Pink Floyd live@Brescia (19/6/1971). Un viaggio tra mito e passione nel libro di Mirko Boroni

Recensione a cura di Piero Galli per Brescia si legge

“Favoloso, il pubblico è stato veramente superbo. Non conoscevamo Brescia e oggi avevamo i nostri timori, ma dopo questa sera possiamo suonare qui sempre”

Roger Waters, 19 giugno 1971

C’erano tutti, o comunque tanti, della Brescia di allora a quel concerto. C’era anche mia madre, ventunenne, ad accompagnare il troppo giovane figlio della vicina di casa. E c’era mio padre, che ancora non l’aveva conosciuta, insieme ad un amico. Quanto volte me l’hanno raccontato…

Con questa premessa, vado a recensire un libro scritto certamente con il cuore gonfio di passione, e di “nostalgia”.

L’infinita passione per la band londinese ha spinto Mirko Boroni a trasformare in libro la cronaca del concerto, il mondo dei Pink Floyd e la Brescia di allora, a 50 anni esatti di distanza. Ne è nato “Pink Floyd a Brescia. Il concerto” (LiberEdizioni – acquista qui): un volume ricco di testimonianze di chi c’era e di materiali che aiutano a ricostruire un’epoca, tutto dedicato a quell’unica serata di musica dal vivo. A quel concerto che è di diritto parte della storia di Brescia e forse anche della storia della musica in Italia: I Pink Floyd al palazzetto EIB.

Un racconto appassionato ma puntuale

Già la Prefazione (di Armando Gallo, storico promoter e giornalista musicale del tempo, da Los Angeles!) sembra raccontare tutto. Alla Prefazione segue la Premessa (di Gabriele Nani) e poi l’Introduzione dell’autore, Mirko Boroni, che racconta la genesi e le motivazioni che hanno spinto lui, che per motivi anagrafici non ha potuto partecipare all’evento, ad imbarcarsi in un’appassionante ricerca e raccolta di testimonianze e materiale durata molti mesi.

Le pagine successive trasudano di “fanatica” passione, in un susseguirsi di curiosi approfondimenti che tengono incollato il lettore e che anticipano una lunga sezione dedicata alle testimonianze di chi fu presente all’evento, testimonianze che offrono uno spaccato veramente affascinante e sorprendente della Brescia post-sessantottina.

L’effetto calamita si genera così sia su chi è appassionato di storia, costume e cultura locale, quanto sui cultori della musica, in particolare di quella rock progressiva.

La ricostruzione, su tutto ciò che riguarda i Pink Floyd negli anni che precedono l’evento e nei giorni immediatamente a ridosso e successivi, è dettagliata e puntuale. Anche il corredo iconografico non delude: le illustrazioni vanno da materiale da fanclub, come locandine e copertine di dischi, ad articoli di giornale e preziosi scatti fotografici dell’epoca, panoramici o di dettaglio.

Brescia 19/6/1971: il concerto

I Pink Floyd, dopo tre cambi di programma (dovuti al timore di incidenti, frequenti all’epoca in occasione dei concerti, che portò all’annullamento delle date originariamente previste a Milano e Bologna), atterrarono a Linate il giorno prima della data bresciana, prima tappa di un mini-tour che portò poi i musicisti londinesi nella capitale.

A Brescia alloggiarono al (Nuovo) Hotel Gambero di via Gramsci, ovviamente indagato a fondo da Mirko Boroni, che l’ha rintracciato come ex struttura alberghiera oggi complesso abitativo.

Del concerto, in maniera quasi “maniacale” e precisa, è descritto tutto: antefatti, canzoni, strumentazione, cronaca e retroscena. Si spiega ad esempio come a Brescia venne impiegato, per per la prima volta in assoluto, il Binson Echorec PE-603-TU, che registrava il segnale su un disco metallico magnetizzato. Di questo Binson, acquistato dai Pink Floyd il giorno prima direttamente nell’impianto produttivo dell’azienda milanese che al tempo produceva questa strumentazione d’avanguardia, l’autore spiega funzionamento e storia, indicando sviluppo ingegneristico, persone impiegate, sede e anni di produzione…

A pag. 93, il capitolo specifico sul concerto, si apre con una premessa fondamentale: per ragioni anagrafiche (è nato nel 1975), l’autore non era presente all’evento. Ma quanto avrebbe voluto esserci stato!?

Ampio spazio è dedicato alle testimonianze di chi c’era e alle parole dei protagonisti, in particolare da pag. 107 a 204, che sopperiscono l’assenza giustificata di Mirko Boroni, restituendoci qualsiasi dettaglio ci possa interessare di quella serata indimenticabile.

230 pagine illustrate per rivivere, o immaginare di vivere, quell’epocale esperienza non soltanto sonora. Il libro, diventato già un piccolo oggetto di culto anche per gli appassionati di Pink Floyd (con ordini giunti all’editore dalla Sicilia come dalla Francia) è acquistabile negli store online oppure nelle migliori librerie, con busta allegata contenente una riproduzione del biglietto d’ingresso.


Titolo: Pink Floyd a Brescia. Il concerto
Autore: Mirko Boroni
EditoreLiberEdizioni, 2021

Genere: Saggio
Pagine: 230
ISBN: 9791280148209

Se vuoi acquistare questo libro online, fallo attraverso questo link: sosterrai il progetto Brescia si legge.

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