Da copywriter a lap dancer (e ritorno): ironia e seduzione nell’office romance di Giulia Barucco

Recensione di Francesca Scotti per Brescia si legge

Rebecca, trentadue anni, copywriter. Affronta la vita armata del motto “se una porta si chiude, io la riapro a calci”. Anche quando la crisi economica la costringe ad accettare un impiego extra da ballerina di lap dance, stringe i denti e tira avanti. Almeno finché a dirigere l’agenzia di copywriting non arriva il gelido e dispotico figlio del capo, che con la sua entrata in scena mischierà tutte le carte in tavola arrivando a sconvolgere il suo precario equilibrio lavorativo… e non solo.

Redatto in uno stile fluido e brioso, comico e brillante, il romance di Giulia Barucco – “Una zebra a pois. L’amore ai tempi della crisi” (Words Edizioni, 2021) – è una lettura che si lascia bere come una bibita fresca. In controluce alle vicende che hanno per protagonista Rebecca, è però possibile ravvisare i contorni di chi, nella provincia bresciana e più in generale in Italia, cerca di trovare la propria strada nel mondo e di costruirsi un’identità lavorativa, oltre che personale.

L’autrice, blogger e copywriter bresciana con alle spalle una laurea specialistica in cinema, tv e produzione multimediale, ambienta il suo racconto in un mondo complesso e affascinante che ben conosce, quello delle agenzie di comunicazione. Il risultato è un libro irriverente e che appartiene di diritto al filone chick lit, genere letterario inaugurato negli anni novanta da autrici britanniche e statunitensi, caratterizzato da testi a sfondo sentimentale dai toni umoristici e post-femministi.

(Attenzione, la recensione che segue contiene lievi spoiler)

La doppia vita di una copywriter squattrinata

Protagonista del divertente e scorrevole office romance di Giulia Barucco è Rebecca, una solare e pragmatica trentaduenne. Mentre si fa strada nel mondo del lavoro munita di una laurea in scienze della comunicazione, non si scorda di limare e irrobustire uno spiccato senso dell’umorismo capace di sorreggerla anche nei momenti più neri. Indefessa praticante di una filosofia fai da te che recita “se il mondo ti regala limoni, fatti una limonata”, sbarca il lunario lavorando come copywriter per un’agenzia di comunicazione.

Per riuscire a rientrare nelle spese affittuarie, si barcamena con una stravagante convivenza a quattro con Elena, spogliarellista provetta, e due studenti di medicina che, a causa di un’espressività facciale piuttosto inquietante, sembrano volerle praticare una lobotomia tutte le volte che le puntano gli occhi addosso.

In un giorno baciato dalla sfortuna, un temporale con blackout fa saltare tutti gli elettrodomestici dell’appartamento di Rebecca e dei suoi coinquilini. Vista la crisi economica e il suo scarso stipendio, per poter riparare al danno Rebecca è costretta ad accettare un secondo lavoro come ballerina di lap dance nel nightclub Russian Dream.

Come se non bastasse, all’agenzia di comunicazione il suo amato capo è sostituito dall’arrogante figlio Andrea, il quale, oltre che a risollevare le sorti economiche della ditta, sembra deciso a rendere la vita lavorativa di tutti quanti i dipendenti un vero inferno.

Rebecca porta strenuamente avanti il proprio ruolo di assistente del capo durante il giorno, mentre al calar del sole torna puntualmente a vestire i panni di una goffa spogliarellista che annega il disagio e la vergogna in generosi bicchieri di vodka.

Ma cosa potrebbe mai accadere se una sera, dopo esser stata destinata al privé anziché al palo, le capitasse di incontrare proprio l’odiato Andrea, il capo spara-ordini dal cipiglio borioso? Sarà l’inizio di una serie di (dis)avventure che, alla maniera del blackout che ha stravolto i suoi giorni, fulmineranno rapidamente le maschere e le coperture della sua frammentata vita lavorativa, oltre che tutto ciò che pensava di sapere sui propri sentimenti.

Una laureata in cerca di lavoro e di se stessa in tempo di crisi

Rebecca ha investito tempo nella propria istruzione e sa quello che vuole, ovvero lavorare con le parole, nell’ambito della comunicazione e della cultura, di quei beni immateriali che tanto spesso, specialmente in province industrializzate come la nostra, rischiano di finire declassati in nome di settori più tecnici e pragmatici. Nonostante la sua preparazione e determinazione, infatti, gli ostacoli non stentano a frapporsi sul suo cammino.

Fu in quel periodo che mi resi conto che la parola crisi faceva capolino nella maggior parte delle conversazioni che intrattenevo con gli umani (preferivo di gran lunga parlare con i carboidrati). E, a causa della stessa, persi i pochi lavoretti diurni che avevo faticosamente scovato, compreso quello in una nuova agenzia di comunicazione che puntava a un linguaggio stiloso e sofisticato, che… no, scusate. La causa della chiusura di quell’agenzia, appena sei mesi dopo l’apertura, fu la comunicazione talmente stilosa e sofisticata da non essere compresa da nessuno. Decisi di reagire tingendomi i capelli di nero depressione profonda.

Giulia Barucco, “Una zebra a pois. L’amore ai tempi della crisi”

La sfumatura di nero con cui Rebecca decide di tingersi i capelli è esattamente la tinta che colora le giornate di tutti quei giovani, laureati e no, alle prese con la frustrazione di un mercato del lavoro complicato e stagnante.

E anche se Rebecca riesce a intraprendere il lavoro che sognava, le perplessità e i motivi di criticità non la abbandonano, ma si fanno anzi sentire più che mai nel momento in cui il capo dell’agenzia di comunicazione viene sostituito dal figlio. Quest’ultimo, un prototipo di datore di lavoro freddo e autoritario, non sembra affatto propenso a valorizzare le sue doti di scrittura, quanto piuttosto a curarsi del profitto economico dell’azienda a suon di pubblicazioni compulsive sui social, tanto esagerate quanto inappaganti per la protagonista.

Mi aveva fatto capitolare dalle pendici del lavoro di copy alle paludi della stagista runner tuttofare, fino alle sabbie mobili delle cavie per fare follower.

Giulia Barucco, “Una zebra a pois. L’amore ai tempi della crisi”

Ma la penna dell’autrice si mantiene fresca, allegra e arguta anche nel tratteggiare le avversità e gli inghippi in cui rimane grottescamente incastrata la protagonista, offrendo al lettore, oltre che piacevoli momenti di compagnia libresca, uno sguardo originale, positivo, variopinto e tenace, sul mondo e sulla vita.


Titolo: Una zebra a pois. L’amore ai tempi della crisi
Autore: Giulia Barucco
Editore: Words Edizioni, 2021

Genere: Romance
Pagine: 212
Isbn: 9788831481656

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Francesca Scotti

Classe 1991. Cresciuta in Franciacorta, vive a Brescia, sua città natale. Ha studiato letteratura inglese e tedesca, laureandosi con una tesi sui rapporti fra la cultura tedesca e il nazionalsocialismo. Legge e scrive per vivere. È autrice della silloge di racconti “La memoria della cenere” (Morellini, 2016) e dei romanzi “Figli della Lupa” (Edikit, 2018) e “Vento porpora” (Edikit, 2020). Anima folk-rock alla perenne ricerca di storie della resistenza bresciana, si trova maggiormente a suo agio tra le parole dei libri e sui sentieri di montagna.

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