Alla conquista della propria identità: il difficile viaggio di Dea nel romanzo d’esordio di Elena Baresi
Letto e recensito da Daniela Caraffini per Brescia si legge
Per me al centro c’è la persona, la sua dignità, punto.
Non chi ama, non come si definisce.
La persona.
Elena Baresi – Dea. Storia di una identità – pag. 125
Una storia di vita, un viaggio tra decisioni difficili, cadute e rinascite fino alla conquista della propria identità. È il percorso raccontato in Dea. Storia di una identità, romanzo d’esordio di Elena Baresi, bresciana classe 1976, pubblicato da Albatros il Filo nel 2025.
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione, l’autrice ha continuato ad approfondire il valore espressivo della parola e il potere narrativo delle storie. In questo romanzo, attraverso la vicenda di Mattia e poi di Maria, affronta il difficile cammino verso l’affermazione della propria identità, tra solitudine, incomprensioni, scelte dolorose e possibilità di rinascita.
Attenzione, la recensione potrebbe contenere lievi spoiler
Una vita in trasformazione
Il racconto si snoda a partire dal 1990 sino al 2025 e segue la vita di un giovane ragazzo nel suo lungo cammino verso l’affermazione della propria identità.
Il racconto prende forma lentamente. Siamo nel 1990 e la famiglia di Mattia è costretta a cambiare radicalmente stile di vita a seguito del fallimento dell’azienda. La famiglia si sgretola e poi cerca di riprendersi con tutte le forze di chi è rimasto, trasferendosi nella cascina Fontanelle, che «ha il sapore delle cose semplici che a Mattia piacciono molto». Ed è proprio lì che Mattia avrà il suo primo incontro magico con i cavalli, non sapendo ancora l’importanza che avrebbero avuto nella sua storia.
Ritroviamo poi un Mattia adolescente che, nel 1997, frequenta il suo ultimo anno di collegio. Suona la chitarra, ha un’amica del cuore che sarà il suo specchio e una fidanzata con la quale però non si sente più a proprio agio. Qualcosa lo inquieta, ma non riesce a comprendere la natura di quella sensazione. Il turbamento cresce quando si accorge di provare una forte attrazione per Valerio e il disagio si fa ancora più forte quando, travestito da infermiera per una rappresentazione scolastica, guardandosi allo specchio vede la propria immagine che «gli è sconosciuta eppure intimamente vicina».
Rio de Janeiro. Il luogo trasuda vita, eccesso, umori viscerali che lo seducono e insieme lo respingono. Daiana lo osserva e scandisce le parole con tono solenne: Qui puoi essere libero!
Elena Baresi – Dea. Storia di una identità – pag. 82
Mattia, per Capodanno, raggiunge l’amica del cuore a Rio de Janeiro, ospite del padre di lei. Durante questa breve vacanza entra in un mondo nuovo e a lui completamente sconosciuto. Nelle discoteche incontra persone, ascolta storie di vita, capisce che «l’essenza di una persona non ha nulla a che fare con l’apparenza» e sente di potersi finalmente liberare da un involucro che non sapeva di portare. Alla fine della breve vacanza Mattia ha acquisito una nuova consapevolezza di sé, la riconosce per quello che è, la sente crescere e reclamare il proprio spazio.
Dal rientro in Italia in poi, il racconto si snoda attraverso una vicenda lunga, intensa e molto dolorosa.
La rottura
Il rientro a scuola dopo l’esperienza brasiliana è complicato. Mattia si sente giudicato da amici e professori che mettono in allerta la madre per i suoi comportamenti strani. Messo alle strette da Ginevra cerca disperatamente di farle capire che il suo problema è profondo: «Io non so più chi sono, ok? Non sto bene, dentro è un peso enorme. È così difficile accettarmi? Sono così sbagliato?» (pag. 133). La sorella Aurora poi è ancora più dura con lui, che prova «la dolorosa sensazione di essere un problema per sé e per gli altri». Solo il nonno sembra comprendere lo stato d’animo del nipote e lo incoraggia ad andare avanti: «non rinunciare mai ai tuoi sogni anche quando gli altri pensano che siano irrealizzabili… infischiatene degli altri» (pag. 155). Ma il solco aperto tra Mattia e la madre si farà sempre più profondo, fino al raggiungimento di una drastica decisione.
