L’ultimo segreto di Majorana: l’incredibile storia di Rolando Pelizza e della sua macchina nell’inchiesta di Lorenzo Paletti
Letto e recensito da Piero Galli per Brescia si legge
La storia di Rolando Pelizza e della Macchina di Majorana si muove in un limbo tra scienza, fantascienza e mito. È una storia incredibile, un thriller che affonda le sue radici in eventi documentati, ma che allo stesso tempo sfida le nostre capacità di discernimento e il nostro desiderio di meraviglia
(Prefazione, p. III)
Quando, com’è normale fare in libreria, si prende tra le mani questo tomo e lo si sfoglia, si ha l’impressione di avere a che fare con la “follia” di un autore, Lorenzo Paletti, che ha accumulato una pagina sull’altra, di fogli stampati, forse seguendo una qualche logica, o forse no, al fine di ottenere settecento pagine. Poi, iniziando a leggere, la prefazione di Massimo Polidoro, co-fondatore con Piero Angela e segretario nazionale del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, incuriosisce e rassicura, spingendo in un’avventurosa lettura.
Lettura che supera inizialmente un doveroso glossario scientifico e poi un’agguerrita premessa sul motivo di una seconda edizione, questa, che è scaturita dalle forti polemiche suscitate dalla prima, con le accuse all’autore mosse dal social media manager e dallo staff dei canali online di Rolando Pelizza. La premessa è quindi arringa difensiva, ma anche una prima introduzione al secondo volume. Arriva poi, a pagina 5, una seconda introduzione che cattura il lettore, suscitando il fascino necessario ad affrontare le prossime seicentonovantasette pagine.
Una storia incredibile con epicentro a Chiari
La storia della Macchina di Ettore Majorana e Rolando Pelizza vive all’intersezione tra scienza, fantascienza, politica, spionaggio, logge massoniche, rapimenti e furti d’arte. È una storia folle, incredibile e intricatissima, ma allo stesso tempo documentata all’inverosimile […] come dimostrano le prove inedite che troverete pubblicate qui, penso di aver scavato abbastanza a fondo per potervi offrire un resoconto chiaro e oggettivo su Rolando Pelizza e sulla straordinaria invenzione a cui ha dedicato la sua vita.
Introduzione, p. 9
Sull’incredibile storia di Majorana si è già scritto molto, anche recentemente. Vedasi la presentazione, il 22 ottobre 2025, a Palazzo Madama del saggio Majorana Pelizza il segreto svelato di Alfredo Ravelli. Ma nel caso qui recensito l’autore, Lorenzo Paletti, è un prestigiatore. Questo gli consente di spostare la ricerca su un piano personale, ch’è un punto di vista molto originale e stimolante, quasi un contraltare, di risposta a quello di Ravelli.
Se vogliamo fare un parallelo ironico “scientifico” in stile Pelizza: se il libro di Ravelli è fatto di materia, quello di Paletti è di “antimateria”. E siccome Paletti è anche un fisico, il suo libro è infarcito di esempi scientifici, di semplice comprensione, che vanno a confutare le “prove” addotte dai sostenitori della Macchina di Pelizza, realizzata su indicazioni dello scomparso, molti anni prima, scienziato Ettore Majorana.
Tutta l’assurda vicenda di questa fantomatica Macchina ha della brescianità, visto che Rolando Pelizza era di Chiari, paese della provincia di Brescia, dove un proverbio dice che “anche il più stupido sa suonare il violino con una mano”. E infatti, nello stesso paese, contemporaneamente a Pelizza, abbiamo avuto anche Gaspare Malinverno, inventore e costruttore di una macchina del moto perpetuo, che mostrava in movimento solo per pochi secondi, timoroso che si scoprisse il suo segreto…
Ma la macchina di Rolando Pelizza fa molto di più! Disintegra le cose, produce energia illimitata, trasforma un materiale in un altro e ringiovanisce la materia organica, compresi gli esseri umani.
Tra cronaca, testimonianze e formule magiche
A volte si ha l’impressione di leggere un romanzo di fantapolitica, altre volte un poliziesco condito d’intrighi e reati, rapimenti e tentate estorsioni, oppure un saggio storico o un’inchiesta giornalistica… ma a tratti viene in mente anche l’opera artistica Permanent Food di Maurizio Cattelan, soprattutto nelle molte pagine che riportano gli articoli di giornale originali, o i documenti, già pubblicati altrove, o inediti perché recentemente desecretati.
In questo senso, uno dei punti alti della follia, anche letteraria, è rappresentato dalle 32 pagine nere che riportano la fitta sequenza di numeri bianchi, per l’esattezza 118.173, elaborati da un certo Carlo Tralamazza, su richiesta di Rolando Pelizza. Tal sequenza è seguita dal capitolo Istruzioni per l’uso, dove il lettore più intraprendente spera di trovare come applicare un metodo che si basa sul Pensiero di Dio. Sì perché per far funzionare la Macchina di Majoprana/Pelizza serve una formula numerica, ma anche un “pensiero” che la attiva. Si vedrà, poi, che serve anche una formula fatta di parole da pronunciare.
