“Zhora”: la capacità di una donna di cambiare il suo destino, dal Marocco a Brescia, nell’esordio di Stefania Rizzardi
Letto e recensito da Chiara Massini per Brescia si legge
Zhora. Un nome che sa di deserto, di lotta, di vita. In arabo significa “fiore sbocciato”, ma non è la dolcezza del significato a raccontarla davvero. È il suono duro delle consonanti, l’eco di chi cammina a testa alta anche quando la vita ti vuole piegare. Un fiore che sboccia tra le pietre senza chiedere permesso.
Zhora, Stefania Rizzardi
Si potrebbe pensare che i nomi vengano scelti dai genitori a caso, per il loro significato intrinseco o come augurio per il futuro del bambino o della bambina. Spesso però non sono casuali, racchiudono un destino, come se in quelle poche lettere fosse già scritto chi diventeranno.
Zhora, la protagonista il cui nome dà il titolo al romanzo d’esordio di Stefania Rizzardi, dirigente scolastico dell’istituto paritario Little England di Brescia, lo sa bene. Come un fiore che nasce tra le crepe del cemento, Zhora è portatrice di vita e di resilienza anche quando le avversità del mondo cercano di piegarla. Sulle spalle sostiene il dolce peso delle donne venute prima di lei e di quelle a cui ha dato la vita. È una donna che ha imparato presto a essere invisibile, in un villaggio sperduto del Marocco di inizio Novecento: prima per proteggersi dallo sguardo maschile e poi per salvare sé stessa. Ma che ha trovato anche la forza di venire allo scoperto e farle dire a ottant’anni suonati “oggi sono felice”.
“Zhora. La forza di sopravvivere” è una storia di conquiste, dolore e continue rinascite. È un omaggio a tutte quelle donne che hanno lottato “per darci una luce. Donne che non hanno mai avuto tempo per le poesie, ma che sono state, loro stesse, poesia”. Come la nonna dell’autrice, alla cui vita il romanzo si ispira liberamente.
Un nome che sa di deserto, di lotta, di vita
In un piccolo villaggio del Marocco nasce e cresce Zhora, una bella e allegra ragazza dai lunghi capelli scuri e dai profondi occhi neri. Fin da piccola ha un dono innato: narrare storie. Ne inventa continuamente per chiunque abbia voglia di ascoltarla. Quando inizia a raccontare, i suoi occhi si illuminano di una luce speciale e la sua voce ti porta lontano, in paesi esotici e magici.
La sua vita però è destinata a conoscere presto la sofferenza. Qualcuno cercherà di oscurare la sua luce, ma sarà proprio nelle avversità che Zhora troverà la forza di urlare al mondo il suo dolore e fuggire lontano da chi la voleva piegata e succube. Nel suo peregrinare, incontra Mario, un ufficiale bresciano, un uomo che non la guarda come un qualcosa da usare e sottomettere, ma come una persona con una propria dignità, come la donna che è: libera, gioiosa e con lo sguardo disilluso di una bambina e quell’entusiasmo e quella meraviglia che l’accompagneranno fino in tarda età. Mario le fa conoscere cosa significhi essere amata e le insegna un nuovo significato di casa. Con lui la vita è più bella, è più saporita, è una nuova spezia con cui condire le ore e i giorni.
Ma le avversità per lei non sono finite: a quarant’anni si ritrova da sola, vedova con tre figlie da crescere e costretta a lasciare la sua terra e le sue radici per aggiungere un paese straniero, l’Italia, dove i parenti del marito l’aiuteranno a riscostruirsi una vita senza di lui. I problemi con la lingua, gli sguardi carichi di una curiosità morbosa e la paura di non riuscire a dare un futuro alle sue figlie spegneranno ancora una volta quella luce che alberga in fondo ai suoi occhi.
Il viaggio che l’aspettava non sarebbe stato solo attraverso paesi e confini, ma un viaggio verso una vita che non aveva mai immaginato. Forse fredda, forse piena di nebbia e di sguardi giudicanti, ma quella nuova vita avrebbe dato alle sue figlie un’opportunità che in Marocco non avrebbero mai avuto.
Zhora, Stefania Rizzardi
Brescia è una città completamente diversa dal Marocco, o almeno così appare a Zhora quando quel giorno del 1961 scende dal treno. È fredda, non si vedono all’orizzonte campi sterminati, non si sente il gorgoglio dei ruscelli e nell’aria non c’è quell’odore di spezie che caratterizza la sua terra. Tutto appare incolore e bigio, le persone sono cordiali ma distaccate.
Eppure qui, piano piano, quella luce, sepolta sotto la cenere, ricomincerà a brillare. Gli anni passano, la paura lascia il posto all’abitudine di una nuova vita e Zhora ricomincia a narrare le sue storie. La sua risata cristallina ridarà colore a quelle pareti grigie che si riempiranno di ricordi e voci.
Una voce per le donne
Il libro si sviluppa in brevi capitoli che attraversano diversi periodi della vita della protagonista, una narrazione non lineare che si muove tra il 1920 e il 2001. I diversi piani temporali permettono di conoscere le sue gioie e i suoi dolori e il suo cambiamento da bambina a donna, narrati con delicatezza e sensibilità. La narrazione storica arricchisce il racconto e ci immerge ancora di più nelle difficoltà affrontate dai protagonisti: dalla guerra, al riscatto coloniale, fino all’emigrazione.
Il libro è impreziosito da brevi favole, firmate da Zhora e collocate alla fine di alcuni capitoli che hanno lo scopo di far emergere la sua capacità di narratrice, ma anche di farci riflettere e darci lezioni di vita. Non a caso spesso i protagonisti sono animali, come nelle più classiche favole. Riflettono spesso il mondo che la protagonista conosce bene e le danno la possibilità di rivivere le atmosfere della sua terra.
Molti sono i temi trattati nel romanzo: la condizione delle donne in una società tradizionalista e maschilista, la forza di rialzarsi per inseguire i propri sogni ed essere sé stesse, la fuga dalle proprie radici e l’incontro con un Paese straniero.
Dalle pagine emerge forte e chiaro quanto le sfide femminili siano senza tempo e senza spazio. È emozionante leggere questa storia, e lo è ancora di più perché è una voce per tutte le donne, per quelle di ieri e soprattutto per quelle di oggi.
RIVEDI LA BREVE PUNTATA DI BRESCIA TRA LE RIGHE IN CUI ABBIAMO INTERVISTATO STEFANIA RIZZARDI

Titolo: Zhora. La forza di sopravvivere
Autrice: Stefania Rizzardi
Editore: Selfpublishing, 2024
Genere: Narrativa
Pagine: 189
ISBN: 9798343680454
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