La transizione diventa così il fulcro del racconto e il cuore della ricerca della propria verità, ma anche il terreno sul quale Mattia deve misurarsi con paure, incomprensioni, solitudine e pregiudizi. La sua strada non è lineare. Ci sono cadute verso l’inferno della dipendenza e della prostituzione, ci sono amori impossibili e scelte complicate che generano momenti di dolore. Ma ogni volta incontra anche persone che lo aiutano a rialzarsi e a trovare la forza per andare avanti.
La nascita di Maria
Eliminai una T. Alla seconda diedi la forma che più mi corrispondeva. Cerchiando quella R mi attribuii un marchio di esistenza. Iniziai a vivere.
Elena Baresi – Dea. Storia di una identità – pag. 16
Ma per poter andare avanti Mattia dovrà accettare di sottoporsi al giudizio di psichiatri e tribunali, cosa che lo costringerà a fare i conti con il suo passato e con il suo io più profondo. Un calvario doloroso ma inevitabile durante il quale Mattia dovrà dimostrare la coerenza e la consapevolezza delle proprie scelte. «Quello che vedo è coerenza nel tempo, consapevolezza degli obiettivi» (pag. 249): è con queste parole che il professor Pagani legittima la prosecuzione del percorso.
Arriverà il giorno dell’ultimo passaggio, quello che permetterà a Mattia di lasciarsi alle spalle il corpo nel quale non si era mai riconosciuto. E noi conosceremo infine Maria. La seguiremo nei primi passi della sua nuova vita, ci emozioneremo sentendo la madre dirle:
Maria, sono fiera di te, sono fiera di mia figlia, della persona che sei diventata.
Elena Baresi – Dea. Storia di una identità – pag. 361
E infine scopriremo come i cavalli abbiano un ruolo determinante nella sua rinascita.
Un romanzo da toni contrastanti, che attinge alla vita vera
Il romanzo nasce dall’ascolto di testimonianze di vita vissuta, da storie di persone che si sono realmente trovate ad affrontare un’esperienza complessa, fatta di solitudine, di scelte coraggiose, di cadute e di rinascite. L’autrice ha poi intrecciato queste esperienze dando vita alla storia di Maria e trasformando la realtà in un’opera di fantasia che invita a riflettere e a comprendere quanto sia importante, prima di giudicare una persona, cercare di comprenderla.
Il cuore della narrazione è dunque l’affermazione della propria identità e le tematiche affrontate, pur essendo delicate e profonde, non scadono mai nella retorica. I rapporti con la madre e la sorella, con la famiglia, con il lavoro e con la società sono sempre rappresentati in modo crudo ma mai cattivo, realistico ma senza forzature. Nel racconto nitido che Maria ci consegna ci sono momenti commoventi e momenti drammatici, tutti raccontati con la stessa lucidità.
L’autrice costruisce la storia attraverso personaggi ben definiti che si muovono in un arco temporale fatto di immersioni nel presente e ritorni al passato, alternati con naturalezza, consegnandoci una lettura scorrevole capace di catturare l’attenzione fin dalle prime pagine.
Una prosa delicata nei confronti dei sentimenti che, nonostante la complessità e la durezza del tema trattato, non ha mai bisogno di alzare la voce per farsi sentire.
Ci sono romanzi che si leggono, e poi ci sono romanzi che si vivono e che hanno la forza di spostare il modo in cui si guardano le cose. Dea appartiene senza alcun dubbio alla seconda categoria.

Titolo: Dea. Storia di una identità
Autore: Elena Baresi
Editore: Albatros il Filo, 2025
Genere: romanzo
Pagine: 361
EAN: 979122361424
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