Il progetto

L’idea di Brescia si legge (chi siamo?) si muove a partire da alcuni presupposti.

  1. Che la Cultura, ed in particolare quella che riflette o che prova a calare i grandi temi globali negli spazi e nelle situazioni quotidiane, possa e debba contribuire ad una miglior conoscenza della realtà in cui si vive, alla condivisione ed alla circolazione delle conoscenze e dei punti di vista ed alla costruzione di una cittadinanza attiva che torni a sentirsi partecipe e protagonista del proprio tempo e del proprio spazio.
  1. Che anche nella Brescia di oggi esiste il desiderio di tornare ad essere una comunità (per quanto aperta e inclusiva) a partire dalla conoscenza e dalla riscoperta di ciò che, pur essendo geograficamente vicino, è spesso emotivamente e cognitivamente lontano.
  1. Che – nonostante il risveglio culturale che anche la nostra provincia sta negli ultimi anni vivendo – il desiderio di partecipazione e la curiosità “a chilometro zero” trovano raramente soddisfazione anche in considerazione del fatto che una domanda non sempre consapevole e un’offerta frammentata hanno forti difficoltà, nonostante la prossimità territoriale, a entrare in relazione.
  1. Che tutto ciò rappresenta un’occasione persa, anche in considerazione del fatto che il “locale” (se correttamente inquadrato) può essere anche un veicolo efficace con cui diffondere la cultura universale, la consapevolezza globale e la cittadinanza attiva, principi che in questa epoca devono diventare assolutamente prioritari.
  1. Che anche gli operatori culturali tutti hanno il dovere di aprirsi e di mettersi in rete per scambiare esperienze e risorse ma anche per potenziare la propria possibilità di creare un mercato ed un pubblico in grado di sostenere e giustificare la propria attività, nonché per accrescere la propria rilevanza ed il proprio impatto sulla società.

Partendo da tali premesse, il progetto “Brescia si legge” si pone i seguenti obiettivi:

  1. Rendere nota a più persone possibili, e a tutti coloro che potrebbero risultare interessati, l’esistenza di una produzione letteraria (saggistica e narrativa) ed artistica contemporanea che riguarda Brescia tenendo sistematicamente traccia delle nuove uscite (e delle iniziative collegate) e mettendo a disposizione di tutte e di tutti un contenitore ed un luogo virtuale, accessibile e curato, in cui rendere questa produzione protagonista ed accattivante attraverso recensioni e interviste agli autori.
  1. Rivendicare il fatto che questa produzione potrebbe meritare considerazione perché dotata di un suo valore: magari non (o non solo) di un “valore artistico” in senso assoluto, ma almeno di un valore antropologico e documentale, di rappresentazione di e di riflessione su ciò che la città è, sta diventando, è stata (e che questo è il ruolo della Cultura).
  1. Mettere le tante esperienza a fattor comune provando a creare un piccolo mercato ed una piccola “scena letterario-artistica” riguardante Brescia così da aiutare: le autrici e gli autori a subire di meno l’indifferenza e la solitudine; le lettrici e i lettori potenzialmente interessati a conoscere le autrici e gli autori contemporanei che provano a raccontare attraverso i loro occhi la città e la sua provincia; gli operatori culturali a conoscere e a valorizzare anche la produzione locale.

Brescia è la sesta provincia italiana per numero di abitanti; davanti a lei, solo cinque grandi province (Roma, Milano, Napoli, Palermo, Torino) che vantano una produzione culturale ricca, riconosciuta ed apprezzata. Nonostante la capacità di produrre “cultura” non sia certo uno dei tratti che più contraddistinguono la nostra popolosa provincia, anche a Brescia una produzione letteraria e artistica – benché ignota addirittura alla quasi totalità dei residenti – in parte già esiste. I saggi divulgativi, i libri d’inchiesta, i romanzi di formazione, i libri di memorie o i “gialli” che già ogni anno vengono pubblicati e che riguardano a vario titolo la città e la sua provincia, costituiscono un patrimonio di contenuti originali e spesso rilevanti – anche solo da un punto di vista antropologico – che merita di essere reso noto.

Questa produzione (che si spera possa in futuro diventare ancora più valida) merita inoltre di contribuire ad informare il dibattito sul presente e sul futuro della città, di poter contare su solidi e trasparenti canali di divulgazione e di ottenere uno spazio di protagonismo e di visibilità ben più ampio di quello (nel migliore dei casi frammentato) che gli è concesso oggi.

Uno spazio che non vuole essere autocelebrativo, ma che si propone di documentare e di provare a contribuire a dissodare il terreno per chi già c’è, e per quelli che verranno.

Se questo progetto ti piace e se pensi di poter contribuire in qualsiasi modo, mettiamoci in contatto.