La cucina bresciana fra tradizione e letteratura nel libro di Carla Boroni e Anna Bossini

© ph. Matteo Marioli per "Il Quinto Quarto"

Recensione a cura di Silvana Salvadori, per la rubrica “letture con gusto” del blog “Il Quinto Quarto”

La cucina ha anche una connotazione antropologica. Pure quella bresciana? Certo. E anche se molti addetti ai lavori negano per il bresciano “segni distinti di una consolidata connotazione gastronomica”, ci sono elementi tali a metà fra il gastronomico e il sociologico da considerare imprescindibili per il nostro territorio

Carla Boroni, in “La cucina bresciana fra arte e letteratura” (Vannini, 2004)

La cucina, i prodotti della terra, e l’arte culinaria in generale sono sempre stati oggetto e soggetto d’arte e di letteratura dalla notte dei tempi. Più raro, invece, che arte e letteratura si leghino con la cucina provinciale tipica di un territorio (che non è per forza popolare) o ancor più specifica di una piccola zona di esso.

A regalarci un testo che potesse testimoniare questo connubio almeno per la gastronomia bresciana ci hanno pensato Carla Boroni e Anna Bossini che, ormai qualche tempo fa, hanno dato alle stampe per Vannini Editrice il volume “La cucina bresciana fra arte e letteratura”.

Ad ogni angolo la sua tradizione

La provincia di Brescia è fra le più estese e popolose d’Italia, con le sue valli, la bassa pianura e i laghi, allunga i propri confini fino a territori che, fra loro hanno poco a che spartire. Eppure, dal Bagoss allo spiedo, dai casoncelli alla tinca al forno, passando per il bossolà, tutte le infinite tradizioni culinarie bresciane hanno un gusto riconoscibile, che le rende sorelle.

Il libro delle due autrici bresciane racconta l’evoluzione della gastronomia brescianail linguaggio della tavola che è cambiato nei secoli, le tavole d’autore che l’hanno ritratta e spunti di iconologia e antropologia per poterla interpretare.

Nella seconda parte trovano posto decine di ricette tipiche, suddivise per aree geografiche all’interno dello stesso territorio, nate intorno a prodotti della terra o del lago che raccontano storie antiche oggi poco conosciute.

Un patrimonio culinario comune

Alcuni piatti, invece, vengono ascritti dalle due autrici nell’alveo del patrimonio culinario comune come la minestra di lardo, l’insalata di nervetti, la torta di sangue di maiale, i tanti modi di cucinare erbe selvatiche e funghi, i dolci e uno degli alimenti base della cucina bresciana: la polenta.

Ci si conceda qui solo una piccola menzione: la polenta è forse uno degli alimenti trasversali a tutta la gastronomia bresciana.

Eppure, anche qui, basta variare il mais utilizzato di pochi chilometri, o acquistare da un altro mulino, per ottenere un sapore diverso. Nel libro scoprirete che la polenta di Bagolino è diversa da quella di Tremosine, ma la farina non c’entra niente.

Versione originale della recensione: qui. Si ringrazia il blog magazine “Il Quinto Quarto” per averne concesso la riproduzione.


Titolo: La cucina bresciana tra arte e letteratura
Autore
: Carla Boroni e Anna Bossini
Editore: Vannini (2004)

Genere: Saggio
Pagine: 280
Isbn: 978-8886430302

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