‘Romanzetto estivo’: la lingua raffinata di Gherardo Bortolotti alle prese con le estati dell’amore

Recensione a cura di Andrea Franzoni per Brescia si legge

L’aspirazione di Gherardo Bortolotti è forse quella di scrivere romanzi senza trama fatti di momenti, immagini, scenari, canzoni. E ‘Romanzetto estivo’, l’ultima opera dell’autore bresciano edita dalla romana Tic edizioni (acquista qui), è in fondo questo: un piccolo “romanzo” composto da brevi testi, quasi poesie in prosa, cesellati dall’autore bresciano con eleganza, stile ed efficacia.

Recensito positivamente – tra gli altri – su Tuttolibri, l’inserto culturale de La Stampa, e da Vanni Santoni su Linus, ‘Romanzetto Estivo’ è nel concreto un mosaico di considerazioni, immagini e riflessioni sul tema dell’amore letto attraverso il personalissimo punto di vista dell’autore. Ma è anche – e forse soprattutto – un piccolo gioiello da leggere e rileggere riconoscendo ad ogni parola l’attenzione ed il peso che l’autore gli ha saputo dare.

Gherardo Bortolotti, bresciano classe ’72, è d’altronde un autore anomalo per il panorama bresciano: formatosi sui blog letterari e sulle riviste web, ha sviluppato un suo percorso di ricerca che lo ha portato negli anni a fondare e curare progetti dedicati alla letteratura sperimentale, tra cui GAMMM, e a diventare redattore di uno dei più importanti blog letterari italiani, cioè Nazione Indiana. ‘Romanzetto Estivo’ segue ‘Low. Una trilogia’ (raccolta di prose ripubblicate nel 2020 inserita tra i 100 migliori libri italiani del primo ventennio degli anni 2000 dalla giuria di qualità de L’Indiscreto) e ‘Storie del pavimento’ (2018), sempre editi da Tic editore.

Le stagioni dell’amore

Il nucleo tematico attorno a cui ruotano le prose di ‘Romanzetto estivo’ è forse il più frequentato ed anche per questo il più impegnativo di tutti: il sentimento dell’amore. Sentimento che, in ‘Romanzetto estivo’ Bortolotti accetta coraggiosamente di affrontare mettendosi a nudo ed utilizzando il materiale caldo della propria esperienza personale.

A scatenare in Bortolotti la necessità di scrivere queste prose, come racconta la breve premessa, sono stati infatti una serie di eventi concomitanti accaduti nell’estate 2019: la separazione, l’incontro dopo venticinque anni con il primo amore, la morte del padre.

Il mix di nostalgia, solitudine e capacità introspettiva ha probabilmente fatto il resto, attivando una sorta di dialogo continuo dell’autore con sé stesso che ha dato origine a brevi testi notturni che sono evidentemente il distillato di moti dello spirito enormemente più articolati.

Attraverso queste brevi e frammentarie prose (pagine strappate di diario? post? brandelli di pensieri? monologhi allo specchio?), ‘Romanzetto estivo’ riproduce così nella mente del lettore una cinquantina tra riflessioni, viaggi mentali, memorie di avventure estive di gioventù ed echi di storie consumate o immaginate in un quarto di secolo. Il tutto affrontato con un mix di consapevolezza disincantata, che a tratti sembra sfociare nel cinismo, e di romanticismo da poeta dell’Ottocento (non per nulla l’epigrafe che apre il libro è affidata a Hölderlin), su un sottofondo di musica new wave (su Spotify è anche disponibile una playlist dedicata).

Uno stile essenziale e ricercato

Il resto lo fa lo stile, essenziale ma raffinayo, proprio di Bortolotti. Capace da un lato di rifuggire la retorica, il manierismo ed i cliché, e dall’altro abile a scegliere ogni volta la parola, l’immagine e la metrica giusta dimostrando un autocontrollo ed un’attenzione ai dettagli degna di nota.

Uno stile insomma minimale, asciutto, pulito, a levare, che riduce all’osso il numero di parole rendendo però ciascuna di esse essenziale e restituendole il suo valore. Al punto che, molti dei paragrafi, sembrano ricordare le più ispirate prose orientali o dei testi già pronti per diventare delle canzoni.

Un “romanzetto” breve, ma che dà l’impressione di dover essere letto più volte per poter essere pienamente assaporato. Un libro consigliato a tutti, perché anche se il tema è universale ciò che Bortolotti scrive non è affatto banale, ma soprattutto a chi crede di saper scrivere e a chi desidererebbe saperlo fare.


Titolo: Romanzetto estivo
Autore: Gherardo Bortolotti
Editore: Tic Edizioni 2021

Genere: Narrativa
Pagine: 60
Isbn: 9788898960460

Se vuoi acquistare questo libro online, fallo attraverso questo link: sosterrai il progetto Brescia si legge.

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Andrea Franzoni

Nato negli anni ’80, vive tra Brescia e Milano e continua ad esercitare a modo suo l’interesse per il mondo e per le persone. Sociologo di formazione ed attivista per necessità, si è occupato negli anni di marketing, sondaggi, e fundraising, ed oggi lavora nel "centro studi" di una multinazionale della pubblicità. Prima di fondare "Brescia si legge" e di dedicarsi alla creazione (attraverso la sua rappresentazione) della "scena letteraria bresciana" ha pubblicato un romanzo (Educazione Padana, 2018) ed una raccolta di racconti ('I forestieri e l'anima della città. Storie di migranti a Brescia nella seconda metà dell'800', 2019).

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