“Via Trieste”: voci dai cortili per raccontare l’infanzia nel secondo dopoguerra, l’amicizia e l’ostracismo incontrato dai profughi giuliano-dalmati a Brescia

Via Trieste in una foto d'epoca (tratta da www.bresciavintage.it)

Letto e recensito da Katiuscia Rigogliosi per Brescia si legge

Dal buio delle scale si arrivava al cortile, poi appariva la sagoma illuminata del portone di legno massiccio, una forma imponente che era lì chissà da quanto tempo. Questa grandissima porta era stata logorata dal freddo, dal sole e dagli anni, ed era rimasta paralizzata e rattrappita su sé stessa, ai due lati del muro che divideva il cortile dalla via Trieste

“Via Trieste. Ovvero la voce del cortile”, p. 3

L’Italia degli anni Sessanta è un paese ricco di contraddizioni: da una parte il boom economico che per molti rappresentò un’occasione di benessere, la porta di accesso al consumismo e al godersi la vita; dall’altra famiglie che continuano a faticare ad arrivare a fine mese, con turni massacranti in fabbrica e figli che non hanno nulla (e nessuno) con cui giocare se non loro stessi.

Così la Brescia raccontata in “Via Trieste. Ovvero la voce del cortile”, l’ottimo romanzo di Ombretta Costanzo (edito da Liberedizioni, 2023 – acquista qui) che ha per protagonista una bambina curiosa cresciuta nel dopoguerra e che racconta, con realismo magico, una città viva e attiva che ha il suo fulcro nei cortili e nei vicoli, come quelli che circondano il palazzo dove abita Nerina con la sua famiglia, pieni di ragazzini gioiosi, di corse in bicicletta, di nascondigli improvvisati e di fumetti letti di nascosto.

Una storia incentrata su innocenza e sorellanza

Nerina Sanfelice, la nostra protagonista, nel 1961 – anno in cui è ambientato il romanzo – è una bambina curiosa, che adora leggere e scoprire nuove cose. Vive in un piccolo appartamento in via Trieste insieme ai suoi genitori e ai suoi otto fratelli.

Frequenta la scuola elementare Tito Speri, ed è così affascinata da questo personaggio risorgimentale da essere convinta che, nella sua scuola, si aggiri il suo fantasma. Parte così alla ricerca del famoso personaggio: facendosi aiutare da Tatiana, la sua migliore amica, dimostrerà ai suoi fratelli maggiori che anche le bambine sono capaci di ‘fare cose da grandi’.

Ed è tra le pagine delle avventure di Nerina che si scorgono, in lontananza e poi sempre più ravvicinati, i veri protagonisti di questa storia: l’amicizia, quella indissolubile, quella che non guarda in faccia alle differenze sociali, e la scuola, che dovrebbe insegnare l’uguaglianza e non l’emarginazione.

L’incrocio con la Storia dei profughi giuliano-dalmati a Brescia

Tatiana, la compagna di classe nonché amica del cuore della nostra Nerina, viene infatti lasciata in disparte non solo dai compagni, ma anche dalla maestra – che dovrebbe insegnare l’inclusività – e, soprattutto, dalla società nel suo complesso. Questo perché lei, con la sua famiglia, vive al Campo profughi, dove trovavano casa i rifugiati scappati dalla costa Dalmata.

Nerina è l’unica a mostrare empatia con la bambina, l’unica ad aiutarla coi compiti, a giocare insieme nei pomeriggi assolati, a trattarla come una sua pari. Le altre compagne la deridono, la isolano, la additano perché non è di buon livello sociale, perché vive in case non degne, secondo loro, di contenere una famiglia.

La scuola – intesa anche come società – dal canto suo non si mostra in difesa della piccola, ma anzi i tutori (leggasi la maestra) isolano maggiormente la bambina in quanto ha difficoltà ad imparare, difficoltà a parlare e a comunicare in un italiano corretto. Invece che aiutarla a superare le proprie difficoltà la relegano all’ultimo banco, addossandole la nomea di ‘una che non vuole imparare’.

Una scuola fredda a cui si contrappongono i cortili caldi di una città in fermento. Cortili che rappresentano la vita stessa: piena di differenze, di contraddizioni, di obblighi e di complessità che i bambini urlanti sapranno affrontare riuscendo a fare le scelte giuste, scelte che, come nel caso di Nerina, la aiuteranno ad avere Tatiana per sempre nel suo cuore.


Titolo: Via Trieste. Ovvero la voce del cortile
Autore: Ombretta Costanzo
Editore: LiberEdizioni, 2023

Genere: Romanzo
Pagine: 144
ISBN: 9791280148988

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Katiu Rigogliosi

Diplomata alla scuola d'Arte al corso di operatrice d'arredamento, nella vita si occupa di progettazione di interni, realizzando meravigliose SPA in giro per il mondo. Nata a Milano, cresciuta tra Piacenza e Bergamo, maturata sotto la mole di Torino, risiede oggi nella provincia al di là del fiume Oglio. Legge da quando ha memoria e non disdegna nessun genere, anche se le si illuminano gli occhi quando si tratta di sparatorie, uccisioni ed indagini. Gestisce un gruppo di Staffette Letterarie su Facebook, perché crede che la lettura condivisa in ogni parte d'Italia sia la cosa migliore che possa esistere.

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