“Il mistero della torre”, due fratelli alle prese con il fantasma di Barco

Castello Barco

Recensione a cura di Chiara Massini per Brescia si legge

Si racconta che nel castello si aggiri il fantasma di una bambina…alcuni abitanti l’hanno vista camminare nel salone principale, altri riferiscono di averla sentita piangere.

“Il mistero della torre”, Sara Acerbis

Narra la leggenda che nel castello di Barco viva il fantasma di una bambina che ogni anno il 9 maggio – il giorno in cui, secondo i Romani, i morti che non avevano avuto giusta sepoltura tornavano sulla terra – si aggira per il giardino, tormentata, forse in cerca di qualcosa. Il castello, costruito e abitato per quattro secoli dalla famiglia Martinengo, diventa lo scenario perfetto per una storia di avventura in cui si mescolano realtà storica, racconto popolare e finzione.

“Il mistero della torre” (Angolazioni, 2020) di Sara Acerbis, con la prefazione del giornalista Massimo Tedeschi, è la storia di due fratelli, Tommy e Niky, che in una domenica di inizio primavera vanno in visita al Castello di Barco, frazione di Orzinuovi, e mentre si aggirano per le stanze e i giardini trovano qualcosa che solletica la loro curiosità, oltre ad un pizzico di paura.

Un segreto che unisce grandi e piccini

Proprio lì su quella torre che domina il paesaggio da secoli, torre impenetrabile per chiunque, un uomo dal volto cupo e dall’aria sinistra li osserva. Dopo lo sgomento iniziale i due ragazzini uniscono le forze per risolvere questo mistero e per portare alla luce un segreto custodito da generazioni: Isabella, la terza figlia del condottiero Gianfrancesco Martinengo, che fine ha fatto? Perché compare solo in un dipinto ma nessun documento parla di lei?

Al loro fianco una serie di adulti che condividono con i più piccoli la voglia di svelare la verità per rendere giustizia a chi non c’è più. Prima fra tutti la madre, docente di Storia medievale, coadiuvata da un collega e da una bibliotecaria che rappresentano la concretezza, ciò che si può toccare con mano spulciando in archivio tra i documenti e i dati. Poi i coniugi Giulio e Lucia, che da anni vivono nei pressi del castello e che incarnano il sentimento popolare, lo spirito della tradizione, e che forniscono ai due bambini il materiale necessario per continuare le indagini. Infine il parroco, Don Carlo, che dà le conferme al momento giusto.

È anche la storia di una comunità, quella della bassa bresciana, di tradizioni a lungo tramandate, di leggende popolari con sempre un fondo di verità che rendono questi luoghi e questi ambienti carichi di fascino e mistero. Proprio i luoghi sono descritti fedelmente e identificabili con facilità da chi è passato almeno una volta da queste parti. Si può coglierne l’atmosfera e le sfumature all’apparenza cupe ma di fatto nascondiglio di luminose realtà storico-culturali da conoscere.

L’autrice

L’autrice, insegnante alla scuola dell’infanzia, umanista per passione e attiva nel mondo culturale bresciano, ha saputo creare una storia adatta a tutte le età riprendendo topoi della letteratura del mistero come il maniero infestato, il fantasma che si aggira in un giorno fisso dell’anno (la leggenda ricorda per esempio quella analoga della Dama Bianca del castello di Padernello, a pochi chilometri da Barco), voci inspiegabili e apparizioni miracolose. È riuscita anche a caricare di suspense la narrazione, non abbandonando mai il lettore, ma accompagnandolo con mano a trovare il bandolo della matassa. Tutti, protagonisti e lettori, rimangono con il fiato sospeso fino alla fine quando Acerbis scioglie ogni enigma in maniera magistrale.

Un giallo quindi che ha l’obiettivo di far conoscere ai giovani lettori una parte della Bassa Bresciana ancora non valorizzata soprattutto per la sua importanza storica e di accendere in loro il senso di appartenenza alla propria terra.


Titolo: Il mistero della torre
Autore: Sara Acerbis
Editore: Angolazioni, 2020

Genere: Giallo, fantasy per ragazzi
Pagine: 81
Isbn:  9788898993505

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Chiara Massini

Laureata in "Scienze della comunicazione" e in "Editoria e giornalismo" a Verona, è appassionata da sempre di lettura e scrittura. Nel 2019 ha pubblicato la sua tesi di laurea dal titolo “La fanfiction” e successivamente alcuni racconti in antologie. Da due anni lavora in biblioteca e si occupa di organizzare eventi e presentazioni di libri. Sul suo comodino non possono mai mancare almeno 3 libri (di cui uno urban fantasy) e un bicchiere di succo ace.

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