“Cellatica nel periodo veneto”: la ricostruzione del legame indissolubile tra la Serenissima e il territorio bresciano

Penso non sarebbe male che, almeno nelle scuole medie, venisse insegnata un po’ di storia locale, per stimolare l’interesse dei giovani a conoscere meglio il paese dove vivono. Quello veneto è un periodo nel quale la storia del nostro paese inizia ad essere ben documentata. 

Cesare Bertulli – Cellatica nel periodo veneto. Fatti, notizie e documenti (1426-1797) – pag. 6

“Cellatica nel periodo veneto. Fatti, notizie e documenti (1426-1797)” (Gam editrice, 2025) è un’opera di saggistica che, come suggerisce il titolo, racconta nei dettagli l’evoluzione del comune in provincia di Brescia nel periodo della dominazione veneta. 

Non è la prima volta che Cesare Bertulli si cimenta con la storia locale: ha all’attivo infatti anche altre pubblicazioni, come “Cellatica. Pillole di storia e personaggi. Il diario di Ludovico Caravaggi” (2020) e “Cellatica. Chiesa, parrocchia e cimiteri. Breve sintesi storica” (2018). L’autore aveva già indagato anche il periodo della dominazione veneta in un altro comune bresciano, Travagliato, pubblicando un volumetto sull’argomento per la Pro Loco locale.

Il racconto di Bertulli prende il via dall’evento che porta Brescia all’interno del territorio della Repubblica di Venezia: stiamo parlando della cosiddetta Congiura di Gussago (16-17 marzo 1426), organizzata per liberare la città dai Visconti, a cui prese parte anche Tommaso Pulusella, un nobile di Cellatica. Da un episodio violento nasce però uno dei periodi più importanti per il territorio bresciano: l’arrivo dei veneti, infatti, è stato particolarmente rilevante perché sono stati proprio loro a introdurre migliorie come i periodici censimenti e i catasti che hanno permesso di conservare la grande quantità di dati giunti fino a noi:

I Catasti (chiamati in quel tempo Catastici) sono una novità introdotta nel Dominio Veneto dalla Repubblica di Venezia nel 1641, prima esistevano solo gli estimi e le relative polizze (di cui parleremo in seguito). 

Cesare Bertulli – Cellatica nel periodo veneto. Fatti, notizie e documenti (1426-1797) – pag. 72

Il controllo di Venezia aveva una natura ambivalente: se da una parte c’erano il divieto di esportare certi prodotti (come il vino della zona o le castagne) e la presenza di doveri militari, dall’altra la Serenissima concedeva un certo grado di indipendenza alla popolazione, libera di organizzarsi a livello locale nelle cosiddette vicinie, le assemblee dei capifamiglia. 

Bertulli propone un viaggio attraverso diversi aspetti della vita comune nel periodo veneto, facendo riferimento a molti documenti originali del Cinquecento, Seicento e Settecento; l’enorme lavoro di ricostruzione svolto da Bertulli sottolinea ancora una volta il ruolo fondamentale degli archivi nella conservazione della memoria storica. 

Attraverso l’analisi di documenti come testamenti, polizze d’estimo e atti d’acquisto, Bertulli crea un quadro della storia non solo del comune, ma delle persone che lo abitavano; grazie alla buona conservazione di numerosi documenti, infatti, nelle sue ricerche Bertulli ha avuto la possibilità di ricostruire episodi del passato di numerose famiglie antiche e importanti di Cellatica come i Sala.

Il filo conduttore della sua opera rimane sempre la figura di Ludovico Caravaggi: si tratta di un nobile bresciano del Cinquecento autore del diario Chronica de Bressa (1538-1569), e anche in questo volume Bertulli fa riferimento a Caravaggi per citare episodi di vita quotidiana del periodo.  

L’autore dimostra di avere una visione a tutto tondo del mondo e della storia, rivolgendo l’attenzione anche a temi a volte trascurati nelle ricostruzioni storiche. Dedica infatti un capitolo al racconto della condizione femminile in quegli anni, sottolineando le difficoltà che le donne, sia nobili sia povere, vivevano ogni giorno e spiegando nel dettaglio il funzionamento del sistema della dote. 

Parla inoltre dell’istruzione: quando Venezia assunse il controllo del territorio, essa era ancora deputata alle autorità religione, legata all’evangelizzazione e di norma limitata alle élite; se a Brescia, nella città, erano presenti alcuni maestri laici, per vedere la nascita delle prime scuole comunali anche nei paesi di provincia sarà necessario attendere l’epoca di Napoleone e della restaurazione austriaca: 

L’istruzione nel Medioevo fu sempre una prerogativa della chiesa e dei monasteri e, ricordiamolo, quando Brescia ed il suo territorio si diedero volontariamente a Venezia eravamo ancora nel Medioevo. Solo le famiglie più facoltose o nobili potevano permettersi un precettore per i figli ed era quasi sempre un religioso. Venezia, pur avendo a cuore il problema, continuò a seguire questa politica nei secoli successivi favorendo sempre l’azione della chiesa. 

Cesare Bertulli – Cellatica nel periodo veneto. Fatti, notizie e documenti (1426-1797) – pag. 107 

Si tratta senza dubbio di un’ulteriore dimostrazione delle contraddizioni che caratterizzarono la dominazione veneta.

In circa 120 pagine Cesare Bertulli fornisce un resoconto interessante dell’evoluzione di Cellatica nei secoli della dominazione veneta, sfruttando anche supporti visuali come scansioni di documenti originali e fotografie del paese. Vale la pena di notare che l’impegno di Bertulli nella ricostruzione della storia locale svolge una funzione sociale estremamente importante: racconta le vicende dei comuni della nostra provincia, un patrimonio dal valore inestimabile che purtroppo, come lui stesso sottolinea, è spesso dimenticato in favore della storia con la “s” maiuscola. 


Titolo: Cellatica nel periodo veneto. Fatti, notizie e documenti (1426-1797)
Autore: Cesare Bertulli
Editore: Gam editrice, 2025

Genere: Saggistica
Pagine: 114
Isbn: 9791281717336

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