Dai fasti al fallimento della Ideal Standard per parlare anche di riqualificazione urbana nel nuovo saggio di Marcello Zane

“Dopo un secolo di storia una base per il futuro di Brescia”: è questo il sottotitolo con cui l’autore ed editore Marcello Zane accompagna “Ideal Standard” (LiberEdizioni, 2025), saggio – o biografia – su una delle più grandi ed importanti realtà industriali bresciane.

Perché, se da un lato gli scheletri metallici e cementizi che la fabbrica idrosanitaria ha lasciato nell’area ovest della città sono un monumento al fallimento industriale cittadino, dall’altro sono i pilastri e le basi da cui parte la riqualificazione di tutta un’area cittadina lasciata quasi allo sbando.

[…] nel 2015 viene calcolata in 768mila mq la superficie delle aree dismesse urbane nella maggior parte dei casi siti produttivi abbandonati da anni e alla ricerca di una nuova vocazione. Cifre che fanno di Brescia una delle città d’Europa con la maggiore superficie produttiva abbandonata in rapporto alla sua estensione.

Marcello Zane – Ideal Standard – pag. 7

Nata nel 1911 da una costola di un’azienda americana come fabbrica produttrice di radiatori e sistemi in ghisa per il riscaldamento casalingo – per l’epoca una novità che stava iniziando a prendere piede negli appartamenti e nelle abitazioni di un certo prestigio – la Ideal Standard nel corso degli anni si è poi evoluta allargando la sua rete imprenditrice verso i sistemi idrosanitari, realizzando sanitari e rubinetterie per il mercato non solo nazionale ma anche europeo.

È alla fine degli anni ‘70 che si riconfigura così sotto il nome di Ideal Clima: saranno molteplici i grandi architetti, designer e ingegneri degni di fama che realizzeranno progetti e soluzioni innovative e futuristiche per l’azienda. Nel 1971 Achille Castiglioni, ad esempio, realizza una serie denominata Acquatonda, partendo dall’idea di tre semplici pezzi base da comporre e assemblare per realizzare arredi per il bagno; precedentemente, a metà degli anni Cinquanta, il noto Giò Ponti rivoluzionò l’idea di concepire il bagno, trasformandolo da ambiente da vivere nascosto agli occhi di tutti a stanza da mostrare e ostentare; senza contare tutti gli artisti interni che lavoravano giorno e notte trasformando dei semplici wc e bidet in vere e proprie opere d’arte.

Ma non è tutto oro quello che luccica e questa scalata al successo, questo viaggio verso un mondo innovativo e questi obiettivi a lunghissimo termine, nascondono in realtà un retro delle medaglia che ancora oggi riversa sul nostro territorio le proprie conseguenze.

Scalate finanziarie, cassa integrazione, incorporazioni e divisioni portano, nell’aprile del 1978, alla creazione della nuova società, la “Ideal Rad. srl” […]. Una nuova ristrutturazione societaria porta, nel settembre del 1983, allo scorporo del settore caldaie […]. Nell’estate del 1982 la sezione ceramica conosce una crisi accelerata dovuta alla recessione economica […]. È infatti il 2 luglio 2009 quando la storia dell’Ideal Standard a Brescia termina per sempre.

Marcello Zane – Ideal Standard – pagg. 75/76

Agli inizi degli anni ‘70, quando la fabbrica era all’apice del proprio successo, gli operai impiegati nelle varie sezioni interne erano quasi 1.500, al pari di un paese, di un quartiere. Alla fine di tutto, quando i cancelli sono stati chiusi per l’ultima volta nel 2009, gli addetti erano 116, di cui 62 ricollocati in un centro logistico dopo lunghissime trattative sindacali.

In quasi 40 anni l’ascesa e la discesa di una delle più importanti realtà lavorative cittadine ha modificato non solo l’economia di Brescia, ma anche famiglia, persone, luoghi. Via Milano, cuore pulsante della sede cittadina, si è ritrovata da punto nevralgico dove ogni giorno camion, merci, operai, impiegati la percorrevano muovendo soldi, idee, futuro, a via di periferia, strada buia e rancorosa dove ancora oggi, dopo una certa ora, si ha quasi paura a passare.

Ma è da queste ceneri, insieme a quelle della vicina Caffaro, che nasce l’idea portata avanti da più mandati comunali, di Oltre la Strada, un percorso di riqualificazione urbana che vuole portare nuova vita, nuova linfa ad una zona – l’area ovest – lasciata allo sbando.

“Ideal Standard – Dopo un secolo di storia una base per il futuro di Brescia” non è solo un saggio, ovvero uno di quei libri dove il lettore si ritrova a ricordare, pensare, riflettere su alcune scelte – a volte al limite del comprensibile – fatte da persone estranee alla nostra vita. Non è nemmeno solamente un libro biografico, ovvero una di quelle opere che racconta data per data, fatto per fatto la vita, le imprese, le speranze di un personaggio o, come in questo caso, di un insieme di persone.

Questo libro, nato dalla sapiente mano di Marcello Zane, è un omaggio e, contemporaneamente, un monito alla città, ai suoi gioielli, ai suoi meccanici figli: corredato di fotografie sia della prima epoca che decisamente attuali, vuole portare il lettore a ragionare su come, per il futuro, non commettere gli stessi errori.


Titolo: Ideal Standard
Autore: Marcello Zane
Editore: Liberedizioni, 2025

Genere: saggio
Pagine: 120
ISBN: 9791282398060

Katiu Rigogliosi

Diplomata alla scuola d'Arte al corso di operatrice d'arredamento, nella vita si occupa di progettazione di interni, realizzando meravigliose SPA in giro per il mondo. Nata a Milano, cresciuta tra Piacenza e Bergamo, maturata sotto la mole di Torino, risiede oggi nella provincia al di là del fiume Oglio. Legge da quando ha memoria e non disdegna nessun genere, anche se le si illuminano gli occhi quando si tratta di sparatorie, uccisioni ed indagini. Gestisce un gruppo di Staffette Letterarie su Facebook, perché crede che la lettura condivisa in ogni parte d'Italia sia la cosa migliore che possa esistere.

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