Il borgo di Lovernato (Ospitaletto) e la chiesa di Santa Maria: un piccolo gioiello patrimonio di fede, storia e cultura

Il libro Il Borgo di Lovernato e la chiesa di Santa Maria (Compagnia della Stampa, 2024) ci parla di un borgo e di una chiesa le cui origini risalgono all’epoca romana e longobarda, che ancora oggi portano sia le tracce del loro passato sia la testimonianza della costante devozione popolare verso la Madonna a cui il santuario è dedicato.

Il volume, pubblicato a seguito dell’intervento di risanamento del borgo realizzato dall’Amministrazione Comunale di Ospitaletto, comune di cui Lovernato è oggi frazione, tra il 2021 ed il 2024, ricco di immagini e corredato da un’ampia bibliografia, restituisce la dimensione globale della storia del borgo rurale e della sua chiesa, facendoci percepire l’affezione degli antichi abitanti al luogo sacro. 

Curato da Francesco Nezosi, con saggi a firma di Matteo Savoldi, Diego Cancrini, Fiona Colucci, Javier Atoche Intili, Valeria Frialdi, Alberto Fontanini, Dario Paolo Benedetti, Enrica Andreis, il volume contiene diversi approfondimenti relativi alle storie e alle tecniche di restauro, ma consente soprattutto di avere un’ampia panoramica su un piccolo borgo con una storia antica e ricca di suggestioni.

Per illustrare la chiesa di Lovernato gli autori indagano innanzitutto la genesi del borgo a sud del Comune di Ospitaletto, in provincia di Brescia, in cui è stata edificata. Le origini della frazione, oggetto dell’interesse degli studiosi e richiamate nel testo, sono quelle di un vico romano collocato lungo la Via Gallica che collegava Brescia a Bergamo e, successivamente, di un latifondo longobardo. Le ricerche archeologiche non restituiscono tracce di luoghi di culto antecedenti al XV secolo, benché un piccolo frammento risalente al periodo altomedievale sia stato rinvenuto nel corso degli scavi del 1946. 

Nei primi anni del 1500 il borgo viene profondamente ridisegnato a seguito della realizzazione del canale della Seriola nuova, da cui deriva una fitta rete di opere idrauliche che ne sfruttano l’acqua, con riflessi sulle coltivazioni e sull’erezione di nuovi opifici come mulini, torchi e segherie. Il piccolo borgo, che nel tempo sarà parzialmente abbandonato, è  successivamente inglobato nei confini del Comune di Ospitaletto

A partire dal XV secolo numerose fonti attestano la presenza sul territorio analizzato di un nuovo luogo di culto.

L’attuale assetto della chiesa è riconducibile al XII-VX secolo. Intorno al luogo di culto si aggiunsero gli edifici civili che lo racchiudono, quasi a proteggerlo dall’ambiente circostante, lasciando visibile dalla strada i soli prospetto principale e il campanile…L’edificio doveva avere un’altezza minore, come documentato dall’andamento inclinato dei lacerti di un affresco presenti sul lato destro. Oltre a questi brani presenti all’esterno, la chiesa all’interno conserva un pregevole ciclo di affreschi databili dal 1479 fino al 1529.

Il borgo di Lovernato e la chiesa di Santa Maria – “La cura della memoria. Dal restauro della chiesa di Santa Maria alla rigenerazione del borgo di Lovernato” –  J. A. Intili – pag. 62

La data più antica riportata nelle iscrizioni poste sotto gli affreschi della prima e seconda campata della parete destra è quella del 1479, cui seguono quelle successive risalenti fino al 1529. Il saggio a cura di Matteo Savoldi, “Tavola cronologica della chiesa di Santa Maria di Lovernato nei secoli XV-XVIII” (op. cit., pagg. 15-41) è corredato dalle relative immagini. La particolarità degli affreschi è la reiterazione dei soggetti rappresentati: più volte infatti compaiono San Rocco e San Sebastiano, protettori dalla peste, che non a caso imperversò nel territorio proprio in quel periodo, così come numerose sono le raffigurazioni della Madonna con il Bambino.

