Il “Garda bresciano”, tra eccellenze celebrate e tesori nascosti, nella quinta guida di Bams – LiberEdizioni

Una veduta aerea sul lago di Garda, con in primo piano la Rocca di Manerba. Ph. Bams Photo

 

Recensione di Federico Migliorati per Brescia si legge

Basterebbe citare Catullo, Goethe o D’Annunzio, tre che il Benàco lo conoscevano bene, o il Sommo Dante che pure lo richiamò nella Divina, per riunire in poche parole la bellezza di un territorio vasto e variegato in cui economia e storia, arte e ricettività, spiritualità e natura trovano da sempre un mix ideale per amalgamarsi.

Garda bresciano. I tesori nascosti” (LiberEdizioni, 2022 – acquista qui), la quinta guida del progetto Brescia Cult in vista del ruolo di capitale italiana della Cultura 2023 è dedicata interamente ai 21 comuni del “Garda bresciano”. Un viaggio nei luoghi o meglio nelle atmosfere che promanano da piccoli borghi e capitali storiche del lago, il tutto dispiegato nei testi sempre acuti e accattivanti di Marcello Zane, storico, giornalista, docente e ricercatore, e con il corredo fondamentale di immagini di alta qualità, scattate ancora una volta da BAMSphoto di Montichiari che sigla come editore insieme a LiberEdizioni l’intera collana.

La  “missione”, così è stata definita da Basilio Rodella, è, come in precedenza per Valtrompia, Valsabbia, Sebino e Franciacorta e Bassa bresciana, di invogliare ad andare alla scoperta dei “tesori nascosti”, di quei gioielli dell’arte, ma non solo, che contrassegnano un territorio, per offrire al turista, meglio ancora al viaggiatore disposto a investire il proprio tempo, uno scrigno di meraviglie e di conoscenza.

I tesori nascosti dall’Alto Garda a Desenzano

Il Garda bresciano acquisisce valore ai nostri occhi se sappiamo immergerci con gusto e piacere di visita nell’insieme dei paesi che lo compongono. Vivremo così affascinanti avventure nei luoghi di montagna con il Parco dell’Alto Garda dove la natura ancora domina incontrastata a Magasa e Valvestino (splendidi paesi decisi però a passare dopo decenni di rinvii in un futuro prossimo al Trentino) per scendere verso Toscolano Maderno con la sua valle delle Cartiere e il Museo della Carta e dirigersi in Valtenesi il cui villaggio palafitticolo di Polpenazze è sito Unesco e dove la cultura dell’olio e vino e le antiche fiere portano in mostra le tante eccellenze enogastronomiche locali.

Lonato del Garda, accanto a un ruolo agricolo e industriale, riserva la spettacolare rocca e l’ancor più magnificente Casa del Podestà dove deliziarsi tra libri antichi e sontuose stanze adornate di affreschi. E se parliamo di arte un salto è d’obbligo a Calvagese della Riviera che al MarteS dà modo al visitatore di ammirare una collezione unica di capolavori di scuole veneta del Seicento e Settecento oltre al Pitocchetto e a Callisto Piazza.

Un capitolo a parte lo meritano, va da sé, tanto Desenzano quanto Salò e Sirmione, le tre capitali del lago: se la prima, in cima alla classifica provinciale degli abitanti dopo il capoluogo, vive di un movimentato turismo 365 giorni l’anno e permette a quanti vi giungono di fare anche un tuffo nell’epoca romana o di scoprire come si trasforma un castello abbandonato in un edificio recuperato con cura e acribia, magari con un passaggio davanti al Tiepolo del Duomo, Salò resta nell’immaginario collettivo come la patria (Magnifica) dell’inventore del violino, Gasparo, di un periodo nefasto del Novecento con la Rsi che ne segnò la triste fama e di un Duomo dall’austero stile tardogotico al cui intervento troviamo i capolavori di Romanino, Celesti, Zenon Veronese, Palma il Giovane. Sirmione, le sue Grotte di Catullo, le chiese romaniche e le Terme dove ritrovare il benessere perduto è nome noto senza troppe presentazioni.

Più a nord si entra invece in territori “onirici”, là dove sul lago si specchia l’egotismo dannunziano che a Gardone col Vittoriale si trasferì dall’uomo al mito mentre sulla distesa azzurra sfrecciano le barche della Centomiglia di Bogliaco di Gargnano, terra prestigiosa per gli amanti degli sport d’acqua. Come non citare, sempre en passant e seguendo l’appassionato e appassionante ‘racconto’ di Zane, il paese di Tignale con la splendida Montecastello o il Guercino di Tremosine che è stato riconosciuto tempo fa quale uno dei borghi più belli d’Italia per non parlare di due splendide ville, Bettoni e Feltrinelli in quel di Gargnano.

Il Garda, un’esperienza del cuore e della mente

Il Garda – scrive l’autore di questa guida-non guida – è prima di tutto un’esperienza del cuore e della mente, prima ancora che del corpo”: ciò sottintende la necessità di liberarsi dagli affanni, di togliersi di dosso le preoccupazioni che ciascuno di noi si porta dietro per recuperare alla conoscenza e al nostro sguardo il buono e il bello che il territorio offre da sempre, così da goderne appieno.

Lo stupore è forse il sentimento che maggiormente colpisce sfogliando le pagine del libro: stupore di trovarsi davanti a un crogiuolo di storie comuni e diverse insieme, di un mondo che ormai è unanimemente apprezzato e riconosciuto in tutta Europa. 21 comuni, 21 specificità da mettere in risalto emulando quanto sosteneva Proust per il quale “viaggiare non significa scoprire nuovi posti, ma nel possedere nuovi occhi”: in questo modo sarà possibile e concreto rimanere affascinati dal percorso tra Limone e Pozzolengo, lungo questo lembo di terra tra lago, collina e montagna dove “le bellezze della natura – scriveva nell’Ottocento Ignazio Puecher Passavalli, scrittore e poeta – sono direi quasi profuse. I dolcissimi colli, i boschi d’ulivi e di lauri, i giardini di agrumi, le acque, l’aere, la luce, i mille profumi, il sereno de’ cieli, il sorriso di quelle spiagge”.


Titolo: Garda bresciano – I tesori nascosti
Autore: Marcello Zane
Editore: BAMS – LiberEdizioni, 2022

Genere: Guida
Pagine: 350
Isbn: 9791280148490 

Se vuoi acquistare questo libro online, fallo attraverso questo link: sosterrai il progetto Brescia si legge.

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