gestisce un gruppo di Staffette Letterarie su Facebook, perché crede che la lettura condivisa in ogni parte d'Italia sia la cosa migliore che possa esistere.

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