Presente e futuro di Brescia in prospettiva glocale nella raccolta di saggi promossa da Vita e Pensiero

Recensione di Andrea Franzoni per Brescia si legge

Più di venti saggi, scritti da altrettanti autorevoli studiosi e docenti dell’Università Cattolica, per analizzare la storia recente ed il futuro di Brescia realizzando altrettanti mini-scenari tematici che raccontano Brescia dal punto di vista di Politica e cultura, Reti e mobilità, Economia e Finanza, Servizi alla persona e Terzo Settore, Scuola e formazione.

“Brescia e la sfida glocale” (Vita e Pensiero, 2021 – acquista qui), edito dalla casa editrice collegata all’Università Cattolica di Milano e curato da Marco Caselli, Vincenzo Cesareo, Valerio Corradi e Mario Taccolini, è un testo di Sociologia di impostazione accademica che merita di contaminare un dibattito che vada ben oltre le pareti dell’Ateneo che inaugura, il 27 settembre, il nuovo Campus di Mompiano.

“Brescia e la sfida glocale” ha infatti il merito di mettere per una volta al centro dell’attenzione una città normalmente ignorata dagli studiosi quale Brescia. Grazie alle competenze multidisciplinari del mix di accademici ed autorevoli esponenti della società civile coinvolti nel progetto, inoltre, il testo è in grado di offrire una panoramica di tutti i principali ambiti di interesse favorendo una lettura a 360 gradi dei molti fattori in gioco. Il tutto, infine, adottando una moderna prospettiva glocale: attenta a inserire Brescia nel contesto globale (interrogandosi quindi sulla sua collocazione, sul modo in cui potrà rispondere alle sfide provenienti da fuori e sulla necessità di rafforzare queste connessioni), senza però perdere di vista le peculiarità locali, la storia, il tessuto sociale e il “genius loci”.

Una provincia di sana e robusta costituzione

Pur nell’eterogeneità dei punti di vista e degli approcci, la Brescia che emerge dalla raccolta e che sta già giocando la sfida glocale appare tonica, sufficientemente “resiliente” e dotata di risorse importanti. A partire – banalmente – dal numero di residenti, che colloca Brescia al sesto posto tra le province italiane e che dà il polso delle risorse che la nostra provincia potrebbe in ogni campo mobilitare.

Il capoluogo, capace di essere punto di riferimento per i comuni del circondario e per l’intera Lombardia Orientale, vanta una capacità industriale ancora importante (pur con le difficoltà dovute al primato delle PMI ed al difficile passaggio generazionale), un ruolo da secondo polo lombardo sempre più riconosciuto anche a livello amministrativo (numerosi i casi in cui le sezioni cremonesi o mantovane di enti sono state assorbite dalla sezione bresciana) ed una posizione ben innestata sui principali assi della logistica europea.

Laboratorio politico e interculturale, Brescia sembra inoltre aver risposto in maniera abbastanza efficace alle sfide politiche e sociali degli ultimi decenni, garantendo una buona qualità media della vita ed attirando energie e popolazione. Uno scenario complessivamente lusinghiero, corroborato in molto casi da numeri, statistiche, indicatori.

Cultura e editoria

Due sono invece i contributi dedicati specificamente al mondo culturale, collocati nella parte iniziale del libro: i saggi “Brescia città della cultura” di Valerio Corradi (docente di Sociologia del territorio proprio in Cattolica), che ragiona soprattutto in prospettiva pensando anche all’occasione offerta dal riconoscimento di Brescia capitale italiana della cultura per il 2023, e ‘Brescia e la cultura, nello specchio dell’editoria’ di Ilario Bertoletti.

Questo secondo saggio, firmato dal direttore di Morcelliana e dedicato appunto all’ambito editoriale (e come tale di particolare interesse per Brescia si legge), si concentra quasi esclusivamente sulla storia dell’editoria cattolica e scolastica, che ha avuto in Brescia uno dei principali centri di specializzazione per buona parte del ‘900 (prima di entrare in crisi negli ultimi decenni). Una storia prestigiosa, che racconta di una stagione in cui il cattolicesimo sociale bresciano è stato protagonista della vita cittadina e (seppur in ambiti specifici) del dibattito culturale nazionale.

Il fatto che poco o nulla si dica però del resto (sempre che esista), del presente o del futuro e di ciò che esula dall’ambito specifico dell’educazione cattolica e del dibattito teologico, sembra però implicitamente avvalorare le preoccupazioni di chi (come Brescia si legge) si interroga sui motivi per cui a Brescia non si sia sviluppata fino ad oggi una vera e propria scena letteraria e sulla quasi totale assenza, sul territorio, di autrici o autori affermati a livello nazionale. Nel non detto, Brescia appare come una provincia del tutto marginale rispetto ai grandi centri propulsori della cultura e della letteratura italiana ed europea.

