“Guardami negli occhi”: memorie di una giovane infermiera bresciana dalla trincea del Covid

Recensione a cura di Chiara Massini per Brescia si legge

“Quante volte ti senti impotente davanti a sguardi di pazienti sofferenti che vogliono solo andarsene, che non vogliono più provare quel dolore, quel patimento, quel senso di soffocare che questo virus purtroppo ha fatto provare a tante persone? Abbiamo fatto tutto quello che potevamo dando noi stessi tutti i giorni, ma alcune volte non è bastato.”

Valeria Bastiani, “Guardami negli occhi e dimmi cosa vedi”

È la sera del 21 febbraio 2020 quando Valeria, una giovane ragazza bresciana, sta finendo di organizzare gli ultimi dettagli per la festa di Carnevale che si terrà il giorno seguente nei pressi di Lodi. Partirà con gli amici da Piazzale Arnaldo con una navetta, per raggiungere poi un bellissimo castello dove si svolgerà il gala. È in quel momento che riceve la telefonata che cambierà tutto. Alla televisione stanno dicendo che a Codogno è stato rilevato un caso di positività a questo fantomatico virus venuto dalla Cina e nella ragazza scatta subito la confusione. Ma come, cosa sta succedendo? Cosa devo fare?

A queste domande troverà risposta nei giorni seguenti, perché Valeria è un’infermiera e proverà sulla sua pelle in quei lunghissimi mesi cosa vuol dire lottare giorno per giorno per salvare vite umane.

“Guardami negli occhi e dimmi cosa vedi” (Marco Serra Tarantola, agosto 2020) è il potente racconto di una giovane infermiera operante in un ospedale bresciano durante l’epidemia da Coronavirus, nei mesi più intensi della prima fase pandemia. Lei era là, in quelle trincee che sono diventati gli ospedali bresciani, una delle zone più colpite e martoriate dal virus. Attraverso la sua viva voce diventiamo partecipi di cosa è effettivamente successo in quelle fortezze, dove ogni giorno arrivavano a migliaia bisognosi di aiuto. Diventiamo consapevoli di cosa è realmente accaduto, quando noi magari a casa davanti alla televisione percepivamo solo una minima parte di quello che c’era al di là delle porte degli ospedali e al di là delle visiere protettive dei sanitari.

Dalla confusione alla paura

“Camminando nei corridoi dell’ospedale è come se potessi sentire il vociare dei pensieri di tutti i miei colleghi che, come me, si chiedono se l’emergenza arriverà a Brescia, se arriverà nel nostro ospedale, se ci dobbiamo in qualche modo preoccupare e preparare. (…) Ci chiediamo tante cose e soprattutto ci poniamo un quesito fondamentale: saremo all’altezza di fronteggiare un’emergenza simile a quella avvenuta a Wuhan?”.

Valeria Bastiani, “Guardami negli occhi e dimmi cosa vedi”

Il racconto segue il filo delle tante emozioni provate in quei mesi, a partire dalla confusione iniziale quando nemmeno i medici sapevano a cosa sarebbero andati incontro, non avevano idea di come combattere e in molti casi non avevano neanche le armi per affrontare questo nemico.

L’autrice ci racconta come il suo lavoro sia stato stravolto da un giorno all’altro quando è passata dal suo reparto di alta elezione ordinaria alla Zona Rossa adibita a pazienti Covid. E di come alla confusione sia subentrata la paura, quando ha cominciato a vedere spegnersi la luce negli occhi di quelle persone, così deboli e sole, prelevate dalle loro case all’improvviso e portando magari con sé solo la fede al dito. Ma ci dice anche che quella paura di essere impotente e di non farcela può diventare un’alleata quando ti spinge a dare il meglio di te.

Coraggio, speranza e resilienza

Lei come tutti i suoi colleghi ha lavorato ore e ore, in turni infiniti con la sensazione di soffocamento provocata dall’uso prolungato delle mascherine, con il dolore per le visiere, il caldo e la sete dopo ore passate coperti dai camici. Ha visto colleghi crollare dopo aver parlato con un parente per annunciare un decesso, ha perso il sonno, ripensando alla giornata appena trascorsa e sentendosi in colpa per non essere ancora in corsia ad aiutare, ha sentito per giorni e giorni solo il suono dei monitor e delle ambulanze, molte, troppe.

Non parla però di eroi, così come eroi non sono stati i farmacisti, i cassieri del supermercato, i volontari. Sono solo persone, dei lavoratori che hanno avuto paura, come è naturale, ma anche molto coraggio. È importante ricordare che ci sono stati, nonostante a casa avessero anche loro una famiglia e dei genitori anziani.

Ci racconta anche casi di speranza, all’interno di tutto questo dolore, come il giorno di Pasqua che ha portato a tutti i pazienti del reparto una fetta di colomba, che in quel momento rappresentava un, seppur minimo, contatto con la realtà. Oppure quando ha aiutato i malati a fare le videochiamate con i parenti. Ci dice che questo ha colmato in parte la lontananza e per qualcuno ha rappresentato un “booster eccezionale nella lotta alla malattia”. Ha guardato negli occhi i colleghi, gli operatori sanitari, i volontari delle ambulanze e ha visto riflesso, non solo la paura, ma anche la sua stessa voglia di farcela, il coraggio e la necessità di dare conforto.

Questa quotidianità stravolta, che ha portato le famiglie a lasciare come sottofondo alla cena la voce dei giornalisti che stilavano giorno per giorno i numeri della pandemia, ha visto anche episodi di solidarietà. A Brescia sono nati numerosi progetti a sostegno della città martoriata che l’autrice definisce come episodi di resilienza.

Facciamo andare tutto bene

“Ricordo che una signora mi ha preso la mano, l’ho guardata e lei mi ha detto: Avete così tanti strati addosso che non posso sentire la pelle della tua mano; la distanza così aumenta.”

Valeria Bastiani, “Guardami negli occhi e dimmi cosa vedi”

E poi c’è la contrapposizione tra una città fantasma e immobile, quella stessa città che prima era piena di gente, turisti e chiacchiere, e l’ospedale, dove il tempo passa velocemente, e tra un aiuto e l’altro non ti accorgi che è arrivata sera e anche per oggi hai cercato di dare il meglio di te. In quelle stanze sterili ha visto pazienti lasciare la vita e altri che con le loro pantofole rosse sono ritornati a casa guariti. Ha stretto mani divise da guanti e incrociato gli sguardi di tante persone che ha poi dovuto lasciare, pregando dentro di sé che ce la facessero.

Ogni singolo istante ci viene raccontato in maniera così intensa che è impossibile non commuoversi davanti a questa tragedia che purtroppo non è ancora finita. Per l’autrice, e per tutti noi, sarà qualcosa che ci rimarrà dentro per sempre ma che ci ha permesso anche di apprezzare di più i piccoli gesti e le cose semplici, ci ha fatto crescere e ci ha responsabilizzato, ognuno con la sua esperienza. A questa Italia, che ha vissuto un 2 giugno diverso dal solito, che tornerà a risplendere e a riempirsi di gente, Valeria Bastiani vuole dire non che andrò tutto bene, ma “facciamo andare tutto bene”.


Titolo: Guardami negli occhi e dimmi cosa vedi
Autore: Valeria Bastiani
Editore: Marco Serra Tarantola Editore, 2020

Genere: Memoir
Pagine: 95
Isbn: 9788867772742

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