Una lunga scia di delitti sul lago di Garda nel giallo ad alta tensione di Steno Zeno

«112, qual è l’emergenza?»

«Una donna è stata uccisa.»

«Con chi parlo?»

«Con l’assassino.»

Poi, silenzio.

Steno Zeno, I delitti del Garda, pag. 2

E’ in questo modo molto conciso e diretto, con la voce dell’assassino stesso, che inizia il thriller mozzafiato “I delitti del Garda”, edito da Infuga Edizioni nel 2024 e scritto da Steno Zeno, autore triestino che ha deciso di ambientare nelle terre gardesane bresciane il primo capitolo di quella che si annuncia diventare un’avvincente saga di romanzi gialli.

Thriller mozzafiato non solo per lo stile impeccabile e la trama ricca di particolari, ma anche per l’ansia che suscita a ogni pagina nel lettore, tenuto costantemente col fiato sospeso in attesa di un colpo di scena, di un nuovo movimento dei protagonisti, di un primo passo falso del colpevole. Soprattutto, accompagnato incessantemente dalla paura di ritrovarsi una nuova vittima alla pagina seguente.

Garda, Baia delle Sirene, Lazise, Peschiera del Garda, Sirmione, Desenzano del Garda, Salò, Limone del Garda: località ricchi di luoghi romantici in cui appartarsi, di panchine con vista sul lago adatte ai primi appuntamenti, di locali dove cenare lontano da occhi indiscreti.

Donne tra i 35 e i 45 anni, sole, senza figli, senza troppi impegni lavorativi, che cercano l’amore della loro vita sulle app di incontri per adulti.

Un uomo, Massimo, che è l’uomo praticamente perfetto: gentile, educato, cortese, con i modi affabili e servizievoli che molte donne, deluse dall’amore e dalla vita, agognano come punto di partenza per una nuova esistenza di coppia.

Ma, come in tutte le belle favole, niente è come ci si aspetta.

Perché Massimo ha un lato nascosto, un lato oscuro, pericoloso. 

E sarà la polizia, nelle persone dell’agente Leonardi e dell’ispettore Dellanotte, a correre lungo le strade del lungolago, a cercare indizi, prove, capelli, impronte, auto, segni che possano portare al colpevole. Ma l’assassino è sempre un passo avanti a loro, anzi si prende gioco di loro, persino quando polizia e carabinieri si dovranno alleare per una furiosa caccia all’uomo. 

Riusciranno ad acciuffarlo? Riusciranno a fermare questo tour di sangue?

Steno Zeno, nato a Trieste, al confine con la Slovenia, e grande appassionato lettore, ha cominciato a scrivere per raccontare storie ai suoi amici, approfondendo poi questa passione con studi e corsi di scrittura. Dopo aver pubblicato il noir “Ombre di famiglia” nel 2022, si è dedicato alla stesura di “I delitti del Garda”, confermando la sua dote narrativa giallistica.

Il romanzo infatti ha uno stile diretto, preciso. Le pagine del romanzo sono ricche di indizi che il lettore più attento noterà, senza però sapere sino alla fine se i particolari che emergono dal racconto saranno elementi necessari a scoprire il colpevole o se, come il protagonista fa nella storia stessa, sono solamente briciole di pane lanciate lungo la strada per depistare e spostare l’attenzione lontano dal vero punto di riferimento.

Nonostante qualche piccolo refuso, “I delitti del Garda” è un telefilm giallo fatto su carta, una di quelle serie TV che tutti guardiamo, dove ogni capitolo coincide con un episodio e noi lettori/spettatori ci ritroviamo a fare binge watching per risolvere il caso insieme agli esperti.

L’autore dice di stare lavorando al seguito, e noi attenderemo la seconda stagione con i popcorn in mano.


Titolo: I delitti del Garda
Autrice: Steno Zeno
Editore: Infuga edizioni, 2025

Genere: giallo
Pagine: 284
EAN: 9791280624574

Katiu Rigogliosi

Diplomata alla scuola d'Arte al corso di operatrice d'arredamento, nella vita si occupa di progettazione di interni, realizzando meravigliose SPA in giro per il mondo. Nata a Milano, cresciuta tra Piacenza e Bergamo, maturata sotto la mole di Torino, risiede oggi nella provincia al di là del fiume Oglio. Legge da quando ha memoria e non disdegna nessun genere, anche se le si illuminano gli occhi quando si tratta di sparatorie, uccisioni ed indagini. Gestisce un gruppo di Staffette Letterarie su Facebook, perché crede che la lettura condivisa in ogni parte d'Italia sia la cosa migliore che possa esistere.

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