“Una luce differente”: tre giovani donne alle prese con l’ombra sottile del patriarcato nel nuovo libro di Paola Baratto

Recensione di Rachele Anna Manzaro per Brescia si legge

La città di provincia dell’infanzia, il borgo saraceno affacciato sul mare, la casa museo d’un poeta. Tre luoghi, tre giovani donne. Tre modi diversi di fare i conti con l’ombra non ancora dissolta dal patriarcato, e – per tutte – la necessità di essere davvero una luce differente.

“Una luce differente”, il nuovo libro della scrittrice bresciana Paola Baratto edito da Manni (2022, acquista qui), è una raccolta di tre racconti in cui le protagoniste sono tre donne che si confrontano con l’ombra di un essere maschile assente o lontano, ma assai ingombrante.

Un lavoro aperto da una dedica chiara e incisiva, “alle donne impegnate nella ricerca della libertà e a quegli uomini che vogliono esserne complici”, in cui Paola Baratto trascina il lettore in tre racconti poetici e travolgenti. Capaci, anche grazie ad una scrittura impeccabile, raffinata, asciutta, di trasformare lo sguardo della lettrice o del lettore in quello delle tre protagoniste: nei loro occhi che scrutano la bellezza e il dolore, cercando di andare in fondo al mistero per trovare la verità.

Il bisogno di affrancarsi da figure ingombranti

“Per il momento, il dolore se ne sta lì, come una bestia selvatica cui abbiano fatto un’anestesia. Non so quanto durerà il suo stato di quiescenza”

“Una luce differente”, Paola Baratto (p. 13)

La protagonista del primo racconto è Vittoria, una giovane donna che torna per breve tempo nella città in cui è nata partendo da Parigi, dove si è trasferita con la madre, per fare i conti con la morte del padre e con la sua pesante eredità.

Vittoria rappresenta la leggerezza rispetto al padre che invece, incarna la pesantezza, la solidità e le radici che lei ha reciso.

“Di solito, il Maestro predilige i grandi alberghi. Non tanto per il lusso, ma per il comfort. Non gli importa che siano un po’ anonimi, ma devono essere dotati di salotti, bar e personale pronto ad esaudire le sue richieste”

“Una luce differente”, Paola Baratto (p. 56)

Il padre della seconda protagonista, Lidia, è invece un maestro del teatro: lei “sa indossare il suo sguardo meglio di chiunque”, ma si tratta di un abito che la paralizza. Infatti, ne subisce il carattere imperioso e dominante. Ambientato in un piccolo centro abitato della Liguria, il racconto accompagna Lidia nella scoperta della parola e della scrittura come elementi in grado di affrancarla da tutto questo. Aiutata, in questo percorso, dall’esempio di un’altra donna: Giulia.

La terza protagonista porta il nome di Gemma. In lei nascono curiosità e simpatia per Maria Liberta, la figlia vissuta all’ombra del padre. Nella villa-museo di un poeta risorgimentale, Gemma dialoga a distanza con l’illustre autore e con la figlia prediletta, MariaLiberta, che dovette accudire il padre, eroe del risorgimento ma non altrettanto liberale e democratico in famiglia, durante la sua vecchiaia.

“Chissà se in questa grande casa in cui è tornata c’erano altri familiari con cui andava d’accordo o se le facevano rimpiangere la solitudine, se aveva un cane o un gatto, accanto a sé, se trovava struggente il ritorno delle rondini, se le incantava il suono della pioggia, se era golosa di fichi come me e ne coglieva dalla pianta in fondo al giardino”

“Una luce differente”, Paola Baratto (p. 94)

Ogni onda ha una luce differente

“Ogni onda del mare ha una luce differente, proprio come la bellezza di chi amiamo”. Questa frase di Virginia Woolf si adatta bene al pensiero dell’autrice. Il libro di Paola Baratto racconta infatti la storia di giovani donne raccontate non in contrasto col maschile, ma nel loro essere portatrici di una prospettiva diversa. 

Anche se i racconti rivelano una sottile forma di maschilismo, talvolta velato ma assai pervasivo, l’antagonismo tra maschio e femmina non emerge mai in maniera esplosiva. “Una luce differente”, infatti, non è un libro che parla di femminicidio o di violenza di genere (almeno non di violenza fisico) ma che è capace di descrivere qualcosa di più sotterraneo e sottile, cioè un certo atteggiamento paternalistico messo in atto nei confronti delle donne

Scritto in modo magistrale, il libro si legge veloce nelle sue 96 pagine. Ma induce a soffermarti e a riflettere su ogni singola frase o parola scritta. Un libro che dovrebbero leggere tutti, uomini e donne, e che intima a quella solidarietà di genere spesso sottovalutata dalle stesse donne. L’empatia è il collante, per superare un certo sessismo e maschilismo, spesso velato ma dominante nella vita di qualsiasi donna.

La cultura patriarcale influenza ancora sia gli uomini che le donne e i loro rapporti in modo significativo. E, leggendo “Una luce differente” di Paola Baratto, tutto questo balza all’occhio in modo spiccato e struggente.  


Titolo: Una luce differente
Autrice: Paola Baratto
Editore: Manni, 2022

Genere: Racconti
Pagine: 216
ISBN: 9788836171583

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