Istruzioni per una rassegna letteraria di successo. Intervista a Laura Marsadri (Giallo Garda)

Immagine tratta da giorgioviola.wordpress.com

Intervista a cura di Andrea Franzoni per Brescia si legge

Attivo dal 2015, il Festival Giallo Garda è uno delle realtà letterarie più dinamiche e intraprendenti del nostro territorio. Dal premio nazionale (e poi internazionale) alle numerose presentazioni fino all’Accademia Noir, un ciclo di incontri gratuiti in streaming dedicati al genere giallo (la nuova edizione sarà inaugurata martedì 2 novembre alle ore 20.15 – info qui), ed alla prossima presentazione al circolo Arci Bellezza di Milano in occasione di Book City, le iniziative messe in campo sono state molte ed hanno permesso a Laura Marsadri e al suo gruppo di costruirsi un bel seguito e di farsi conoscere nella nostra provincia ma non solo superando indenni anche il periodo dei lockdown.

Alla base del successo di Giallo Garda ci sono entusiasmo e serietà, ma anche la capacità di fare rete sia consolidando la propria presenza sul territorio sia collaborando con festival e realtà culturali di altre province italiane. Oltre, naturalmente, alla capacità di progettare e di non fermarsi mai.

Ne abbiamo parlato con Laura Marsadri, animatrice di Giallo Garda, cercando di conoscere meglio la storia Giallo Garda ma anche facendoci raccontare qualcosa di più riguardo all’Accademia in partenza nei prossimi giorni, alla fortuna (ed alla dignità) del genere giallo ed allo stato della scena letteraria bresciana.

Il Festival Giallo Garda è una realtà consolidata nel panorama letterario bresciano e non solo. Com’è nata quest’esperienza, e quali credi siano stati i punti di forza che gli hanno permesso di sopravvivere e di affermarsi negli anni?

Giallo Garda è nato nel 2015 dalla volontà di sei amici lettori amanti del genere che, costituendosi in associazione, hanno pensato di creare in primis un Premio Letterario e successivamente di coinvolgere il pubblico con le presentazioni di autori. I punti di forza sono da un lato la serietà della giuria che, anche grazie a lezioni apposite, ha espresso un alto e professionale grado di valutazione delle opere facendo sì che il Premio diventasse internazionale; e dall’altro la capacità di fare rete con il territorio e creando sinergie con altri festival nazionali di ogni genere letterario. Un importante intervento si è concretizzato nella rete Pym che unisce noi alla Fiera del Libro di Iglesias, Elba Book Festival e Officine Wort di Imola. Una collaborazione rilevante è nata con Urbinoir, festival dell’università Carlo Bo di Urbino.

Non fermarsi mai, elaborare strategie e condividere esperienze sono gli elementi che caratterizzano l’operato dei volontari del Festival Giallo Garda che incessantemente rispondono a richieste di vario genere e instancabilmente viaggiano per promuovere il festival presso altri eventi e rassegne facendosi partner e operando in prima persona. Il 20 novembre saremo a Book City a Milano, presso Arci Bellezza, con un evento dal titolo “Intorno al lago” in collaborazione con La Bottega del Giallo e che coinvolgerà sei scrittori e vedrà l’esordio di Adriano e Isotta, due tredicenni, che hanno scritto una interessante spy story.

In cosa consiste la nuova edizione dell’Accademia Giallo Garda? A chi si rivolge, e come si fa a partecipare?

Reduci dalla buona riuscita nei primi mesi del 2021 di Accademia Noir, il Comitato ha deciso di riproporre una nuova edizione che ha come sottotitolo “Parole, immagini, suoni”. Da martedì 2 novembre alle ore 20.15 incontreremo i nostri appassionati lettori, scrittori e amanti del genere giallo in streaming.

Una serie di incontri dedicati alla letteratura gialla e non solo che toccheranno tre elementi: le parole con gli autori, le immagini con la proiezione di film e cortometraggi e i suoni che ci permetteranno di indagare nella profondità del genere giallo.

La rassegna è curata dal Dott. Carlo Zaza- Magistrato. Per partecipare è necessario entrare nel nostro sito www.festivalgiallogarda.it alla voce Accademia sarà possibile prenotarsi per ogni singolo evento, in seguito si riceverà un link da utilizzare per il collegamento serale.

Tutto gratuito, ma con iscrizione obbligatoria.

