“La culla di Giuda”: un romanzo dalle tinte forti per raccontare una storia di amicizia e segreti inconfessabili embientata fra i palazzoni di San Polo

I condomini arcobaleno si trovavano a pochi metri dalla Questura di San Polo. Quattro casermoni di cemento che dovevano il loro nome alle tinte variopinte dei loro muri. Strisce colorate, alte due metri, che dal piano terra risalivano fino al settimo e ultimo piano. Il tentativo disperato di rendere quei cubi di cemento e le vite miserabili che si consumavano all’interno meno anonimi e tristi.

La culla di Giuda, Manuela Corsino, pag. 11

Se amate il genere horror / splatter e siete riusciti a non chiudere gli occhi davanti a film come “Saw l’enigmista” o “Hostel”, ma siete anche riusciti a piangere davanti a storie di amicizia come quelle narrate in “Sleepers” o “Stand by me – Ricordo di un estate”, allora non perdetevi questo romanzo: “La culla di Giuda”, opera dell’autrice navense Manuela Corsino ed edito da Swanbook (2023), è uno di quei libri che riesce, in poche pagine, a farvi rabbrividire al pensiero di certe azioni, ma anche a riflettere sui rapporti umani.

Ambientato nel cuore di San Polo, tra palazzi che ospitano un mondo variegato di persone, ragazzi, bambini, il romanzo copre un arco temporale di più di vent’anni che va dai primi anni 2000 a un presente tormentato da una vecchia storia proveniente dal passato.

Estate 2004. Andrea, Kaleb, Gianpaolo: tre amici, tre adolescenti, cresciuti insieme all’ombra dei palazzi del quartiere di San Polo a Brescia, tra caldo asfissiante, piccoli furtarelli, amici poco raccomandabili e famiglie complicate. Per scappare alla calura cittadina, notando che la villa borghese vicino ai palazzi è vuota e il suo proprietario in vacanza, i tre amici decidono di intrufolarsi nel giardino per rinfrescarsi nella piscina. Passeranno settimane tra tuffi, risate e primi sguardi imbarazzati insieme a Valentina e Leyla, sorelle rispettivamente di Gianpaolo e Kaleb.

Brescia, giorni nostri. I nostri protagonisti sono cresciuti, e ognuno ha preso la propria strada: Andrea ha un negozio di informatica, Kaleb sta per diventare socio in uno studio prestigioso di avvocati, Gianpaolo si alterna tra furti e spaccio. Leyla è diventata una famosa modella mentre Valentina sbarca il lunario per pagare l’affitto di casa. Non si vedono più tutti i giorni, i rapporti si sono raffreddati, anche se sanno benissimo che potranno sempre contare uno sull’altro, come i famosi Moschettieri.

Ma tutto sta per cambiare. Un omicidio, un inseguimento, un rapimento. Torture, sangue, morti, criminali. Qualcosa in quella famosa estate in piscina doveva rimanere nascosto, ma un segreto inconfessabile da più di venti anni torna prepotentemente alla ribalta, sconvolgendo la vita di ognuno di loro.

Siamo abituati a storie di adolescenti tranquilli, romanzi di formazione con qualche avventura, ma dove la vita, quella più vera, quella più ostica, viene sempre un po’ romanzata, un po’ semplificata.

In questo romanzo, invece, l’autrice Manuela Corsino ci mette davanti la cruda – davvero cruda – realtà. Perchè la vita, in certi ambienti, in certe aree, in certi quartieri, non è sempre facile, e spesso si viene a contatto con il lato ancora più oscuro dell’esistenza.

Tra le poco più di 200 pagine di “La culla di Giuda” il lettore si troverà faccia a faccia con il diavolo nella sua rappresentazione più comune: l’essere umano. Dovrà ragionare, capire, spiegarsi come sia possibile che l’uomo possa fare determinate azioni ma anche come, contemporaneamente, possa rimanere fedele alla relazione più comune e più sottovalutata: l’amicizia.


Titolo: La culla di Giuda
Autore: Manuela Corsino
Editore: Swanbook, 2023

Genere: horror
Pagine: 254
EAN: 9791280357380

Katiu Rigogliosi

Diplomata alla scuola d'Arte al corso di operatrice d'arredamento, nella vita si occupa di progettazione di interni, realizzando meravigliose SPA in giro per il mondo. Nata a Milano, cresciuta tra Piacenza e Bergamo, maturata sotto la mole di Torino, risiede oggi nella provincia al di là del fiume Oglio. Legge da quando ha memoria e non disdegna nessun genere, anche se le si illuminano gli occhi quando si tratta di sparatorie, uccisioni ed indagini. Gestisce un gruppo di Staffette Letterarie su Facebook, perché crede che la lettura condivisa in ogni parte d'Italia sia la cosa migliore che possa esistere.

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