Funivie, santi taumaturghi e committenti di chiese: il numero 2020/01 di Civiltà Bresciana

Recensione a cura di Piero Galli per Brescia si legge

La rivista della Fondazione Civiltà Bresciana è uscita con il suo primo numero dell’anno 2020.

Nata nel 1992 su spinta di Mons. Antonio Fappani, rinnovata e riproposta da tre anni, “Civiltà Bresciana” raccoglie con cadenza semestrale approfondimenti storiografici, esiti di ricerche, contributi inediti di esperti e lavori originali di studiosi, che fanno riferimento a Brescia ed al suo territorio.

Questo primo numero di “Civiltà Bresciana” pubblicato nell’anno 2020, di 224 pagine, apre con una cartolina della funivia della Maddalena di Brescia. A pag. 95, è la prof.ssa Maria Paola Pasini ad esporre il progetto del secondo dopoguerra: sogno iniziato nel ferragosto del 1954 con la corsa inaugurale e poi infranto dopo soli 15 anni di esercizio, di andare in villeggiatura alle porte della città salendo in funivia.

Age quod agis

Ma andiamo per ordine. La rivista apre con un messaggio del suo direttore responsabile, Massimo Tedeschi: anche in tempo di coronavirus, si va avanti, seguendo come una stella polare la frase latina “age quod agis” (fai ciò che stai facendo). Una quindicina di contributi, spaziano poi fra le epoche storiche, toccando argomenti che possono interessare un po’ tutti i bresciani, esperti di settore o curiosi cittadini.

A pag. 8, apre le danze un breve intervento di Luciano Anelli che presenta i resti di un bellissimo reliquiario di Sant’Onorio, il santo taumaturgico che, ancora oggi, ci consente di guarire, in modo rapido, dall’emicrania.

Basta andare nella chiesa di San Faustino ed infilare la testa in uno dei due buchi, o finestrelle, posti ai lati del suo altare (in fondo alla navata sinistra). Ovviamente, pregando con fede di avere la grazia. Il busto reliquiario descritto da Anelli è un capolavoro del Cinquecento, del tutto ignorato dalla critica, conservato nella basilica dei Santi Patroni.

Storie di bresciani illustri (ma non troppo)

Artemisia Botturi Bonini parla di Fiume, del centenario dell’impresa, vista con gli occhi di un giovane bresciano: Arturo Marpicati.

Francesco Baccanelli ci parla, invece, di ritrattistica bresciana e di frontespizi della seconda metà del Cinquecento, tracciando un itinerario anche illustrato, che muove da Niccolò Tartaglia (vero cognome: Fontana), di un anonimo incisore, stampato a Venezia nel 1551.

Angelo Bartuccio è autore di un approfondimento sulla committenza della chiesa di Santa Maria della Pace.

Igor Gabusi descrive invece una famiglia di Flero a lui vicina: i Gabusi. Ne traccia, con dovizia di particolari, le origini, la distribuzione territoriale, alcuni personaggi notevoli e vicende storiche.

Fra gli altri testi che seguono, tutti di notevole interesse su aspetti storici della città e della provincia, merita una segnalazione il saggio di Oliviero Franzoni, incentrato sulla vita di uno storico fondamentale del nostro recente passato: don Alessandro Sina. Dell’infaticabile e oculato ricercatore viene evidenziato il contributo alla storiografia camuna, attingendo ai sei faldoni che, in Fondazione Civiltà Bresciana, costituiscono il suo archivio: il Fondo Sina.

Come procurarsi una copia della rivista?

Limite della rivista, una distribuzione inesistente.

Per acquistare una copia ci si deve recare alla sede della Fondazione Civiltà Bresciana, suonare il campanello di vicolo san Giuseppe n. 5 (accanto all’ingresso della meravigliosa chiesa di San Giuseppe, a pochi passi da piazza della Loggia), percorrere i due bei chiostri affrescati e salire al primo piano.

Cosa consigliatissima! L’acquisto della rivista può diventare, infatti, la breve visita ad un pezzetto d’arte e architettura poco noto della nostra città.


Titolo“Civiltà Bresciana”. Rivista di storia e cultura 2020/01
Autore: AA.VV. (Direttore Responsabile Massimo Tedeschi)
EditoreFondazione Civiltà Bresciana

Genere: Rivista di storia e cultura
Pagine: 224

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