Voci di una contrada: in un’opera corale, la storia di Via Zanardelli racconta l’evoluzione di Gardone Val Trompia

Letto e recensito da Candida Bertoli per Brescia si legge
“Oggi sembra quasi impossibile a chi attraversa la Via Zanardelli senza conoscere la storia del paese, ma il vero centro vivo, produttivo e commerciale di Gardone era stato qui, lungo il percorso di questa strada, tra la chiesa parrocchiale di San Marco e quella di San Carlo, protetta dall’alto dal santuario di San Rocco. Di qui erano passati e avevano sostato durante le loro visite alle fabbriche gardonesi la duchessa di Parma e il viceré Eugenio di Beauharnais, l’Arciduca Ranieri e Il Granduca di Toscana e altri rappresentanti degli Asburgo, oltre al re Umberto I accompagnato da Zanardelli. Qui aveva dato l’avvio alla sua secolare fortuna la famiglia Beretta, l’unica delle antiche e grandi famiglie industriali che lega ancora il suo nome e la sua attività al luogo d’origine. Qui, come abbiamo visto, hanno vissuto personaggi importanti per la storia gardonese e molti, meno conosciuti ma altrettanto importanti, operai, operaie, immigrati, negozianti, osti e ostesse, albergatori, che hanno costituito il cuore pulsante della città di Gardone Val Trompia.”
Laura Soggetti – Una strada che attraversa la storia – in “Voci di una contrada” – pag. 98
“Voci di una contrada” è un’opera corale che raccoglie gli studi effettuati, con approccio multidisciplinare, da un’equipe di ricercatori e studiosi di storia locale.
Il libro è dedicato agli abitanti di Gardone Val Trompia ed in particolare a chi vive o ha vissuto in quella che, prima di essere intitolata al maggior statista a cui Brescia abbia dato i natali, era denominata Via Regia e che congiungeva la Valle con la città. La via, modificandosi nel tempo, ha plasmato l’urbanistica e nel contempo la vita e la storia di Gardone.
Una via, il fulcro di una comunità
La singolarità del libro risiede nel coinvolgimento di moltissime voci, tra le quali non possono essere dimenticate quelle dei bambini e dei ragazzi, cui è stato chiesto di reinterpretare le antiche fotografie in bianco e nero arricchendole con particolari e dettagli colorati e di fantasia.
Il volume è il risultato di un lavoro svolto da diversi angoli prospettici che si fondono per comporre uno sguardo d’insieme: l’archivista, l’architetta, la studiosa di storia dell’arte si uniscono alle testimonianze orali raccolte, ai bambini ed a tante altre persone che hanno collaborato alla ricostruzione di una lunga storia, ognuno con il proprio tassello.
Sfogliare il volume dà il piacere di immergersi in condizioni di vita che non conosciamo più: i bambini hanno la scriminatura tra i capelli perfettamente diritta e indossano calzoncini cortissimi, le donne abiti di foggia superata, gli uomini portano baffi e cappello.
La ricerca storica è basata su solide basi archivistiche; si è partiti quindi con la consultazione di svariati documenti conservati negli archivi storici di Gardone e di Inzino (Ente autonomo fino all’aggregazione con Gardone avvenuta nel 1927), ed è proseguita all’Archivio di Stato di Brescia per quanto attiene ai dati dei catasti storici. Non secondaria è stata la ricerca svolta negli archivi di alcuni Enti preunitari, come la Prefettura del Dipartimento del Mella, la Cancelleria prefettizia superiore, l’Imperial Regio Commissariato distrettuale di Gardone, senza dimenticare lo storico quotidiano zanardelliano “La Provincia di Brescia” da cui sono state tratte alcune note di colore.
Carteggi, mappe, progetti e documenti di vario genere hanno portato ad un resoconto della storia della Via.
Botteghe, armi e osterie
Sulla strada e nelle aree circostanti si aprono osterie, macellerie, negozi di frutta e verdura, pastifici e fornai, a stretto contatto con le fabbriche di armi, le filande, le botteghe artigianali di fabbri, calzolai e falegnami. I documenti, spesso risalenti ai primi anni del Novecento, sono scritti a mano con una grafia in corsivo a volte difficilmente decifrabile. Le bolle di consegna, le ricevute, le carte da lettera sono decorate con grappoli d’uva e disegni floreali in stile liberty.

Passeggiando per la strada possono essere colti dettagli che testimoniano le trasformazioni avvenute nel tempo: una finestra tamponata, una torre mozzata, immagini sacre scolorite, preziosi intonaci decorati a graffito, cornici di finestre ornate con putti a stucco, finiture ricercate che denotano la ricchezza della committenza.

Ma Gardone e la Valle Trompia sono noti in tutto il mondo per le armi.
“Di armaioli ce n’erano parecchi anche a Inzino, ma era in via Zanardelli a Gardone che facevano certe operazioni, soprattutto in via Gorgo, nel cortile subito dopo il volto che si trova scendendo a destra. Lì entravi e c’era una specie di enclave; lavoravano proprio dentro degli antri che addirittura sembravano delle grotte. Poi la viuzza usciva più a sud e con una curva ritornava in via Zanardelli. Oggi quel passaggio non è più praticabile. In quel vicolo gli artigiani facevano quelle lavorazioni particolari. Andavi lì dentro e li vedevi neri da capo a piedi.”
Mauro Abati – Via Zanardelli, il racconto – in “Voci di una contrada” pag. 301
Quella riportata è la testimonianza di un ricordo che risale agli anni Sessanta del Novecento, non moltissimi anni fa. Le lavorazioni dei fucili da caccia avvengono in ogni spazio disponibile, spesso nelle cantine di negozi e di abitazioni.
E infine le osterie, luoghi di ritrovo in cui gli uomini trascorrevano gran parte delle ore libere dal lavoro:
“All’osteria le famiglie non venivano quasi mai; venivano per la maggior parte uomini e non per una questione di soldi, quelli se li guadagnavano, lavoravano minimo dodici ore al giorno. E’ che non ci portavano la moglie…All’osteria qualcuno veniva ogni tanto per suonare la fisarmonica. Quando si suonava la gente era contentissima e lì si cantava e si beveva.”
Mauro Abati – Via Zanardelli, il racconto – in “Voci di una contrada” pag. 302
Il libro è arricchito da molte immagini suggestive: fotografie di luoghi e di volti, mappe, documenti catastali, bolle di consegna, dipinti sacri e profani, ricordi di ogni genere a testimonianza di una comunità viva e solidale.
Il volume (abbellito dalle fotografie di Gianluigi Tagliabue) è stato voluto e promosso da Valtrompia Cuore APS, un’associazione di promozione sociale impegnata da un ventennio nel sostegno degli Spedali di Gardone Val Trompia e di Brescia e provincia. E’ un percorso di memoria, un racconto toccante del territorio e della sua gente e nella ricostruzione di una, forse, piccola storia locale invita anche le generazioni più giovani a conoscere il proprio passato.

Titolo: Voci di una contrada – Via G. Zanardelli a Gardone Val Trompia
A cura di: Mauro Abati e Mario Mari
Contributi di: Mauro Abati, Barbara D’Attoma, Giovanni Raza, Barbara Scala, Laura Soggetti.
Editore: Valtrompia Cuore APS
Anno: 2025
Genere: saggio
Pagine: 352
ISBN: 9791221090635
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