Il taumaturgo: Paolo Mombelli racconta una Brescia silenziosa abitata da anime, ferite e possibilità di rinascita
Letto e recensito da Erica Gazzoldi per Brescia si legge
Via dei Musei. Brescia antica. Il tiepido sole di un autunno agli inizi risplende sul Capitolium e si riflette sui vetri delle finestre di fronte. Esistono. Ci sono ovunque i luoghi dell’Anima. A ciascuno il suo. Questo è sospeso nel tempo millenario in cui i fedeli Romani offrivano devozioni votive nel tempio, e intanto sulla montagna accanto tribù di Celti Cenomani accendevano roghi in onore dei morti viventi dell’isola di Avàl.
Paolo Mombelli – Il taumaturgo
Via dei Musei, il Capitolium e la Brescia antica fanno da sfondo a Il taumaturgo (Marco Serra Tarantola Editore, 2026), romanzo dello psichiatra e psicoterapeuta manerbiese Paolo Mombelli. Fin dalle prime pagine, il lettore viene accompagnato in una storia che intreccia luoghi della città, esperienza medica e indagine dell’animo umano.
La professione dell’autore, che lo ha portato a scrivere e curare diversi testi e saggi, emerge anche nella costruzione del romanzo. Ne Il taumaturgo sarà infatti facile riconoscere alcuni tratti autobiografici: lo scenario bresciano e l’esperienza di medico. Soprattutto, Mombelli infonde anche in questo romanzo la propria capacità di analizzare l’animo umano in profondità.
Tra le vie di Brescia e i percorsi dell’anima
Fin da subito, le sue pagine rievocano uno dei luoghi più belli del nostro capoluogo, nonché uno di quelli in cui si è sedimentata più storia. Qui vive il protagonista, il dottor Vanni Conti: un medico quarantenne di bella presenza. La sua famiglia è originaria di Forte dei Marmi; lui è arrivato a Brescia da adolescente. Rimasto orfano, non si è mai sposato e sembrerebbe destinato anche alla solitudine. Eppure, è una persona generosa e benvoluta. Cosa si nasconderà nel suo animo?
Il dottor Vanni Conti da un po’ di tempo è turbato da sogni strani. Entra così in un percorso psicoterapeutico.
Iniziare a conoscersi meglio lo porta a intensificare anche la conoscenza delle altre persone. Incontra Elena, con la quale nasce un’intensa passione fisica, ma null’altro. Poi arriva nella sua vita Adele: una paziente che soffre per la mancata maternità. Per di più, il suo matrimonio è al tramonto e lei si è avviata verso l’alcolismo.
Mentre cerca di aiutarla per dovere di medico, Vanni si rende conto di provare per lei un sentimento ben più personale. Un giorno le propone un atto d’amore paradossale ed estremo: le donerà quel figlio che lei tanto desidera, pur non sentendosela di fargli da padre. Accetterà anche di perdere Adele, quando lei si allontanerà per rispettare la sua decisione di rifiutare la paternità. Sarà una decisione irrevocabile?
Storie di anime
Che scherzi fa la natura umana. Siamo convinti di sapere come siamo fatti, anche dentro di noi. Di sapere cosa vogliamo e quali sono i nostri bisogni più profondi. Ci siamo mandati a memoria fin da quando eravamo bambini. E i ricordi sono l’album delle fotografie che ci confermano di essere noi. Poi, quando diventiamo adulti, su questa conferma ci mettiamo un timbro a forma di ologramma. Eccoci. Siamo noi, definitivamente noi. Illusioni di equazioni matematiche che crediamo risolte correttamente e per sempre. Ma quando consegniamo il compito in classe alla professoressa vita lei ci mette tanti segni con la matita bicolore. […] cambiamo come le stagioni. O forse addirittura non siamo nemmeno il tempo delle stagioni o quello dei giorni. Siamo soltanto creature alla scala che misura gli istanti della temperatura. Termometro.
Paolo Mombelli – Il taumaturgo – pag. 82
Il taumaturgo è soprattutto la storia delle anime che vivono e cercano di conoscersi, di vicenda in vicenda. Ognuno può trovare qualcosa di se stesso: la solitudine, le relazioni che non si concretizzano, il timore di confessare i sentimenti, i rapporti che prendono una piega imprevista… Le donne e gli uomini del romanzo ci raccontano aspetti nascosti della nostra Brescia, apparentemente così tranquilla, eppure abitata da drammi personali e familiari silenziosi.
Leggendo, cresce un dubbio: essere adulti significa davvero essere così risolti come crediamo? Oppure, proprio dai quarant’anni in avanti si moltiplicano le fragilità e gli errori? Cosa dobbiamo ancora imparare su noi stessi e sulla natura umana? In cosa dobbiamo ancora crescere?
I personaggi di Mombelli sono vulnerabili e complessi. Ciascuno di loro cerca di vivere con ferite che forse neppure sa di portare. La loro vita è estremamente familiare, quasi grigia. Ma si tratta di un grigio che presenta ben più delle famigerate cinquanta sfumature. L’esistenza ha sempre qualche sorpresa in serbo, anche quando crediamo che abbia raggiunto la stabilità o un punto morto.
Il significato del taumaturgo
Il taumaturgo […] non è Dio. È semplicemente il lusso che Dio si concede quando lascia che vengano al mondo creature così. Ci sono, esistono, uomini e donne così belli che sembra possano dare del ‘tu’ al cielo. Sono persone normali. Nulla di straordinario.
Paolo Mombelli – Il taumaturgo – pag. 155
Chi è, dunque, il “taumaturgo” del titolo? Questo è un termine che deriva dal greco e significa “colui che fa miracoli”. Si riferisce in particolare a chi opera guarigioni prodigiose, contemporaneamente sul piano del corpo e dello spirito. Vanni è un taumaturgo perché si occupa delle persone nel loro complesso: dei loro mali fisici e dei loro vuoti interiori, della loro solitudine. Il suo calore e la sua generosità mutano in meglio molte vite, nel corso del romanzo. Soprattutto, migliorano la sua, dandole una direzione insperata. Del resto, è davvero possibile “sezionare” l’amore? Come si distingue l’amore per sé da quello per gli altri? Forse, questa distinzione non esiste.

Titolo: Il taumaturgo
Autore: Paolo Mombelli
Editore: Marco Serra Tarantola Editore, 2026
Genere: Narrativa
Pagine: 164
ISBN: 978-8-86777-504-0
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