È il 1964 quando, nel laboratorio di Chiari, Rolando completa il primo prototipo. Da una faccia della Macchina, connessi ad alcuni motorini elettrici installati al suo interno, sporgono due cavi elettrici. Trepidante, Rolando li collega ad una batteria per auto. Non appena il circuito viene chiuso, una luce accecante investe il piccolo laboratorio […] Dal 1964 al 1972, Rolando costruisce 228 esemplari della Macchina ottenendo altrettanti fallimenti. (pp. 77, 78)
Poi finalmente, una versione della Macchina, costruita da Pelizza nei pressi del forte di Cima Ora, nel Baremone, in Valle Sabbia, funziona!
Al racconto biografico e cronachistico si aggiunge la testimonianza dell’ex sindaco di Chiari e una incredibile sequenza di altri personaggi d’alto rango italiani e stranieri, militari e politici, affiliati ai servizi segreti, piuttosto che alti prelati e membri della massoneria. Un intreccio che suscita nel lettore interesse e meraviglia. È tirato in ballo persino il noto ex sindaco cittadino Bruno Boni, che da Brescia avrebbe assistito all’esperimento trasmesso in diretta dal Baremone, in TV, sovrapposto ad un canale svizzero, tramite la Macchina stessa.
Un’opera meravigliosa tra debunking e inchiesta
Dunque meravigliosa è quest’opera letteraria (nel senso “della meraviglia”) che ricorda il recente Nelle fauci del tempo, di Davide Pulici (Ed. Nocturno, 2023), documentatissimo saggio sulla figura di padre Pellegrino Ernetti, costruttore del “cronovisore” che, sintonizzandosi sul passato, è riuscito ad inquadrare Gesù Cristo durante la via Crucis e a restituircene una fotografia. In tal caso, però, la prefazione è del contestabile ufologo Roberto Pinotti.
In molte pagine l’autore Lorenzo Paletti si presenta come il tipico debunker: un sedicente esperto (che poi magari lo è davvero) che smaschera notizie false propagandate da sedicenti esperti, smontando una a una le loro affermazioni. Altre volte fa scorrere i fatti con distacco e oggettività, lasciando che sia il lettore a farsi una propria idea sul grado di assurdità dei racconti e sul livello trash di certe situazioni veramente accadute. Il tutto, come si diceva, è lautamente condito da articoli di giornale e documenti integralmente pubblicati, per chi dovesse essere particolarmente affamato di “verità” e dettagli.
Il 9 giungo 2007, negli uffici del segretario di Stato (cardinale Bertone) Rolando e il cardinale Sodano si incontrano con George W. Bush. I tre vengono fotografati insieme poco prima di firmare il contratto preparato da Rolando. Oltre al pagamento di 200 milioni di euro per l’oro trasmutato, Rolando intende anche costituire alcune società che utilizzeranno la Macchina in diversi modi, come per l’eliminazione dei rifiuti radioattivi, per la produzione di energia, per la realizzazione di trafori per le gallerie, per la trasmutazione di elementi inorganici in cibo, la ricostruzione dell’ozono e l’ossigenazione dei mari”. (p. 602)
Per chi volesse approfondire il tema, facendosi quindi un’idea più chiara e completa sulla veridicità dei fatti, esiste una nutrita bibliografia, soprattutto ad opera del biografo di Pelizza, suo cugino Alfredo Ravelli, oltre che tante pagine web e vari video su youtube. La mole di materiale rintracciabile è evidente già dal numero di pagine di questa edizione. Ma va persino oltre il libro del suo concorrente Ravelli, Majorana-Pelizza il segreto svelato, che consta di ben 1.800 pagine e costa ben 390 euro.
Qualche ripetizione di parola e alcuni refusi, ma il bilancio è tutto sommato molto positivo. Il libro di Lorenzo Paletti è al contempo divertente ed avvincente, sostenuto da un buon ritmo di scrittura che ne compensa la mole, ricco di colpi di scena, rivelatore e disvelatore. È dunque consigliabile a tutti, soprattutto a chi non ha mai sentito parlare della storia di Majorana/Pelizza. A tratti può essere persino didattico, utile a studenti di fisica di scuola secondaria di secondo grado.
Prodotto in proprio dall’autore, la distribuzione è per ora limitata a piattaforme di vendita web.

Titolo: L’ultimo segreto di Majorana, la macchina di Rolando Pelizza
Autore: Lorenzo Paletti
Editore: Self Publishing (2024)
Genere: saggio
Pagine: 702
ISBN: 979-8-3754-6926-3
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