Quello “giallo” è oggi un genere estremamente amato ed apprezzato, sia dagli autori che dai lettori, anche a livello locale. Accanto ai molti che lo amano, non sono però pochi quelli che lo considerano quasi un genere di serie b, una forma di letteratura popolare che tende ad essere sempre un po’ uguale a se stessa e che anche per questo risulta di facile consumo, ma appare dotata – da un punto di vista culturale – di un peso specifico minore. Cosa risponde la direttrice del festival Giallo Garda a chi in un certo senso considera il giallo un genere “minore”?

La nostra risposta è molto semplice: partecipare anche ad una sola serata di Accademia permetterà al lettore per così dire “prevenuto verso il genere” di scoprire l’ immenso mondo che si cela dietro e dentro un romanzo giallo.

Le incredibili sfaccettature dei generi diversi, l’immensità e la cura dei dettagli lasciati per strada dallo scrittore, le tecniche di investigazione, lo studio delle dinamiche procedurali, la psicologia dei personaggi, l’ambientazione accurata, sono solo alcuni elementi che dovremmo considerare approcciandoci a un pur semplice giallo. Infinite sono le sfumature del genere come gli stili narrativi che hanno portato scrittori e accademici a riconsiderarlo come uno strumento capace di raccontare la realtà e far giungere ad un sempre più vasto pubblico le problematiche sociali e i rapporti umani.

Brescia si legge nasce, e sceglie di dedicarsi agli autori bresciani, anche per provare a dare una mano a chi vuole occuparsi di letteratura in una provincia che storicamente è votata a tutt’altro. La provincia di Brescia, tra l’altro, è una provincia tra le più ricche e popolose d’Italia ma ha enormi difficoltà a rappresentarsi e ad affermarsi in ambito letterario: basti pensare al fatto che, tranne pochi casi sporadici e “casuali”, il sistema Brescia non è mai stato in grado di “incubare” autori capaci poi di affermarsi a livello nazionale. Dal suo osservatorio di animatrice culturale, come giudica Laura Marsadri il tessuto culturale e la “scena letteraria” bresciana?

Si, avete ragione, noi bresciani siamo più dediti al lavoro, alla solidarietà e teniamo in secondo piano l’ambito culturale. Siamo ancora legati al pensiero che fare cultura non produce qualcosa di visibile nell’immediato, è qualcosa che difficilmente possiamo toccare con mano. I risultati si vedono solo a lungo termine e per una provincia vocata al “tutto e subito”, che in parte non è sbagliato, questi tipi di investimento risultano poco appetibili.

Possiamo testimoniare come sono difficili i rapporti con certe istituzioni del territorio, tanto è vero che il primo comune che ci ha chiesto di curare una rassegna letteraria è stato Riva del Garda in provincia di Trento, ma piano piano Giallo Garda ha acquisito credibilità e tante porte si sono aperte creando davvero delle lodevoli collaborazioni e, soprattutto, dei meravigliosi rapporti di amicizia.

Dall’altro alto forse non abbiamo ancora elaborato che l’autore non è solo rappresentante del romanzo che ha scritto, ma porta con sé la sua territorialità e questo è, senza ombra di dubbio un volano incredibile di promozione turistica e del territorio. Ne è esempio la antologia “Giallo in Tour”, una raccolta di racconti ambientati nei luoghi di nascita degli autori selezionati che abbiamo pubblicato quest’anno con la casa editrice isenzatregua di Riva del Garda.

Quanti di noi non hanno desiderato dopo aver letto un libro o visto una serie tv di visitare i luoghi narrati?

Grazie a Brescia si legge per aver dato spazio alla nostra associazione! Scambi culturali e di esperienze sono propedeutici alla buona riuscita di qualsiasi evento, dalle più semplici presentazioni alle giornate dei festival di più ampio respiro.

Intervista a Laura Marsadri per conoscere meglio le ragioni del successo di Giallo Garda, dal Premio Internazionale a Book City passando per l'Accademia Noir

Andrea Franzoni

Nato negli anni ’80, vive in equilibrio tra Brescia e Milano. Sociologo di formazione ed attivista per necessità, lavora in una multinazionale del marketing e della comunicazione continuando a coltivare parallelamente la sua passione per le storie ed il desiderio velleitario di contribuire a rendere la città natale un po' più aperta e consapevole. Prima di fondare "Brescia si legge", ha pubblicato un romanzo distopico (Educazione Padana, 2018) e una raccolta di racconti ('I forestieri e l'anima della città. Storie di migranti a Brescia nella seconda metà dell'800', 2019).

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