Magie, verginità e menzogne di un borgo di lago: “A Virginia”, il nuovo romanzo di Andrea Benussi

Recensione a cura di Katiu Rigogliosi per Brescia si legge

Il ritrovamento, nel borgo lacustre di Virginia, del cadavere di uno dei suoi abitanti che si è tolto la vita, come catalizzatore capace di far riemergere molte storie, inimicizie e vecchi fatti di cronaca, portando alla luce la ‘controstoria’ di un borgo apparentemente anonimo della provincia bresciana.

“A Virginia” (Calibano, 2021 – acquista qui), terza opera dell’autore bresciano classe 1980 Andrea Benussi, è uno di quei romanzi che ti entra dentro piano piano: comincia in sordina, lentamente, e poi esplode lasciandoti senza fiato e trascinandoti sempre più giù, in un groviglio di realtà e di apparenze, di “magie, verginità e menzogne di un piccolo paese di lago”.

Un buen ritiro sulla riva placida del lago

Tutta la nostra storia si svolge tra i vicoli di Virginia in Costa verde, un piccolo borgo immaginario bagnato dal lago. Un borgo immaginario, sì, ma talmente ben pensato e raccontato che al lettore sembrerà veramente di camminare tra le sue viuzze, di ritrovarsi in piazza o di assaporare la frescura del lago in uno dei suoi piccoli porticcioli.

E’ qui che Mattia il protagonista, muove i suoi passi. Dopo una delusione affettiva, il nostro giovane cittadino ha deciso infatti di ritirarsi per passare un po’ di tempo – più di un anno – proprio a Virginia, borgo in cui aveva passato le estati della sua infanzia, un po’ per riflettere su sé stesso ed un po’ per ritrovare quelle persone, quegli amici e quei vecchi parenti che non vedeva effettivamente da moltissimo tempo.

Un bel giorno, ecco però il fattaccio che sconvolgerà l’esistenza di tutti accendendo il romanzo. Proprio Mattia, durante una delle sue lunghe passeggiate in questo borgo idilliaco, scopre infatti il cadavere senza vita di uno degli abitanti del paese.

Com’è chiaro a tutti fin da subito, si è trattato senza ombra di dubbio di un suicidio.

Una ragazzina scomparsa nel nulla nel lontano 1970

Disperazione, sofferenza, traumi: tutti sentimenti giustificati in occasioni come queste. Ma a Virginia c’è molto di più: per questo, il ritrovamento porterà inevitabilmente tutti a ripensare alla scomparsa di Edda, la ragazzina sparita nel nulla nel 1970 e cioè quando Mattia era solo un bambino.

Il bello di questo romanzo comincia proprio in questo punto: quando gli abitanti di Virginia sono messi alle strette, e cominciano a narrare tutte le loro vicissitudini degli anni precedenti facendo emergere i loro tipi di rapporti – amichevoli o morbosi che fossero – con la piccola Edda.

Viene così a galla un mondo fatto di omertà, di cose viste ma non denunciate, di soprusi e di relazioni ambigue, di personaggi particolari e di uomini che apparivano integerrimi, di donne di facili costumi e di figli non seguiti come si dovrebbe.

Anche se la vicenda è frutto della fantasia dell’autore, alcuni passaggi, alcune note, alcune situazioni – anche se collocate agli inizi degli anni ‘70 – non possono non ricordare notizie e avvenimenti che sentiamo, ahimè, tutti i giorni al telegiornale.

E pur nella drammaticità dei fatti, è forse proprio questo il bello del romanzo di 382 pagine: riuscire a collegare decenni diversi con un accurato gioco di specchi, facendo comprendere al lettore che certe cose forse sono sempre accadute, ma non per questo dobbiamo ora chiudere gli occhi e far finta di nulla.

Un tocco vivido di colore locale

La sera andarono dunque alla festa e incrociarono Edda con le sue amiche in mezzo all’affollamento di via Battisti, mentre erano impegnate a ridere del nome ambiguo – tirapicio, lo dissero più volte ad alta voce – di uno dei dolcetti esposti alla bancarella dove si erano fermate.

‘A Virginia’, di Andrea Benussi

Un altro lato indiscutibilmente caratteristico del romanzo è l’utilizzo massiccio ma non intrusivo del dialetto. Tutti i personaggi – abitando in un borgo poco frequentato da chi non vi è residente e, soprattutto, abitato da gente che raramente è uscita dai confini del territorio circostante – utilizzano infatti il dialetto come lingua principale. Un dialetto che però risulta naturale, comprensibile anche al lettore non bresciano o a chi non conoscesse il dialetto locale: se i termini più particolari hanno infatti la loro traduzione a piè di pagina, la gran parte dei discorsi diretti appaiono infatti facilmente intendibili.


Titolo: A Virginia
Autore: Andrea Benussi
Editore: Calibano, 2021

Genere: Romanzo
Pagine: 382
Isbn: 9791280224187

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Katiu Rigogliosi

Diplomata alla scuola d'Arte al corso di operatrice d'arredamento, nella vita si occupa di progettazione di interni, realizzando meravigliose SPA in giro per il mondo. Nata a Milano, cresciuta tra Piacenza e Bergamo, maturata sotto la mole di Torino, risiede oggi nella provincia al di là del fiume Oglio. Legge da quando ha memoria e non disdegna nessun genere, anche se le si illuminano gli occhi quando si tratta di sparatorie, uccisioni ed indagini. Gestisce un gruppo di Staffette Letterarie su Facebook, perché crede che la lettura condivisa in ogni parte d'Italia sia la cosa migliore che possa esistere.

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