Poesia inquieta e viscerale nella raccolta dell’autrice bresciana Mariastefania Facchinetti
Letto e recensito da Silvia Lorenzini per Brescia si legge
Sanguino, come tutti. Che la vita sgorghi come vuole
M. Facchinetti, Evaporo in te
Con Evaporo in te (Liberedizioni, 2025) Mariastefania Facchinetti, poetessa e insegnante bresciana, consegna al lettore un libro di poesia viscerale, un attraversamento della materia e del desiderio. La parola poetica diventa corpo, odore, sangue, saliva. Scoprirsi carne, e proprio per questo sentirsi vivi, creature, è il primo gesto radicale di questa raccolta.
Una poesia di ricerca e inquietudine
La ricerca dell’essenza attraversa l’intero volume, inducendo l’io poetico a muoversi in una tensione incessante fra materia e spirito. Ogni poesia si configura come una dichiarazione perentoria, un’affermazione di volontà. Dominano i verbi all’imperativo, che non suonano come ordini esterni ma come comandi interiori, atti di auto-investitura. Anche i frequenti “vorrei” non hanno nulla di onirico o remissivo: sono desideri che premono, che reclamano spazio e realtà.
Questa voracità esistenziale – «ho una fame insaziabile» – si declina in una doppia direzione. Da un lato, la tensione verso il mondo, vissuto come spazio di esperienza totalizzante; dall’altro, l’anelito verso una dimensione altra, spirituale, che si fa sempre più evidente nella seconda parte del libro. Il desiderio panico di fusione con la natura attraversa molte liriche: scomparire, annullarsi come io, diventare mare, albero, verde assoluto. La natura, in Evaporo in te, è una forza selvaggia e dominante, non addomesticata, specchio e amplificazione dell’energia interiore della voce poetica.
Femminilità, sacro e nostalgia
Accanto a questo filone primario emergono altri nuclei tematici significativi. La femminilità è centrale, ma radicalmente sottratta a ogni stereotipo: né donna-angelo, né femme fatale. Facchinetti restituisce la donna come forza primigenia, creatrice ed esplosiva, ancestrale nella sua potenza nascosta.
Non manca però una tonalità più sommessa e meditativa: alcune liriche si aprono alla nostalgia, alla contemplazione del passato, al ricordo di un’innocenza perduta, offrendo pause di respiro alla furia vitale che percorre il libro.
Il dialogo con gli elementi naturali – il sole, il castagno – assume talvolta la forma della preghiera, talvolta quella della ribellione, anche violenta, come espressione di un vitalismo che rifiuta confini e delimitazioni. Il senso del sacro non è mai pacificato: nasce dal conflitto, dalla fame, dal desiderio di assoluto.
Una scrittura chirurgica e raffinata
Dal punto di vista formale, la scrittura è asciutta e concentrata. I versi sono brevi, spesso brevissimi, pensati per isolare le parole, scavarle fino al loro nucleo semantico ed evocativo. La scelta lessicale è precisa, quasi chirurgica: pochi aggettivi, verbi netti, sostantivi densi. Il verso libero è sostenuto da un raffinato lavoro fonico, fatto di allitterazioni, anafore e polisindeti che creano una trama sonora compatta. Accanto ad analogie ardite, compaiono anche versi piani, quasi cantabili, capaci di una delicatezza improvvisa e luminosa.
Evaporo in te è un libro che non cerca mediazioni: chiede al lettore di esporsi, di entrare in contatto con una parola che è corpo, affermazione di esistenza. Una poesia che brucia e che, proprio per questo, lascia traccia.

Titolo: Evaporo in te
Autore: Mariastefania Facchinetti
Editore: Liberedizioni, 2025
Genere: poesia
Pagine: 84
ISBN: 9791255520955
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