“Figlio di un assassino”: legittima difesa e colpa nel nuovo legal thriller bresciano di Nicola Fiorin

Recensione di Francesca Cocchi per Brescia si legge

Secondo gli antichi Greci, le colpe commesse dai padri ricadono sui figli. Quale sarà quindi il destino del figlio di un uomo che ha ucciso un ladro che si è introdotto in casa sua e ne ha aggredito la moglie? E quale sarà la sorte di un adolescente che si porta sulle spalle il peso di non aver mai conosciuto il padre ed è finito davanti al tribunale dei minori per lesioni e rapina ai danni di un coetaneo?

In “Figlio di un assassino” (Arpeggio Libero, 2021 – acquista qui), settimo capitolo della saga di legal thriller ideati da Nicola Fiorin, l’avvocato Angelo Della Morte si trova ad affrontare due casi apparentemente semplici, nei quali però dietro alla realtà dei fatti si nasconde una verità più complessa.

Nel corso delle indagini, l’avvocato penalista più rocker del foro bresciano si trova a riflettere sul tema della paternità, mentre affronta la spinosa questione della legittima difesa e fa i conti con un passato che non è possibile cancellare. Sullo sfondo si intravede una Brescia inquieta, una città percorsa da reti sempre più fitte di corruzione e in cui dilaga la criminalità organizzata.

Un avvincente nuovo capitolo che, oltre a riconfermare le doti di scrittura dell’autore e avvocato bresciano Nicola Fiorin, riflette su tematiche delicate e attuali fornendo al lettore, unitamente a suspense e coinvolgimento, ottimi spunti di riflessione.

Un caso di legittima difesa

Quello che, invece, nessuno pareva considerare era che un uomo con un figlio in arrivo si era trovato nella difficile situazione di dover prendere una decisione con cui avrebbe fatto i conti per il resto della sua vita, anche dopo che i riflettori si sarebbero spenti e il dibattito politico avrebbe trovato altro da trangugiare.

Nicola Fiorin, “Figlio di un assassino”

Simone Chiari è un giovane e promettente architetto bresciano che presto diventerà padre. Una notte, sorprende nella sua casa un ladro intento ad aggredire la moglie incinta e, senza dubbi né esitazioni, prende la pistola da lui legalmente detenuta ed esplode tre colpi precisi e mortali. Le circostanze così ricostruite sembrano suggerire che si tratti di un evidente caso di legittima difesa e per l’avvocato Della Morte, difensore di Chiari, si prospetta un processo dall’esito apparentemente scontato.

Non è però di questa opinione il sostituto procuratore Lorena Locatelli. Quest’ultima sospetta che la giovane coppia stia mentendo e che la morte del ladro costituisca in realtà un omicidio premeditato. La ricerca della verità non è però così semplice e, nel corso delle indagini preliminari, l’ambiziosa e determinata PM è costretta a scontrarsi con un sistema giudiziario pigro, che preferisce credere alle apparenze piuttosto che inimicarsi l’opinione pubblica.

Omissioni e bugie portano anche l’avvocato Della Morte a pensare che l’architetto e la giovane moglie stiano nascondendo qualcosa e la sua linea difensiva pare sul punto di crollare del tutto quando emerge che il cliente è sorvegliato dall’antimafia per presunti contatti con la ‘ndrangheta locale.

Quando il passato bussa alla porta

Poi gli esami, le feste, le vacanze. C’era sempre una ragione per rimandare il mio ritorno e quando tornavo trovavo sempre tutto uguale, dai luoghi, alle persone ai discorsi. Persino gli eventi mi sembravano sempre gli stessi, frames di un video in loop mandato avanti in continuazione, ogni volta mi sentivo un po’ più straniero.

Nicola Fiorin, “Figlio di un assassino”

Le preoccupazioni professionali di Della Morte passano però in secondo piano quando si presenta alla porta del suo studio legale un adolescente indagato dal tribunale dei minori per rapina e lesione verso un compagno di scuola. Pietro Ottelli arriva dallo stesso paese di provincia in cui è cresciuto Angelo ed è stata infatti la madre, prima di morire, a consigliargli di rivolgersi in caso di problemi all’avvocato di città da lei frequentato anni prima.

Mentre segue il caso di Pietro, ragazzo schivo e cresciuto senza un padre, l’avvocato Della Morte non può evitare di pensare a quell’ultima estate trascorsa al paese prima di iniziare il praticantato in città e dare così inizio alla sua carriera di aucàt. Quell’estate passata a fianco di Roberta Ottelli prima che lei sparisse dicendo di volersi trasferire a Londra.

Il particolare senso di giustizia dimostrato da Pietro nel cercare di contrastare una baby gang di coetanei e il ricordo di Roberta metteranno in difficoltà il duro avvocato Della Morte e riusciranno a far emergere i il suo lato più umano e fragile.

Sì, mi ha detto che io sono uno di quelli che nella vita fa il tifo per gli indiani e non per i cow boys, e forse è vero. Sarò l’avvocato di chi in un mondo di cow boys si sente un indiano.

Nicola Fiorin, “Figlio di un assassino”

L’originalità di un legal thriller tutto bresciano

Il nuovo romanzo dedicato alle avventure dell’avvocato Angelo Della Morte è caratterizzato dal peculiare stile a cui ci ha abituato Nicola Fiorin. Nei vari capitoli, infatti, la voce narrante in prima persona dell’avvocato Della Morte si alterna a un narratore esterno in terza persona che svela al lettore le vicende personali del sostituto procuratore Locatelli e, attraverso ampi flashback, il passato dello stesso Della Morte.

Tra i punti di forza dell’opera si annoverano anche i coinvolgenti dialoghi e un’atmosfera tutta bresciana, resa attraverso particolari digressioni, come quella culinaria dedicata allo spiedo. Il risultato è un legal thriller che non rinuncia a toccare spinosi temi d’attualità, offrendo spunti di riflessione sulla legittima difesa, sulla criminalità organizzata nel Nord d’Italia e sulle debolezze del sistema giudiziario.

“Figlio di un assassino” è un romanzo che cattura e risucchia come un vortice. È un libro da leggere tutto d’un fiato accompagnati dal suono di una playlist rock in cui non può mancare “Sangue impazzito” dei Timoria, mentre si sorseggia uno di quei gin tonic che tanto piacciono all’avvocato Della Morte.


Titolo: Figlio di un assassino
Autore: Nicola Fiorin
Editore: Arpeggio Libero, 2021

Genere: Giallo, legal thriller
Pagine: 220
ISBN: 9788833520995

Se vuoi acquistare questo libro online, fallo attraverso questo link: sosterrai il progetto Brescia si legge.

Incontrarci non è stato facile, ora non perdiamoci di vista! Iscriviti alla nostra newsletter per essere aggiornato su ciò che accade sulla “scena letteraria bresciana”

Francesca Cocchi

Nata nel 1996 è cresciuta in Valle Camonica e ha studiato tra Padova e il Belgio; dopo la laurea magistrale in lettere classiche, si stabilisce a Brescia. Filologa di formazione, predilige da sempre i grandi classici, ma non si lascia intimorire dagli autori contemporanei. Di carattere introverso, si trova a suo agio tra i libri e al tavolo di un buon ristorante.

Potrebbero interessarti anche...

Abilita notifiche    OK No grazie