Questione giovanile, innovazione e futuro

Se si è alla ricerca di lavoro simpliciter, andare all’estero non è così dirimente e l’esperienza può inoltre concludersi dopo una permanenza temporanea e reversibile. Se si è portatori di istanze innovative, se si aspira a dare corpo a forme di professionalità più individualizzate o a poter fare più rapidamente un percorso carrieristico ai vertici di un’organizzazione senza essere gravati dal peso di una eterna gavetta non solo è fondamentale andare all’estero, ma lo è verosimilmente anche il restarci.

‘Si muove la città?’ Giovani, mobilità internazionale e glocalità sul territorio bresciano, di Fabio Introini e Cristina Pasqualini

Se alcuni contributi possono sembrare un po’ influenzati dalla volontà di enfatizzare gli aspetti positivi, un contributo critico particolarmente interessante è invece quello relativo a giovani e mobilità internazionale. Frutto di alcune interviste ai referenti di organizzazioni attive nell’ambito delle politiche giovanili, ma anche di realtà dinamiche come Talent Garden, il saggio riesce infatti a mettere in luce come la specializzazione del tessuto produttivo (la centralità della manifattura), ma anche la “mentalità” diffusa, finisca spesso per frustrare le energie più intraprendenti ed innovative (includendo sotto questa etichetta tutto ciò che va oltre lo status quo, incluso il pungolo fornito dal mondo dell’arte e dalle discipline cosiddette “soft” come quelle legate all’ambito umanistico e sociale).

Tutto ciò rappresenta senz’altro un limite, per la nostra provincia: nel concreto, questo meccanismo spinge infatti non pochi giovani dotati a cercare fortuna lontano dalla provincia di origine. E questo non tanto per la naturale volontà di fare esperienza, o di seguire le proprie inclinazioni, ma per una sorta di tendenza della nostra provincia ad “espellere” tutto ciò che va oltre il seminato. Allo stesso tempo, le competenze che Brescia riesce ad attirare sono limitate a pochi ambiti e contribuiscono a rendere la nostra una provincia sì specializzata e per certi versi funzionale, ma anche incompleta e quindi fragile.

Un timore, quello della fuga di quei cervelli che non trovano una loro collocazione nel tessuto sociale della Brescia del ventunesimo secolo, che merita senz’altro di essere portato al centro del dibattito, per evitare che il destino della nostra provincia finisca soffocato da un passato fondamentale e a tratti glorioso, ma presto o tardi probabilmente destinato a passare.


Elenco dei contributi:

1. Politica e cultura

Politica e territorio (Massimo Tedeschi)

Brescia città della cultura (Valerio Corradi)

La cultura a Brescia, nello specchio dell’editoria (Ilario Bertoletti)

La realtà ecclesiale bresciana (Giacomo Canobbio)

2. Reti territoriali e mobilità umana

Logistica, trasporti e infrastrutture (Giovanni Gregorini)

Le gerarchie territoriali (Valerio Corradi, Enrico Maria Tacchi)

‘Si muove la città?’ Giovani, mobilità internazionale e glocalità sul territorio bresciano (Fabio Introini, Cristina Pasqualini)

Immigrazione: sfide e opportunità (Maddalena Colombo)

3. Economia e finanza

Brescia che produce (Davide Fedreghini, Caterina Perugini)

Il tessuto imprenditoriale (Alberto Albertini, Alessandro Ceriani)

Agricoltura e filiera agroalimentare (Gianmaria Tassinari, Claudio Soregaroli)

Le sfide del turismo glocale (Valerio Corradi)

L’evoluzione del sistema creditizio (Alessandro Azzi)

4. Servizi alla persona e terzo settore

Il welfare responsabile e le sfide del territorio bresciano (Nicoletta Pavesi, Luca Pesenti)

Il sistema socio-sanitario bresciano (Linda Lombi, Valerio Corradi)

La sanità di Brescia tra scienza e partecipazione. Il ruolo del Covid-19 (Marco Trabucchi)

Volontariato e terzo settore (Livia Cadei, Domenico Simeone)

5. Scuola, università e formazione al lavoro

Scuola e formazione (Monica Amadini, Domenico Simeone)

Il sistema universitario (Ilaria Beretta, Roberto Zoboli)

Education for Sustainable Development (Pierluigi Malavasi, Alessandra Vischi)

Cultura del lavoro e sviluppo professionale (Licia Allegretta, Dario Nicoli)


Titolo: Brescia e la sfida glocale
A cura di: Marco Caselli, Vincenzo Cesareo, Valerio Corradi, Mario Taccolini
Editore: Vita e Pensiero 2021

Genere: Saggio
Pagine: 304
Isbn: 9788834345498

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Andrea Franzoni

Nato negli anni ’80, vive in equilibrio tra Brescia e Milano. Sociologo di formazione ed attivista per necessità, lavora in una multinazionale del marketing e della comunicazione continuando a coltivare parallelamente la sua passione per le storie ed il desiderio velleitario di contribuire a rendere la città natale un po' più aperta e consapevole. Prima di fondare "Brescia si legge", ha pubblicato un romanzo distopico (Educazione Padana, 2018) e una raccolta di racconti ('I forestieri e l'anima della città. Storie di migranti a Brescia nella seconda metà dell'800', 2019).

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