“Viaggiatori e itinerari in età moderna”: l’antica vocazione europeista dei bresciani nella raccolta di saggi edita da Morcelliana

Cartina dell'Europa nel 1700 (fonte: www.elearning.unite.it)

Durante l’età moderna, l’Europa è stata caratterizzata da «una società in movimento», cosmopolita, aperta e pronta ad accogliere i viaggiatori stranieri, soprattutto se portatori di saperi e capacità specifiche. Tra la metà del XV secolo e la metà del XVIII secolo anche molti bresciani si misero in viaggio, spinti dall’ambizione di fare carriera o dal desiderio di «oltrepassare i ristretti confini di una città che pareva soffocare le aspirazioni culturali».

“Da Brescia all’Europa. Viaggiatori e itinerari in età moderna” (Morcelliana, 2023 – acquista qui), ottavo volume della collana “Annali di storia bresciana” curato dal dottore in storia moderna Carlo Bazzani, raccoglie alcune esperienze significative e peculiari di bresciani che «dalla fine dell’epoca medievale agli albori delle grandi rivoluzioni atlantiche» viaggiarono e soggiornarono in diversi Paesi del continente europeo.

Molti umanisti, così come una nutrita schiera di diplomatici, non riuscivano a trovare spazio nella rete di relazione esistente a Brescia, anche – e forse soprattutto – poiché le istituzioni, sia politiche che educative, avevano evidenti limiti culturali, che spinsero – come accennato – a trovare fortuna lontano dalla propria terra natia.

Angelo Brumana, “Pietro Carmeliano da Brescia alla corte dei Tudor. Un itinerario di carta tra XV e XVI secolo”, p.44

I sette contributi che compongono il volume, realizzati da giovani storici e studiosi affermati, presentano e commentano i viaggi di una decina di bresciani che si distinguono per i diversi itinerari percorsi, per la loro estrazione sociale e per le motivazioni che li spinsero a lasciare Brescia. Le loro esperienze, raccontate in lunghe corrispondenze o in diari che raramente si rifanno al modello delle relazioni di viaggio, descrivono l’Europa come una «terra ove si circola a fini professionali o di carriera».

Per alcuni nobili bresciani, il viaggio rappresentava infatti un’opportunità di intessere relazioni e di osservare gli usi, i costumi, la politica e la diplomazia delle grandi corti europee. Lo testimoniano l’“Itinerario” di Virgilio Bornati, umanista quattrocentesco che in un latino ricercato e sintetico racconta il suo pellegrinaggio in Asia e nell’Europa del Nord, e il diario di viaggio del conte Giovanni Negroboni che agli inizi del Settecento partì con l’idea di «fare un giro per le corti d’Europa».

Sempre nell’ambito dell’aristocrazia ci furono molti nobili che, invece, lasciarono Brescia per fare carriera, come nel caso dei medici Giovanni Pietro Merenda, Giovanni Planerio e Geronimo Donzellini che nel XVI secolo presero servizio nei territori degli Asburgo presso la famiglia stessa dell’Imperatore. Tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, anche Marsilio Gambara e Tomaso Caprioli partirono per l’Ungheria e la Transilvania per fare carriera militare combattendo nella «Lunga guerra». Allo stesso modo, alla fine del XVIII secolo Giovanni Andrea Archetti, originario di una nobile famiglia di mercanti, trovò fortuna assumendo la carica di nunzio a Varsavia.

Anche bresciani che non avevano aspirazioni nobiliari intrapresero carriere di successo grazie ai loro viaggi in Europa. È il caso di Pietro Carmeliano, umanista esperto nell’arte della tipografia che tra il XV e il XVI secolo fu un apprezzato cortigiano presso la corte inglese dei Tudor, e di Pietro Busto, musicus bresciano che si trasferì in Transilvania al servizio della corte dei Báthory alla fine del XVI secolo.

“Da Brescia all’Europa. Viaggiatori e itinerari in età moderna” è un testo accademico che risulta però accessibile anche a un più ampio pubblico grazie alla premessa di Carlo Bazzini, che fornisce una precisa contestualizzazione dell’esperienza del viaggio in età moderna, e al contributo di Gilles Bertrand, che mette in relazione i diversi saggi analizzando similitudini e differenze degli itinerari bresciani.

Gli studi raccolti si basano su una documentazione archivistica principalmente inedita che consente di portare alla luce nuovi elementi sulla storia bresciana, sull’esperienza del viaggio e sulla geografia europea «vista da Brescia», nell’ottica di un aggiornamento storico e storiografico promosso dall’Ateneo di Brescia – Accademia di Scienze, Lettere e Arti.

È infine interessante notare che il volume prende in considerazione solo viaggiatori uomini perché, come evidenzia Gilles Bertrand, «stando allo stato attuale degli studi, sembra che tra i bresciani che partirono per l’Europa non ci siano state figure di sesso femminile, in contrasto con quelle donne italiane che negli ultimi decenni del Settecento percorsero l’Italia, scrivendo relazioni spesso a lungo non pubblicate».


Da Brescia all'Europa. Viaggiatori e itinerari in età moderna

Titolo: Da Brescia all’Europa. Viaggiatori e itinerari in età moderna
Curatore: Carlo Bazzani
Autori: Sergio Onger, Carlo Bazzani, Gilles Bertrand, Raffaella Capitanio, Angelo Brumana, Alessandra Quaranta, Simona Negruzzo, Paolo Amighetti, Daniele Montanari
Editore: Morcelliana, 2023

Genere: Saggio
Pagine: 176
ISBN: 9788837238384

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Francesca Cocchi

Nata nel 1996, è cresciuta in Valle Camonica e ha studiato tra Padova e il Belgio. Dopo la laurea magistrale in lettere classiche, si stabilisce a Brescia dove lavora come copywriter per il marketing. Filologa di formazione, predilige da sempre i grandi classici, ma non si lascia intimorire dagli autori contemporanei. Di carattere introverso, si trova a suo agio in viaggio, tra i libri e al tavolo di un buon ristorante.

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