Ne spiega il motivo Enrica Andreis nel suo saggio:

La presenza contestuale e contemporanea di due affreschi così simili ci permette anche di riflettere sulla loro committenza che non sarebbe logico attribuire alla stessa persona, quanto piuttosto ad altro soggetto che abbia approfittato del passaggio dell’artista nella contrada….Raramente, a meno di una commessa di una certa entità monetaria, le botteghe lavoravano nelle contrade minori nelle quali trovava lavoro temporaneo la numerosa schiera di artisti itineranti i quali, giunti in un luogo, spesso raccoglievano commesse e piccoli incarichi in occasione di eventi particolari o feste religiose. Questo è il motivo per cui in uno stesso contesto sovente si possono osservare più opere distinte, ma contemporanee, riconducibili ad uno stesso artista….Ogni artista proponeva, di solito, un proprio repertorio, una sorta di catalogo di disegni raccolti in taccuini che venivano compilati nel corso degli anni, secondo modalità e gusti che il pittore aveva maturato attraverso i viaggi, le collaborazioni e l’esperienza. 

Il borgo di Lovernato e la chiesa di Santa Maria – “Per una didattica dei luoghi parlanti” – E. Andreis, pagg. 94-95.

Gli affreschi che decorano la chiesa sono stati restaurati più volte nel corso del tempo. In particolare, il saggio di Valeria Frialdi analizza l’intervento eseguito nel 1945 da Mario Pescatori, un restauratore molto attivo in provincia. La sua impostazione prevedeva che:

Un buon restauro deve rendere indistinguibili le parti originali da quelle ricostruite. Sebbene il restauratore debba essere rispettoso dell’originale senza alterarlo con ridipitture arbitrarie o puliture aggressive, deve anche essere un artista versato in tutte le pratiche dell’arte…Come rimettere dei pezzi, talvolta anche importantissimi, in un quadro che subì grandi avarie, e rimetterli in modo che talmente si accordi col rimanente da non poterli distinguere, senza esser vero pittore.

Il borgo di Lovernato e la chiesa di Santa Maria – “Mario Pescatori e il suo intervento a Lovernato” – V. Frialdi pagg. 69-70.

Sarà solo in un momento successivo che Pescatori aderirà a teorie del restauro più moderne, approfondite da intellettuali del calibro di Roberto Longhi e Cesare Brandi, secondo cui gli interventi dovevano aderire ai criteri di riconoscibilità delle aggiunte rispetto alle superfici originali e che si preferisse, dove possibile, l’utilizzo di materiali reversibili come gli acquerelli. L’intervento di Pescatori a Lovernato si colloca in linea con il suo tradizionale modus operandi che lo porta a porre attenzione alla storicità dei manufatti ma con accorgimenti che oggi appaiono superati. 

Ulteriori interventi, risalenti agli anni 2000 e 2022, hanno rimosso parzialmente gli interventi di Pescatori, ritenuti non adeguati, privilegiando le operazioni di tipo conservativo, di consolidamento e stabilità delle strutture. 


RIVEDI LA BREVE PUNTATA DI BRESCIA TRA LE RIGHE IN CUI ABBIAMO INTERVISTATO FRANCESCO NEZOSI

Titolo: Il Borgo di Lovernato e la chiesa di Santa Maria. Storia, restauro, valorizzazione nel territorio bresciano
Autrice: a cura di Francesco Nezosi
Editore: Compagnia della Stampa, 2024

Genere: Saggistica
Pagine: 128
ISBN: 9788884 869777

Candida Bertoli

È laureata in Giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto amministrativo comparato: la tesi di dottorato, sulla protezione dei beni culturali, è depositata all’Unesco, a Parigi. Adora leggere fin da quando era bambina e le sue passioni sono l’arte e la storia. Per anni ha gestito i volontari del FAI sia a livello cittadino che regionale e ama raccontare Brescia. La sua casa è piena di libri, in ogni spazio possibile e di ogni genere. Partecipa al Festival della Letteratura di Mantova da sempre, e nel 2019 le è stato conferito il premio di “Massimo esperto della storia del Festival”

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